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Parere

Parere n. 760/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 1

Ricorso straordinario al Presidente della Repubblica proposto da Ar.Ca. s.r.l. contro Regione Autonoma Sardegna, Presidente Regione Autonoma della Sardegna, Assessore degli EE.LL., Finanze ed Urbanistica Regione Sardegna e nei confronti di Comune di Santa Teresa di Gallura, Provincia di Olbia-Tempio per l’annullamento della delibera della Giunta regionale 5 settembre 2006, n. 36/7 e atti alla stessa connessi.

Giustizia amministrativa201204154

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IRicorso straordinario al Presidente della Repubblica

Impugnazione della deliberazione della Giunta regionale della Sardegna 5 settembre 2006, n. 36/7, di approvazione del Piano Paesaggistico Regionale – primo ambito omogeneo, e degli atti connessi

Esito

INAMMISSIBILITA

Prevale l’amministrazione

La questione giuridica

La società ricorrente, proprietaria di terreni siti nel Comune di Santa Teresa di Gallura, classificati in zona C e interessati da una lottizzazione convenzionata, ha impugnato il Piano Paesaggistico Regionale e gli atti di adozione e pubblicazione deducendo numerosi vizi, tra cui insufficiente pubblicazione, mancata identificazione e sottoscrizione degli elaborati, nullità degli atti, incompetenza della Giunta regionale, violazione dell’autonomia comunale e del principio di sussidiarietà, omesso coinvolgimento dei Comuni, omesso esame delle osservazioni, mancata fissazione della durata delle misure di salvaguardia, difetto di istruttoria e motivazione, violazione dello sviluppo sostenibile, mancato coordinamento con la programmazione negoziata, inintelligibilità del Piano e genericità nell’individuazione dei beni paesaggistici. La Regione ha eccepito il difetto di interesse. Il Consiglio di Stato ha dovuto stabilire se la società disponesse di un interesse concreto, attuale e personale al ricorso, sia al momento della proposizione sia al momento della decisione.

Il parere

Il Consiglio di Stato ha esaminato preliminarmente la condizione dell'azione relativa all'interesse a ricorrere e ha ritenuto fondata l'eccezione regionale. Nel ricorso la società aveva collegato il pregiudizio alla possibile incidenza futura del Piano sugli esiti di tre giudizi pendenti davanti al TAR Sardegna, relativi all'annullamento, da parte della Soprintendenza, di tre autorizzazioni paesaggistiche rilasciate dal Comune. Tale prospettazione dimostrava che il danno non era attuale al momento della proposizione del ricorso e non era concreto, poiché solo eventuale e indicato come possibile. La successiva dichiarazione di permanenza dell'interesse, riferita alla pendenza dell'iter di approvazione del Piano Urbanistico Comunale e alla vigenza delle misure di salvaguardia, è stata ritenuta generica e inidonea a provare un vantaggio pratico e concreto derivante dall'annullamento del Piano. Il Collegio ha inoltre precisato che, anche qualora l'interesse fosse stato originariamente sussistente, esso sarebbe comunque venuto meno nel corso del giudizio, poiché i tre ricorsi davanti al TAR Sardegna erano stati tutti accolti. Il ricorso straordinario è stato pertanto dichiarato inammissibile, senza esame dei motivi di merito.

Osservazioni

Interesse a ricorrere

Nel ricorso straordinario l'interesse a ricorrere deve consistere in un vantaggio pratico e concreto derivante dall'accoglimento dell'impugnazione e deve sussistere sia al momento della proposizione sia al momento della decisione.

Attualità e concretezza del pregiudizio

La società ha prospettato un danno meramente futuro ed eventuale, subordinato all'esito di tre giudizi pendenti davanti al TAR Sardegna. Tale prospettazione non dimostra né l'attualità né la concretezza della lesione.

Prova dell'interesse nel corso del procedimento

La mera affermazione della permanenza dell'interesse, fondata sulla prosecuzione dell'iter di approvazione del Piano Urbanistico Comunale e sulla vigenza delle misure di salvaguardia, non è sufficiente in assenza della dimostrazione di un vantaggio concreto e personale.

Sopravvenuta carenza di interesse

Anche ipotizzando la sussistenza dell'interesse al momento della proposizione, l'accoglimento dei tre ricorsi pendenti davanti al TAR Sardegna avrebbe determinato il venir meno dell'interesse nel corso del giudizio e quindi l'improcedibilità del ricorso.

Norme richiamate

  • art. 100 c.p.c.

    L'interesse ad agire deve essere attuale, concreto e personale; tale requisito si applica anche al processo amministrativo e al ricorso straordinario.

  • art. 39, comma 1, c.p.a.

    Il rinvio esterno consente l'applicazione al processo amministrativo dell'art. 100 c.p.c. in materia di interesse ad agire.

  • art. 21-septies l. 7 agosto 1990, n. 241

    La disposizione era stata invocata dalla ricorrente per sostenere la nullità degli atti privi di allegati e di elementi costitutivi, ma il motivo non è stato esaminato per l'inammissibilità del ricorso.

  • art. 144, comma 2, d.lgs. 22 gennaio 2004, n. 42

    La disposizione era stata invocata dalla ricorrente con riferimento alla pubblicazione del Piano Paesaggistico Regionale, ma il motivo non è stato esaminato nel merito.

  • art. 134 d.lgs. 22 gennaio 2004, n. 42

    La disposizione era stata invocata in relazione all'individuazione dei beni paesaggistici, ma il relativo motivo non è stato esaminato per la declaratoria di inammissibilità.

  • art. 135, comma 3, lett. c), d.lgs. 22 gennaio 2004, n. 42

    La disposizione era stata richiamata per contestare l'estensione dei vincoli e delle limitazioni derivanti dal Piano, senza esame della censura nel merito.

  • art. 143 d.lgs. 22 gennaio 2004, n. 42

    La disposizione era stata richiamata in tema di elaborazione dei piani paesaggistici e coordinamento con altri atti di programmazione, senza esame del relativo motivo.

  • art. 145 d.lgs. 22 gennaio 2004, n. 42

    La disposizione era stata richiamata con riferimento al coordinamento del Piano paesaggistico con gli altri strumenti di pianificazione e programmazione, senza esame nel merito.

  • art. 100 c.p.c. e principio di permanenza delle condizioni dell'azione

    Le condizioni dell'azione devono permanere fino alla decisione; il loro difetto originario comporta l'inammissibilità, mentre il venir meno sopravvenuto dell'interesse comporta l'improcedibilità.

Massime di principio

  • Nel ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, come nel processo amministrativo, l'interesse a ricorrere deve consistere in un vantaggio pratico, concreto, personale e attuale derivante dall'accoglimento dell'impugnazione.
  • L'interesse a ricorrere deve sussistere sia al momento della proposizione del ricorso sia al momento della decisione; il difetto originario determina l'inammissibilità, mentre il venir meno sopravvenuto determina l'improcedibilità.
  • La prospettazione di un pregiudizio subordinato all'esito futuro e incerto di altri giudizi non dimostra, di per sé, l'attualità e la concretezza della lesione necessarie per impugnare un atto amministrativo.
  • La parte ricorrente deve fornire la prova della persistenza dell'interesse; una dichiarazione generica riferita alla permanenza della situazione di fatto o alla vigenza di misure amministrative non è sufficiente senza l'indicazione del vantaggio concreto conseguibile dall'annullamento.

Inammissibilità del ricorso straordinario contro il Piano Paesaggistico Regionale della Sardegna

Il Consiglio di Stato, Sezione Prima, ha esaminato un ricorso straordinario proposto da una società proprietaria di terreni nel Comune di Santa Teresa di Gallura contro la deliberazione della Giunta regionale della Sardegna 5 settembre 2006, n. 36/7, di approvazione del Piano Paesaggistico Regionale – primo ambito omogeneo, e contro gli atti connessi.

Premesse e vicenda amministrativa

La società era titolare di terreni classificati in zona C e interessati da una lottizzazione convenzionata. Aveva ottenuto dal Comune tre autorizzazioni paesaggistiche, relative alle opere di urbanizzazione e all'edificazione di residenze, successivamente annullate dalla Soprintendenza. I relativi provvedimenti erano stati impugnati davanti al TAR Sardegna.

La società ha impugnato il Piano Paesaggistico Regionale sostenendo che, all'esito di quei giudizi, il Piano avrebbe potuto arrecare un grave pregiudizio ai propri interessi. Il procedimento consultivo si è protratto nel tempo ed è stato oggetto di plurimi pareri interlocutori, con richieste di verifica della permanenza dell'interesse e di aggiornamento del quadro fattuale e normativo.

Motivi dedotti dalla ricorrente

La ricorrente aveva contestato il Piano sotto numerosi profili, tra cui:

  • insufficiente pubblicazione del Piano, per essere stato pubblicato soltanto un estratto;
  • mancata allegazione e identificazione degli elaborati e conseguente nullità degli atti;
  • mancata sottoscrizione degli elaborati da parte dei professionisti incaricati;
  • eccessiva estensione dei vincoli paesaggistici;
  • incompetenza della Giunta regionale;
  • violazione dell'autonomia comunale e del principio di sussidiarietà;
  • mancato coinvolgimento dei Comuni e mancato rinnovo della procedura a seguito di modifiche normative e sostanziali;
  • omesso esame delle osservazioni;
  • mancata fissazione di un termine per le disposizioni aventi funzione di salvaguardia;
  • difetto di istruttoria e motivazione in relazione allo sviluppo sostenibile e all'estensione degli ambiti costieri;
  • mancato coordinamento con gli strumenti di programmazione negoziata;
  • inintelligibilità del Piano e genericità nell'individuazione dei beni paesaggistici.

Verifica dell'interesse a ricorrere

Il Consiglio di Stato ha esaminato preliminarmente l'eccezione di difetto di interesse sollevata dalla Regione Sardegna. Ha ricordato che anche nel ricorso straordinario le condizioni dell'azione comprendono la legittimazione ad agire e l'interesse a ricorrere, che devono sussistere sia al momento della proposizione sia al momento della decisione.

L'interesse deve tradursi in un vantaggio pratico e concreto derivante dall'accoglimento dell'impugnazione. Il ricorso amministrativo non è volto al mero ripristino astratto della legalità, ma alla tutela di una posizione direttamente, concretamente e attualmente lesa da un provvedimento amministrativo. La parte ricorrente è inoltre tenuta a fornire la prova dell'attualità, concretezza e personalità dell'interesse, secondo l'art. 100 c.p.c., applicabile al processo amministrativo in virtù dell'art. 39, comma 1, c.p.a.

Applicazione al caso concreto

Secondo il Collegio, la società non aveva dimostrato un danno concreto e attuale al momento della proposizione del ricorso. La stessa ricorrente aveva collegato il pregiudizio agli esiti futuri dei tre giudizi pendenti davanti al TAR Sardegna, affermando che il Piano avrebbe potuto arrecare danni ai propri interessi.

Da tale formulazione emergevano due profili ostativi:

  • il danno non era attuale, perché sarebbe potuto verificarsi soltanto all'esito dei giudizi pendenti;
  • il danno non era concreto, perché prospettato come meramente possibile e non certo.

La successiva nota del 28 agosto 2024, con cui la società aveva ribadito la permanenza dell'interesse richiamando la prosecuzione dell'iter di approvazione del Piano Urbanistico Comunale e la vigenza delle misure di salvaguardia, non conteneva una dimostrazione specifica del vantaggio conseguibile dall'annullamento del Piano. Inoltre, la società non aveva controdedotto alla specifica eccezione di difetto di interesse formulata dalla Regione nella relazione del 25 giugno 2025.

Effetti della definizione dei giudizi presupposti

Il Collegio ha aggiunto che, anche qualora si fosse riconosciuta la sussistenza dell'interesse al momento della proposizione, esso sarebbe comunque venuto meno nel corso del procedimento. I tre ricorsi proposti davanti al TAR Sardegna erano stati infatti tutti accolti.

La pendenza di tali giudizi costituiva l'unico elemento cui la ricorrente aveva collegato il proprio interesse. La loro definizione favorevole avrebbe quindi eliminato il presupposto concreto dell'impugnazione del Piano, determinando, in ipotesi, l'improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse.

Conclusione

Poiché l'interesse mancava già al momento della proposizione del ricorso, il Consiglio di Stato ha ritenuto prevalente la conseguenza dell'inammissibilità. I motivi relativi alla legittimità del Piano Paesaggistico Regionale non sono stati esaminati nel merito.

Il parere conclusivo è stato pertanto nel senso che il ricorso straordinario dovesse essere dichiarato inammissibile.

Come è indicizzato

MaterieVincoli e piani paesaggisticiRicorso straordinario al Presidente della Repubblica
RamiBeni culturali e paesaggioProcesso amministrativo
IstitutiLegittimazione e interesse a ricorrereSopravvenuta carenza di interesse

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