Cassazione Penale, Sentenza n. 36434/2025 del 07/11/2025
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
La ricorrente impugna la sentenza della Corte d'appello di Torino, emessa in sede di rinvio, che ha rideterminato la pena per i reati di rissa aggravata e resistenza a pubblico ufficiale rigettando la richiesta difensiva di sostituzione della pena con una delle pene sostitutive previste (art. 20-bis c.p.). Il motivo di ricorso in Cassazione è unico e deduce contraddittorietà e/o manifesta illogicità della motivazione della Corte territoriale: la difesa sosteneva che i precedenti penali addotti per escludere la sostituzione erano tutti anteriori al 2002 e che l'intervallo temporale dimostrerebbe invece un comportamento rispettoso delle regole e la capacità di osservare le prescrizioni connesse a pene sostitutive, rendendo quindi infondata la prognosi negativa formulata dal giudice di merito.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché manifestamente infondato. Il Collegio ha ritenuto che la Corte territoriale avesse fornito una motivazione adeguata e congrua, basandosi sui precedenti penali (anche se risalenti) e traendone elementi negativi non manifestamente illogici rispetto alla prognosi rieducativa, al rischio di recidiva e alla capacità di adempiere le prescrizioni. La ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p. e al versamento, in via equitativa, di euro 3.000 in favore della cassa delle ammende, con riferimento alla sentenza della Corte Costituzionale n. 186/2000 che consente tale statuizione nonostante l'assenza di colpa grave nella determinazione dell'inammissibilità.
Norme richiamate
legge 24 novembre 1981, n. 689, art. 58, comma 1 (come sostituito dall'art. 71, comma 1, lett. f), d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150)
Stabilisce il criterio dei "fondati motivi" per l'esclusione delle sanzioni sostitutive per pene detentive brevi; richiede al giudice un'adeguata e congrua motivazione prognostica che bilanci finalità rieducativa e necessità di assicurare l'effettività della pena.
art. 20-bis c.p.
Norma che disciplina l'applicabilità delle pene sostitutive per determinate ipotesi di pena detentiva breve; la corte territoriale ha valutato l'incompatibilità dell'applicazione nel caso concreto.
art. 59 legge n. 689/1981
Riguarda le prescrizioni da imporre per l'esecuzione delle sanzioni sostitutive; la valutazione giudiziale deve considerare la capacità dell'imputato di osservare tali prescrizioni nella prognosi rieducativa.
art. 616 c.p.p.
Consente la condanna alle spese processuali per il ricorrente in caso di inammissibilità del ricorso; norma applicata per addebitare alla ricorrente le spese del procedimento.
Sentenza Corte Costituzionale 13 giugno 2000, n. 186
Consente di disporre l'obbligo di versamento alla cassa delle ammende anche quando non sussista colpa grave nella presentazione del ricorso, salvo che non si ritenga che il ricorso sia stato proposto "senza versare in colpa" nella determinazione della causa di inammissibilità; qui è stata disposta la soma equitativa di euro 3.000.
Cass. Sez. 5, n. 17959 del 26/01/2024 (Avram) e Cass. Sez. 5, n. 39162 del 04/10/2024 (F.)
Giurisprudenza della Cassazione che conferma l'orientamento secondo cui il giudice può negare pene sostitutive anche sulla base dei soli precedenti penali, purché la loro valutazione sia specifica, puntuale e concreta e dimostri elementi negativi rilevanti per la prognosi rieducativa e il rischio di recidiva.
Cass. Sez. 5, n. 24093 del 13/05/2025 (Gambina)
Ulteriore richiamo giurisprudenziale che ribadisce i criteri di motivazione richiesti in ordine al diniego delle pene sostitutive sulla base dei precedenti penali.
Massime di principio
- La presenza di precedenti penali, anche se risalenti nel tempo, può legittimare il diniego di pene sostitutive se il giudice li valuta con motivazione specifica, puntuale e concreta rilevando elementi negativi per la prognosi rieducativa e il rischio di recidiva.
- Per impugnare con successo il rifiuto di una pena sostitutiva occorre dimostrare che la motivazione del giudice è effettivamente contraddittoria, illogica o carente: la mera indicazione della distanza temporale dei precedenti non è sufficiente a travolgere una motivazione congrua.
- Il giudice deve bilanciare in chiave prognostica l'obiettivo rieducativo delle pene sostitutive con l'esigenza di effettività della sanzione; la valutazione comparativa deve risultare esplicitata nella motivazione.
- Nelle impugnazioni in Cassazione è essenziale far emergere vizi formali o di insufficienza logico-giuridica della motivazione, non solo dissenso sulla valutazione dei fatti o sulla valutazione del rischio di recidiva.
- Anche quando un ricorso risulti infondato, il ricorrente può essere condannato alle spese e all'obbligo di versamento a titolo equitativo alla cassa delle ammende; tuttavia la Corte costituzionale vieta sanzioni solo se il ricorso è stato proposto in palese assenza di colpa.
- Quando si intende chiedere la sostituzione della pena, è utile produrre elementi concreti che attestino il percorso di riabilitazione o la capacità di rispettare prescrizioni (attestati di lavoro, percorsi terapeutici, certificazioni di buona condotta), così da contrastare efficacemente la prognosi negativa basata sui precedenti.
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