Cassazione Penale, Sentenza n. 7019/2025 del 20/02/2025
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorrente impugnava la sentenza della Corte d'appello per difetti di motivazione e valutazione della prova dichiarativa. In particolare: (i) violazione degli artt. 192 e 546 c.p.p. per mancata enunciazione delle ragioni per le quali si è ritenuta non attendibile la prima dichiarazione resa dalla teste oculare Kart Madiha nell'immediatezza del fatto e le dichiarazioni del pubblico ufficiale che aveva verbalizzato quelle prime sommarie informazioni; (ii) insufficiente motivazione e manifesta illogicità nella valutazione della testimonianza dell'agente Trancuccio Rossana; (iii) violazione dell'art. 530, comma 2, c.p.p. per mancata assoluzione in presenza di prova contraddittoria, stante le versioni conflittuali fornite dalla teste Kart.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto che la sentenza impugnata fosse affetta da vizio motivazionale: la motivazione della Corte territoriale si è limitata a ritenere che la prima dichiarazione della teste fosse resa in stato di shock e quindi soggetta a fraintendimenti, senza però confrontare compiutamente tale versione con l'intero compendio istruttorio e senza spiegare l'assenza di verbalizzazione di circostanze (es. dialogo tra teste e imputato) riferite dalla teste stessa. Per tali carenze la Cassazione ha annullato la sentenza impugnata e ha disposto il rinvio per un nuovo giudizio volto a valutare l'attendibilità della testimonianza di Kart Madiha tenendo conto espressamente delle argomentazioni difensive e del confronto con le dichiarazioni della teste Rossana Trancuccio.
Norme richiamate
art. 589-bis cod. pen.
Norma usata per la qualificazione del reato di omicidio stradale aggravato; nella vicenda è il titolo di reato contestato all'imputato, ma la Cassazione ha valutato principalmente profili di motivazione e prova.
art. 186 comma 2 lett. c) d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285
Riferimento alla normativa sulla guida in stato di ebbrezza; richiamata nella ricostruzione fattuale perché l'imputato risultava con tasso alcolemico elevato.
artt. 141, 142, 146 cod. strada
Norme sul comportamento di guida, limiti di velocità e regole agli incroci; la Corte di merito le aveva ritenute violate nella ricostruzione dell'incidente.
art. 192 cod. proc. pen.
Principio dell'obbligo di motivazione delle decisioni che incidono sulla valutazione delle prove; la Cassazione ha ritenuto violato tale obbligo perché mancava adeguata esposizione dei motivi per cui sono state scartate le dichiarazioni iniziali e quelle del pubblico ufficiale.
art. 546 comma 1 cod. proc. pen.
Disciplina i requisiti motivazionali della sentenza di appello; la censura muoveva proprio dalla mancata enunciazione delle ragioni in cui si è fondata la scelta probatoria in appello.
art. 530 comma 2 cod. proc. pen.
Prevede l'assoluzione quando la prova è contraddittoria o insufficiente; la difesa invocava questa norma per chiedere l'assoluzione, ma la Cassazione ha ritenuto che prima fosse necessario un corretto esame e confronto delle fonti dichiarative da parte del giudice di merito.
Massime di principio
- Quando una teste rende versioni contrastanti (immediate vs successive), il giudice deve motivare esplicitamente la preferenza per una versione rispetto all'altra e confrontarla con tutte le dichiarazioni e le prove disponibili.
- La sola affermazione che una dichiarazione iniziale sia stata resa "in stato di shock" non basta: il giudice deve spiegare in cosa consista lo stato di shock e come questo abbia potuto alterare la percezione o la verbalizzazione, fornendo elementi concreti.
- Se rilevanti circostanze dichiarate in dibattimento non risultano verbalizzate nell'immediatezza (es. dialoghi riferiti dal testimone), il giudice deve chiarire l'assenza o svolgere accertamenti integrativi prima di scartare la versione iniziale.
- In caso di prova testimoniale contraddittoria il giudice deve valutare l'eventuale applicabilità dell'art. 530, comma 2 c.p.p. o comunque motivare in modo stringente la scelta di ritenere una versione attendibile anziché l'altra.
- La valutazione della credibilità va compiuta in rapporto all'intero compendio probatorio (esami alcolemici, consulenze tecniche, funzionamento di impianti semaforici): l'omesso confronto può comportare annullamento per vizi di motivazione.
- La Corte di Cassazione tende a rinviare per nuovo giudizio quando riscontra lacune nella motivazione che impediscono un accertamento pieno e sereno della verità processuale.
Testo integrale
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