Cassazione Penale, Sentenza n. 9104/2023 del 03/03/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione per cassazione dell'ordinanza del 18/11/2022 con cui il Tribunale di Modena non aveva convalidato l'arresto operato il 18/11/2022 nei confronti di Jammaa Omar per il reato previsto dall'art. 73, comma 5, d.P.R. n. 309/1990. Il Procuratore deduceva che l'arresto facoltativo in flagranza era legittimo in quanto gli operanti avevano osservato direttamente la cessione di sostanza stupefacente all'acquirente, avevano riscontrato il possesso da parte dell'arrestato della somma di euro 50 in contanti corrispostagli dall'acquirente e avevano rinvenuto presso l'abitazione dell'arrestato numerose bustine per il confezionamento analoghe a quella ceduta.
La decisione
La Corte di cassazione ha accolto il ricorso e ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata. La Corte ha ritenuto che il giudice della convalida abbia errato nel sostituire il controllo ex ante di mera ragionevolezza (valutazione, sulla base degli elementi conosciuti alla polizia giudiziaria al momento dell'arresto, della gravità del fatto o della pericolosità del soggetto) con una valutazione basata su elementi successivi (incensuratezza, regolare lavoro pregresso, reazione emotiva). La Corte ha affermato la legittimità dell'arresto operato dagli agenti alla luce della diretta osservazione della cessione, del denaro rinvenuto e del materiale per il confezionamento.
Norme richiamate
d.P.R. n. 309/1990
Norma incriminatrice relativa agli illeciti in materia di stupefacenti; richiamata quale titolo del reato per il quale è stato operato l'arresto in flagranza
Codice di procedura penale
Individua i presupposti dell'arresto facoltativo in flagranza (gravità del fatto o pericolosità del soggetto) che il giudice della convalida deve valutare con controllo di mera ragionevolezza sugli elementi conosciuti alla polizia giudiziaria
Codice di procedura penale
artt. 386, comma 3 e 390, comma 1
Rilevati in relazione ai limiti temporali e formali della convalida dell'arresto; il giudice deve verificare osservanza dei termini e sussistenza dei presupposti formali e sostanziali dell'arresto
Massime di principio
- Il giudice della convalida dell'arresto facoltativo opera un controllo di mera ragionevolezza ex ante: valuta gli elementi che erano noti e conoscibili alla polizia al momento dell'arresto, senza sostituirsi alla valutazione degli operanti o procedere a un accertamento pieno della responsabilità
- Le ragioni che hanno indotto la polizia giudiziaria ad arrestare possono emergere dal verbale e dagli atti correlati; non è necessario che il provvedimento di arresto riporti una motivazione formale dettagliata purché gli elementi risultino dal contesto documentale
- Elementi emersi successivamente all'arresto (es. incensuratezza, regolare attività lavorativa, reazioni emotive) non sono decisivi per la convalida se non incidono sui fatti così come conosciuti al momento dell'intervento degli operanti
- La diretta osservazione di una cessione di stupefacente, il possesso di denaro consegnato dall'acquirente e il rinvenimento di materiale per il confezionamento costituiscono elementi che, valutati ragionevolmente ex ante, possono legittimare l'arresto facoltativo per spaccio
- Se il giudice di merito rifiuta la convalida fondandosi su elementi successivi alla fase operativa e la valutazione degli operanti era ragionevole, la Cassazione può annullare senza rinvio riconoscendo la legittimità dell'iniziativa della polizia giudiziaria
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