Cassazione Penale, Sentenza n. 22351/2023 del 23/05/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Camba contestava la fondatezza della condanna per ricettazione sostenendo la illegittima acquisizione in dibattimento del registro di carico dell'esercizio "compro oro" tramite i poteri officiosi del giudice ex art. 507 c.p.p., e quindi la violazione delle prerogative difensive. Dalpadulo censurava la mancata concessione dell'attenuante della particolare tenuità di cui all'art. 648, secondo comma, c.p., sostenendo che i gioielli avevano scarso valore, e contestava inoltre l'insufficiente individuazione dell'autore del reato.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili entrambi i ricorsi ritenendoli manifestamente infondati o generici. Ha affermato la legittimità dell'acquisizione del registro tramite i poteri d'ufficio ex art. 507 c.p.p. (anche se il documento non era nel fascicolo delle indagini), precisando che tale potere è autonomo, finalizzato all'accertamento della verità e utilizzabile fino alla pronuncia della sentenza; ha escluso la violazione delle prerogative difensive. Quanto a Dalpadulo, la Corte ha ritenuto adeguata l'individuazione dell'autore sulla base del registro e delle deposizioni dei poliziotti giudiziari; ha inoltre confermato il rigetto dell'attenuante della tenuità per il non modesto valore dei beni e per la personalità del reo (precedenti). I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e a versare euro 3.000 alla Cassa delle Ammende.
Norme richiamate
art. 507 cod. proc. pen.
Consente al giudice di disporre d'ufficio l'assunzione di mezzi di prova non contenuti nel fascicolo delle indagini, in qualsiasi momento prima della sentenza; il potere è autonomo rispetto al materiale delle indagini preliminari, mira all'accertamento della verità e non è limitato dal principio della "discovery" che riguarda solo i rapporti fra le parti
art. 648, secondo comma, cod. pen.
Prevede la circostanza attenuante della particolare tenuità del fatto; la Corte ha ritenuto che tale attenuante non si applicasse per il valore non modesto dei beni e per gli elementi personali del reo (precedenti), quindi il requisito del "fatto di particolare tenuità" non era sussistente
Massime di principio
- Il giudice può acquisire d'ufficio prove anche se non presenti nel fascicolo delle indagini preliminari mediante art. 507 c.p.p.; tale acquisizione non invalida il processo a condizione che la difesa abbia la possibilità di proporre e richiedere prove contrarie
- L'esercizio del potere d'ufficio ex art. 507 c.p.p. può avvenire fino al momento della pronuncia della sentenza e l'acquisizione anche dopo il ritiro in camera di consiglio non determina di per sé nullità
- La circostanza attenuante della particolare tenuità (art. 648, secondo comma) richiede una valutazione concreta del valore del bene e della personalità dell'autore; beni di non modesto valore o precedenti specifici possono escludere l'attenuante
- L'identificazione dell'autore del reato può essere fondata su documentazione aziendale (es. registro di carico) integrata da deposizioni di testi di polizia giudiziaria; combinazione di più elementi probatori può superare dubbi sull'attribuzione
- I ricorsi in Cassazione devono essere specifici e non generici: censure vaghe o prive di puntuale argomentazione di diritto o di fatto sono frequentemente dichiarate inammissibili
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