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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 4025/2022 del 04/02/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Procuratore impugnava l'ordinanza del giudice dell'esecuzione che aveva rifiutato la revoca della sospensione condizionale della pena concessa a Venturini con sentenza del 10/05/2012 (irrevocabile 25/09/2012). Il ricorrente deduceva violazione di legge e vizio di motivazione rispetto all'art. 168, comma 1, n. 2, c.p., sostenendo che sussistevano i presupposti per la revoca automatica: Venturini era stato infatti successivamente condannato, con sentenza divenuta irrevocabile l'11/02/2014, a 2 anni e 4 mesi per tentata estorsione commessa il 25/05/2012, ossia per un fatto anteriore all'irrevocabilità della prima condanna e con pena complessiva eccedente i limiti compatibili con la sospensione condizionale.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il ricorso; ha ritenuto infondata e immotivata l'ordinanza impugnata, evidenziando che la condanna sopravvenuta, divenuta irrevocabile, supera i limiti previsti per la sospensione condizionale e determina la revoca di diritto ai sensi dell'art. 168, comma 1, n. 2, c.p. La Corte ha annullato senza rinvio l'ordinanza e ha disposto direttamente la revoca della sospensione condizionale concessa con la sentenza del 10/05/2012 (irrevocabile il 25/09/2012), disponendo la comunicazione della decisione al Procuratore della Repubblica di Roma.

Norme richiamate

  • art. 168 cod. pen.

    L'art. 168 comma 1 n. 2 è inteso nel senso che la concessione della sospensione condizionale della pena si revoca di diritto quando intervenga una successiva condanna irrevocabile per delitto commesso anteriormente all'irrevocabilità della prima sentenza e la pena risultante ecceda i limiti compatibili con il beneficio. L'anteriorità si rapporta alla data di irrevocabilità della sentenza che ha concesso il beneficio, non alla data di consumazione del reato della condanna sopravvenuta.

  • art. 620, comma 1, lett. i) cod. proc. pen.

    Consente alla Corte di cassazione, quando ricorra il caso, di annullare senza rinvio e adottare i provvedimenti consequenziali (qui: disporre direttamente la revoca della sospensione condizionale) qualora il giudice dell'esecuzione abbia illegittimamente rifiutato la revoca richiesta dal pubblico ministero.

  • art. 28 Reg. es. cod. proc. pen.

    Prevede gli obblighi di comunicazione degli atti e delle decisioni alle autorità competenti; la cancelleria è tenuta a comunicare la decisione al Procuratore della Repubblica di Roma.

Massime di principio

  • La revoca della sospensione condizionale per effetto di una condanna successiva è automatica (di diritto) quando la condanna sopravvenuta è irrevocabile, riguarda fatto anteriore all'irrevocabilità del beneficio e la pena complessiva supera i limiti compatibili con la sospensione (art. 168, comma 1, n. 2, c.p.).
  • Il requisito dell'anteriorità del reato oggetto della condanna sopravvenuta va valutato con riferimento alla data di irrevocabilità della sentenza che ha concesso la sospensione, non alla sola data di commissione del reato.
  • Se il giudice dell'esecuzione nega la revoca senza adeguata motivazione, la Corte di cassazione può annullare senza rinvio e disporre direttamente la revoca quando ricorrano i presupposti di legge, ai sensi dell'art. 620 c.p.p.
  • La valutazione dell'esistenza dei presupposti per la revoca richiede un accertamento motivato dell'irrevocabilità della condanna sopravvenuta, del momento di commissione del reato e del confronto fra la pena complessiva e i limiti compatibili con la sospensione.
  • La mancata motivazione del giudice dell'esecuzione costituisce vizio rilevante suscettibile di annullamento in Cassazione quando incida sulla decisione relativa alla revoca del beneficio.

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