Cassazione Penale, Sentenza n. 42343/2024 del 18/11/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Conflitto di competenza riguardante la determinazione del giudice dell'esecuzione per la richiesta di applicazione della disciplina del reato continuato proposta da Boccio Massimiliano il 5/10/2023. In causa più sentenze irrevocabili emesse in tempi diversi (sentenze del GUP e del Tribunale di Bologna del 2014, 2016, 2018; sentenza della Corte d'Appello di Ancona del 3/10/2022 irrevocabile 19/4/2023; sentenza del Tribunale di Bologna del 20/2/2023 irrevocabile 22/7/2023). Il Tribunale di Bologna aveva dichiarato la propria incompetenza in favore del Tribunale di Ancona ritenendo ultima irrevocabile quella della Corte d'Appello di Ancona; il Tribunale di Ancona, a sua volta, ha declinato la competenza sostenendo che l'ultimo provvedimento irrevocabile idoneo fosse la sentenza del Tribunale di Bologna del 20/2/2023. La questione è stata rimessa alla Corte di cassazione per risolvere il conflitto negativo.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato la competenza del Tribunale di Bologna. Ha ritenuto che, ai fini della determinazione del giudice dell'esecuzione, il criterio peritale sia la sentenza divenuta irrevocabile per ultima alla data di proposizione dell'istanza (5/10/2023), e che l'ultimo provvedimento idoneo a radicare la competenza fosse la sentenza del Tribunale di Bologna del 20/2/2023 (irrevocabile il 22/7/2023). Perciò ha disposto la trasmissione degli atti al Tribunale di Bologna.
Norme richiamate
art. 665 cod. proc. pen.
La competenza del giudice dell'esecuzione si determina sulla base della sentenza divenuta irrevocabile per ultima; la norma ha carattere funzionale, assoluto e inderogabile e impone che, in caso di pluralità di provvedimenti, il giudice dell'esecuzione sia unico e determinato dal criterio della sentenza irrevocabile per ultima.
art. 671 cod. proc. pen.
Norma richiamata come base procedurale per l'istanza di applicazione della disciplina del reato continuato; nel caso concreto l'istanza è stata proposta ai sensi di tale disposizione e ha costituito il momento cronologico da cui cristallizzare la competenza del giudice dell'esecuzione.
art. 32 cod. proc. pen.
Attribuisce alla Corte di cassazione la funzione di risolvere i conflitti di competenza fra giudici, rendendo ammissibile il conflitto negativo per la stasi del procedimento quando entrambi i giudici rifiutano cognizione.
Giurisprudenza: Sez. 1, n. 15856 del 11/02/2014 (Jadid, Rv. 259600)
Sez. 1, n. 15856 del 11/02/2014
Precedente di legittimità che conferma il principio secondo cui, in caso di pluralità di provvedimenti, la competenza appartiene al giudice che ha pronunciato la condanna divenuta irrevocabile per ultima, anche se tale sentenza non è direttamente implicata nella specifica domanda esecutiva.
Massime di principio
- La competenza del giudice dell'esecuzione è determinata dalla sentenza divenuta irrevocabile per ultima alla data in cui viene proposta l'istanza di esecuzione o incidente di esecuzione; pertanto è fondamentale individuare con precisione la data di proposizione dell'istanza.
- Il criterio dell'art. 665 c.p.p. ha natura funzionale e inderogabile: anche se l'ultima sentenza irrevocabile non riguarda direttamente la specifica questione sostanziale, il giudice individuato resta l'unico competente per tutte le questioni che incidono sull'esecuzione finale.
- In presenza di contrasto tra più organi che dichiarano ciascuno incompetenza, il conflitto negativo può essere risolto solo dalla Corte di cassazione ai sensi dell'art. 32 c.p.p.; fino alla decisione della Cassazione il procedimento resta sostanzialmente sospeso.
- Nelle pratiche relative alla 'continuazione' tra reati giudicati con sentenze distinte, occorre verificare l'ordine cronologico delle irrevocabilità delle sentenze coinvolte e considerare che anche sentenze non contemplate nella domanda possono determinare la competenza.
- Per evitare conflitti di competenza è consigliabile, al momento della proposizione dell'istanza esecutiva, indicare e documentare chiaramente tutte le sentenze definitive rilevanti e la relativa data di irrevocabilità.
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