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Sentenza

Sentenza n. 1202/2026 - Firenze, Sezione 1

per l'ottemperanza del giudicato della sentenza 444/2024 del Tribunale di Lucca, sez. Lavoro;

Giustizia amministrativa202501592

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Toscana - Firenze, Sez. ISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione, anteriormente alla proposizione del ricorso, della sentenza del Tribunale di Lucca che riconosceva alle ricorrenti l'accredito del beneficio annuale di € 500,00 sulla carta elettronica del docente

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (docenti precarie)

Prevale il privato

La controversia

Le ricorrenti hanno promosso il giudizio di ottemperanza per ottenere l'esecuzione della sentenza del Tribunale di Lucca, sezione lavoro, che aveva accertato il loro diritto a usufruire del beneficio economico di € 500,00 annui previsto per l'aggiornamento e la formazione del personale docente e a ricevere l'accredito delle somme relative agli anni scolastici di servizio prestato con contratti a tempo determinato. Il Ministero, pur ritualmente evocato, non si è costituito. Nelle more del giudizio l'Amministrazione ha accreditato integralmente le somme dovute. Le ricorrenti hanno quindi chiesto la dichiarazione di cessazione della materia del contendere, con condanna del Ministero alle spese sulla base della soccombenza virtuale, in ragione dell'adempimento tardivo, intervenuto solo dopo la proposizione del ricorso.

La decisione

Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere ai sensi dell'art. 34, comma 5, c.p.a., rilevando che la pretesa delle ricorrenti era stata integralmente soddisfatta mediante l'accredito delle somme sulla carta elettronica. Ha tuttavia posto le spese di lite a carico del Ministero in applicazione della soccombenza virtuale, poiché l'esecuzione della sentenza civile è avvenuta soltanto dopo la proposizione del giudizio di ottemperanza. Le spese sono state liquidate in € 1.500,00, oltre oneri e accessori di legge e rimborso del contributo unificato, con distrazione in favore del difensore dichiaratosi antistatario. È stata inoltre ordinata l'esecuzione della sentenza da parte dell'autorità amministrativa.

Norme richiamate

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    Consente di dichiarare cessata la materia del contendere quando, nel corso del giudizio, la pretesa sostanziale dedotta sia stata integralmente soddisfatta.

  • art. 114 c.p.a.

    Richiamato quale disciplina del giudizio di ottemperanza, promosso per ottenere l'esecuzione del giudicato formatosi sulla sentenza del giudice civile.

  • art. 1, comma 121, l. 107/2015

    Individuato quale fondamento normativo del beneficio economico annuale di € 500,00 destinato all'aggiornamento e alla formazione del personale docente.

  • art. 4, comma 2, d.m. 10 marzo 2024, n. 55

    Richiamato ai fini della liquidazione delle spese in relazione al numero delle parti assistite.

Massime di principio

  • Quando l'amministrazione soddisfa integralmente, nel corso del giudizio di ottemperanza, la pretesa riconosciuta da un giudicato, il giudice dichiara cessata la materia del contendere ai sensi dell'art. 34, comma 5, c.p.a.
  • L'adempimento sopravvenuto dell'amministrazione non esclude la condanna alle spese se l'esecuzione del giudicato è intervenuta soltanto dopo la proposizione del ricorso; in tal caso le spese possono essere regolate secondo il principio della soccombenza virtuale.
  • Nel giudizio di ottemperanza, la piena soddisfazione della pretesa sostanziale determina la cessazione della materia del contendere, ma la condotta antecedente dell'amministrazione resta rilevante per individuare la parte virtualmente soccombente e regolare le spese.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaTrattamento economico e previdenziale
RamiProcesso amministrativoPubblico impiego e concorsi
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesse

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