Cassazione Penale, Sentenza n. 40339/2023 del 04/10/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione della sentenza d'appello che aveva confermato la condanna per ricettazione. Tre motivi di ricorso: 1) vizio di motivazione per aver rigettato l'impugnazione dell'ordinanza di revoca del teste Caforio, ritenuto decisivo dalla difesa (il teste era il proprietario che avrebbe ceduto il veicolo all'imputato); 2) vizio di motivazione per non aver tenuto conto della tesi difensiva della ricezione inconsapevole del veicolo e della motivazione sulla provenienza lecita del mezzo; 3) vizio di motivazione per il mancato riconoscimento dell'ipotesi attenuata del reato, per il trattamento sanzionatorio e per il diniego delle circostanze attenuanti generiche.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché reiterativo e generico. Quanto al primo motivo, la Corte ha ritenuto che la decisione di revoca della testimonianza fosse legittima in considerazione della superfluità della prova rispetto al complesso dell'istruttoria e dell'incerta posizione del teste (proprietario indagabile). Sul secondo motivo la sentenza impugnata ha correttamente ritenuto superflua la tesi della ricezione inconsapevole, rilevando l'assenza di documenti (circolazione, assicurazione, proprietà) e altri elementi indizianti della consapevolezza dell'illiceità. Il terzo motivo è stato ritenuto generico e manifestamente infondato: la Corte territoriale non era obbligata a rispondere a questioni di appello prive di specificità; il diniego delle attenuanti generiche e la misura della pena sono stati ritenuti congruamente motivati. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a versare €3.000 alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
art. 23, comma 8, d.l. 28 ottobre 2020, n. 137, conv. L. n. 176/2020
Disposizioni procedurali applicate per l'esame del ricorso in Cassazione; richiamata per la forma di esame del ricorso
art. 16, d.l. 30 dicembre 2021, n. 228, conv. L. 25 febbraio 2022, n. 15
Rinvio normativo che rende applicabili le forme procedurali richiamate al ricorso
art. 334 cod. pen.
Citato nel contesto dell'indagabilità del proprietario che avrebbe ceduto il veicolo; usato per giustificare l'incerta posizione del teste
art. 616 c.p.p.
Norma che autorizza la condanna al pagamento di una somma alla Cassa delle ammende in caso di ricorso manifestamente infondato o con profili di colpa
Massime di principio
- I motivi di ricorso in Cassazione devono essere specifici e non reiterativi: censure generiche o ripetitive rispetto alla difesa già svolta in sede territoriale sono frequentemente dichiarate inammissibili.
- La revoca di una prova testimoniale può essere legittima se il giudice mostra che la prova sarebbe superflua rispetto al complesso istruttorio o se la posizione del teste è incerta e comporterebbe dilazioni inutili.
- La tesi della ricezione "in buona fede" di un bene sospetto richiede elementi concreti e specifici (modalità della vendita, documentazione, comportamento) per superare indizi ostativi come l'assenza di documenti di circolazione/assicurazione/proprietà.
- Per ottenere il riconoscimento dell'ipotesi attenuata o delle circostanze attenuanti è necessario che la richiesta sia formulata con la dovuta specificità nelle fasi di impugnazione; rilievi generici non obbligano la Corte territoriale a motivazioni aggiuntive.
- La presenza di precedenti penali e l'assenza di elementi positivi idonei a giustificare l'attenuazione possono giustificare il diniego delle circostanze attenuanti generiche e una pena prossima al minimo edittale.
- In sede di cassazione le censure devono confrontarsi con la motivazione della sentenza impugnata: non è sufficiente ribadire la tesi difensiva senza analizzare i ragionamenti e i rilievi già svolti dal giudice di merito.
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