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Sentenza

Sentenza del 17/06/2016 n. 12566 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale il privato

La controversia

La società aveva chiesto e ottenuto un rimborso infrannuale IVA relativo all'acquisto di un complesso immobiliare, ai sensi dell'art. 30 del D.P.R. n. 633/1972. L'Amministrazione riteneva che gli immobili fossero "beni merce", cioè oggetto dell'attività di vendita e non beni ammortizzabili o strumentali, escludendo quindi il diritto al rimborso anticipato e applicando la sanzione del 30% e gli interessi. L'Agenzia ha impugnato la decisione della CTR sostenendo che gli immobili non fossero strumenti dell'attività, ma beni destinati alla produzione di un reddito autonomo. La Corte ha rilevato che la CTR aveva invece accertato in fatto che gli immobili erano stati acquistati per essere locati e concretamente locati con contratti pluriennali.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate per inammissibilità del motivo. Ha ritenuto che la distinzione tra bene merce e bene strumentale dipendesse dalle concrete modalità di impiego del bene nell'attività d'impresa e che la CTR avesse adeguatamente motivato la qualificazione degli immobili come beni strumentali all'attività di locazione. L'Agenzia non aveva contestato specificamente la motivazione della sentenza né aveva trascritto i passaggi dell'atto di contestazione necessari a rendere il motivo autosufficiente. L'Agenzia è stata condannata al pagamento delle spese del giudizio di legittimità, liquidate in 7.000 euro, oltre spese forfettarie del 15% e accessori di legge.

Norme richiamate

  • D.P.R. n. 633/1972, art. 30, comma 3, lett. c)

    Il contribuente può chiedere in tutto o in parte il rimborso dell'eccedenza detraibile, se di importo superiore a Euro 2.582,28, ... limitatamente all'imposta relativa all'acquisto o all'importazione di beni ammortizzabili nonché di beni e servizi per studi e ricerche

    La norma delimita il diritto al rimborso dell'eccedenza IVA per l'imposta relativa all'acquisto o importazione di beni ammortizzabili, ma non definisce direttamente la distinzione tra beni merce e beni strumentali. Tale distinzione deve essere effettuata considerando la concreta funzione e destinazione dei beni nell'attività d'impresa.

  • Art. 360, comma 1, n. 3, c.p.c.

    La denuncia di violazione o falsa applicazione di legge non può essere utilizzata per mettere in discussione un accertamento di fatto compiuto dal giudice di merito, salvo che siano adeguatamente dedotti specifici errori nell'applicazione della norma.

  • Art. 378 c.p.c.

    La società resistente ha depositato memoria illustrativa nel giudizio di cassazione.

Massime di principio

  • Per stabilire se un immobile sia bene merce o bene strumentale non è decisiva soltanto l'attività formalmente indicata nell'oggetto sociale: occorre valutare la concreta destinazione economica del bene e il suo effettivo impiego nell'attività d'impresa.
  • Gli immobili acquistati da una società immobiliare con finalità di locazione e concretamente concessi in locazione per periodi pluriennali possono essere qualificati come beni strumentali o ammortizzabili, anziché come beni merce destinati alla vendita.
  • In Cassazione non è sufficiente proporre una diversa lettura dei fatti già valutati dal giudice di merito; occorre indicare specifiche violazioni di legge o vizi motivazionali rilevanti e adeguatamente documentati.
  • Un ricorso per cassazione deve essere autosufficiente: la parte deve riportare o indicare con precisione gli atti e i passaggi rilevanti sui quali fonda la censura.
  • Se l'Amministrazione riconosce l'esistenza del credito IVA e contesta soltanto la tempestività o le condizioni del rimborso, tale comportamento può essere rilevante per delimitare l'oggetto effettivo della controversia.

Testo integrale

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