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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 50065/2023 del 15/12/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso per cassazione proposto dal difensore dell'indagato avverso l'ordinanza di rigetto dell'istanza di riesame: si contestava la violazione dell'art. 274 cod. proc. pen. per carente e contraddittoria valutazione delle esigenze cautelari; in particolare il tribunale aveva ritenuto la persistenza dell'attualità del pericolo sulla base della presunta continuazione dell'attività delittuosa fino a dicembre 2021 e dell'affermazione che la militanza si sarebbe interrotta solo dopo l'applicazione della misura; il ricorrente rilevava invece che l'ultimo episodio contestato risale al 21 giugno 2021 e che non vi erano segnalazioni di fatti analoghi successivi, sicché mancava una corretta e motivata analisi prognostica sulla possibilità di reiterazione.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il ricorso ritenendolo fondato. Ha censurato l'ordinanza impugnata perché non aveva risposto adeguatamente alle censure relative all'attualità delle esigenze cautelari e non aveva spiegato la discrepanza temporale tra gli ultimi fatti contestati (giugno 2021) e la motivazione che parlava di attività protratta fino a dicembre 2021 e interrotta solo dopo la misura del luglio 2023. La Corte ha richiamato il necessario approccio prognostico (valutazione delle modalità del fatto, della personalità del soggetto e del contesto socio-ambientale) e ha disposto l'annullamento dell'ordinanza, rinviando il giudizio al Tribunale di Napoli per una nuova valutazione ai sensi dell'art. 309 co. 7; è stata inoltre segnalata l'ulteriore valutazione necessaria nonostante, nelle more, la misura sia stata sostituita con l'obbligo di dimora.

Norme richiamate

  • art. 274 cod. proc. pen. (comma 1, lett. c))

    Il requisito dell'attualità del pericolo non equivale a mera imminenza di un'occasione delittuosa; richiede una valutazione prognostica, articolata e motivata, sulla possibilità di reiterazione dei reati, tenendo conto di modalità operative, personalità dell'indagato e contesto socio-ambientale; tale valutazione deve essere più approfondita quanto maggiore è la distanza temporale dai fatti.

  • art. 309 co. 7 cod. proc. pen.

    Disciplina la competenza e le modalità di rinvio per nuovo giudizio in caso di annullamento dell'ordinanza di riesame da parte della Corte di cassazione; la Corte ha rimesso la decisione al Tribunale di Napoli per una nuova valutazione delle esigenze cautelari.

Massime di principio

  • La decisione cautelare deve contenere una motivazione specifica e puntuale sull'attualità del pericolo di reiterazione, non limitandosi a generiche affermazioni sulla continuità dell'attività delittuosa.
  • Se è passato tempo significativo dall'ultimo fatto contestato, il giudice deve approfondire la valutazione prognostica (modalità del fatto, personalità dell'imputato, contesto socio-ambientale) e spiegare come tali elementi indichino ancora un rischio attuale.
  • La mera circostanza che una persona sia indagata per più episodi non giustifica automaticamente la misura cautelare: va valutata la reale persistenza del pericolo di fuga o di reiterazione.
  • Le decisioni di riesame e di primo grado devono affrontare espressamente le censure difensive; l'omissione di una risposta motivata alle censure rilevanti può portare all'annullamento e al rinvio.
  • In caso di annullamento per carenza motivazionale sulla attualità delle esigenze cautelari, il rimedio corretto è il rinvio al giudice competente per una nuova valutazione, che può anche modificare la misura cautelare in corso.

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