Sentenza del 25/03/2024 n. 8010 - Corte di Cassazione
Ires -Operazione infragruppo - Deducibilità dei costi - Obbligo di documentazione analitica -
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
Controversia su indeducibilità di costi infragruppo (royalties per uso marchio e know-how e quota di ammortamento marchi). L'Agenzia contestava che i corrispettivi pagati a società del gruppo fossero mera duplicazione rispetto a precedenti costi sostenuti nell'ambito di cost-sharing e quindi non inerenti/dedducibili. Le contribuenti hanno prodotto i contratti e le fatture; l'Agenzia ha richiesto la prova specifica dell'utilità effettiva o potenziale conseguita dalla consociata ricevente. In parallelo è stata discussa la riflessione degli effetti del giudicato tra procedimento 'portante' (società trasparente) e procedimenti nei confronti dei soci in regime di trasparenza fiscale.
La decisione
Esito sdoppiato per i due ricorsi riuniti: RG 20869/2017 (ricorso delle contribuenti) è stato respinto dalla Corte di cassazione; la Corte ha confermato che la mera esibizione dei contratti di servizio/cost-sharing e delle fatture non è sufficiente a provare l'inerenza quando manca dimostrazione dell'ulteriore utilità rispetto a precedenti accordi, e ha ritenuto carente la prova fornita dai contribuenti sul carattere effettivo/potenziale dell'utilità. RG 23228/2017 (ricorso dell'Agenzia) è stato invece accolto in parte: la Corte ha cassato la sentenza della CTR Lazio e, decidendo nel merito alla luce del giudicato sul procedimento 'portante' e delle vicende di fusioni/incorporazioni, ha respinto il ricorso introduttivo della controricorrente (ossia ha dato ragione all'Agenzia) relativamente alla ripartizione della pretesa fiscale nei confronti della socia in regime di trasparenza; sono state anche confermate alcune risultanze di primo grado (es. quota ammortamento marchi) ritenute accertate. In definitiva l'Agenzia ha ottenuto conferma delle contestazioni principali e le contribuenti sono state condannate alle spese nel primo ricorso; nella seconda controversia la controricorrente (A.A.) è stata condannata alle spese.
Norme richiamate
art. 109, comma 5, TUIR
Riferimento alla regola di inerenza e onere probatorio riguardo alla deducibilità dei costi; la Corte rileva che l'inerenza richiede prova dell'utilità effettiva o potenziale per la consociata.
art. 2697 cod. civ.
Principio della ripartizione dell'onere della prova; invocato dalle parti ma la Corte ritiene che la prova dell'utilità ulteriore non è stata fornita dal contribuente.
Cass. n. 8001 del 22/03/2021
Giurisprudenza richiamata per affermare che, nei costi infragruppo da cost-sharing, non basta contratto e fattura: è necessaria documentazione analitica che dimostri l'utilità effettiva o potenziale per la consociata.
art. 115 TUIR
Regime di opzione per la trasparenza fiscale: la Corte chiarisce che i giudicati sul procedimento 'portante' non sempre vincolano i soci a meno che non siano parti o sussista litisconsorzio necessario; qui, per successive fusioni e notifiche ai soci, gli effetti si riverberano sulla socia interessata.
art. 2909 cod. civ. e art. 324 cod. proc. civ.
Richiamati nei motivi relativi all'efficacia del giudicato e alla preclusione di decidere quando una sentenza pregiudicante è intervenuta; la Corte ha valutato la situazione di collegamento fra giudizi e la rilevanza del giudicato.
art. 330 e art. 170 cod. proc. civ.
Valutazione della validità della notifica via PEC: la Corte ritiene valida la notifica dell'impugnazione presso il procuratore costituito e richiama la possibilità di sanatoria costituita dalla costituzione in giudizio.
art. 13, comma 1‑quater d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 (come modificato dalla l. 24 dicembre 2012, n. 228)
Richiamato in relazione all'obbligo di versamento di un importo aggiuntivo a titolo di contributo unificato; la Corte dichiara sussistenti i presupposti procedurali per tale addebito.
art. 384 cod. proc. civ.
Usata per decidere nel merito senza nuovi accertamenti quando i fatti necessari risultano già accertati con giudicato o risultanze di primo grado non impugnate.
Massime di principio
- Nei costi infragruppo derivanti da cost‑sharing agreements la mera produzione del contratto e delle fatture non è sufficiente per la deducibilità: il contribuente deve allegare documentazione analitica che dimostri l'utilità effettiva o potenziale conseguita dalla consociata ricevente.
- Se accordi successivi hanno oggetto sostanzialmente identico a precedenti contratti di cost‑sharing, i costi aggiuntivi possono essere considerati mera duplicazione e quindi indeducibili a meno che non emerga prova chiara di una utilità ulteriore.
- L'onere della prova circa l'inerenza e l'utilità grava sul contribuente; la prova può essere tecnica, organizzativa o economica e deve essere tale da dimostrare il vantaggio concreto o ragionevolmente prevedibile.
- I giudicati relativi a un procedimento 'portante' non vincolano automaticamente soggetti terzi (in particolare soci in regime di opzione per la trasparenza) salvo che tali soggetti siano parti del giudizio o quando, per successioni/operazioni (fusioni, notifiche ai soci ecc.), l'effetto del giudicato si rifletta necessariamente sui medesimi.
- In sede processuale la notifica via PEC al difensore costituito è valida e la costituzione in giudizio può sanare eventuali vizi di notifica.
- Il giudice d'appello può limitare o respingere richieste di riesame che si risolvono in mera critica delle valutazioni probatorie di merito: la Cassazione non sostituisce la propria valutazione a quella del merito se non è ravvisabile errore di diritto.
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