Sentenza del 20/10/2020 n. 22710 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
Avviso di accertamento per l'anno d'imposta 2005 con rettifica dei corrispettivi di cessione di più immobili (due porzioni di capannone industriale, una villetta a schiera, una porzione di unità immobiliare) ai fini IRES/IVA/IRAP; l'Ufficio ritenne che i prezzi dichiarati fossero inferiori al valore reale richiamando elementi quali importi di mutui concessi dagli acquirenti, preliminare di vendita acquisito dall'istituto di credito e valore assicurativo dell'immobile. I contribuenti impugnarono l'accertamento in CTP e CTR contestando l'uso delle quotazioni OMI, dell'indicazione di valori assicurativi e di altri indizi come presunzioni, nonché chiedendo che fossero valutati documenti e perizie (perizia d'asta, perizia giurata, vizi dell'immobile, genuinità del preliminare). In cassazione i ricorrenti lamentavano vizi di motivazione e errata applicazione delle norme tributarie e probatorie.
La decisione
Le decisioni di merito (CTP e CTR) che avevano parzialmente riconosciuto alcuni importi ma, in sostanza, confermato le rettifiche da parte dell'Agenzia, sono rimaste definitive per effetto dell'inammissibilità del primo ricorso nei confronti della societa' trasformata e per difetto di procura speciale. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il primo ricorso quanto alla societa' e a (XXXXX), ha rigettato i ricorsi proposti da (XXXXX) e il ricorso incidentale adesivo di (XXXXX) S.r.l. Unipersonale e di (XXXXX). Ha condannato solidalmente (XXXXX) S.r.l. Unipersonale, (XXXXX) e (XXXXX) al pagamento delle spese di giudizio in favore dell'Agenzia delle Entrate, liquidate in Euro 6.000,00 per compensi oltre spese prenotate a debito. Di fatto l'accertamento tributario è stato confermato per i soggetti rispetto ai quali il ricorso è stato ritenuto ammissibile e le doglianze sono state respinte.
Norme richiamate
Decreto del Presidente della Repubblica n. 600 del 1973, articolo 39, comma 1, lettera d)
Norma che disciplina le presunzioni per la ricostruzione del reddito ai fini fiscali; nel caso la CTR era stata contestata per aver fatto riferimento a presunzioni (valori OMI, assicurativi) ritenute non sempre dotate dei requisiti di gravità, precisione e concordanza. La Cassazione tuttavia ha deciso principalmente su profili procedurali (inammissibilità e difetto di procura), senza annullare la ricostruzione operata in sede di merito.
Decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972, articolo 54
Disposizione relativa alle rettifiche IVA basate su presunzioni fiscali. Anche questa norma è stata indicata nei motivi di doglianza circa l'uso di indicatori (mutui, valori assicurativi, OMI) quale base per rettifiche, ma la Cassazione non ha accolto i ricorsi di merito, confermando l'inderogabilità dei requisiti di prova e la rilevanza degli elementi considerati in base alla valutazione di merito.
L. n. 88 del 2009, articolo 24, comma 4, lettera F) e comma 5
Richiamata in relazione alle normative fiscali modificate in tema di accertamento; i ricorrenti hanno invocato tali disposizioni nell'ambito della censura sulle modalità di accertamento analitico-induttivo.
Codice di procedura civile, articolo 360, comma 1, numeri 3 e 5
Vizi di cassazione per violazione di legge (n.3) e per insufficiente o contraddittoria motivazione (n.5) sono stati prospettati dai ricorrenti contro la valutazione in merito agli elementi probatori (OMI, perizie, mutui, valori assicurativi). La Corte ha esaminato le censure ma ha rigettato i ricorsi essenzialmente per ragioni di ammissibilità e adesione alle valutazioni di merito.
Codice di procedura civile, articolo 334, comma 1
Richiamato in relazione alla possibile qualificazione di alcuni ricorsi incidentali come tardivi; la Corte ha ritenuto che gli incidentali seguissero la sorte dei ricorsi principali e sono stati comunque rigettati, con osservazione sulla decorrenza dei termini di impugnazione.
Massime di principio
- Mutui, polizze assicurative e quotazioni OMI possono costituire indizi rilevanti per l'Amministrazione finanziaria nel ricostruire il valore di mercato di una cessione, ma per fondare una presunzione fiscale debbono rispettare i requisiti di gravità, precisione e concordanza; la loro valutazione resta comunque soggetta al giudizio del giudice di merito.
- Documenti contrari (perizie giurate, accertamenti tecnici, evidenze contabili e bancarie, prova dei pagamenti) sono fondamentali per contrastare rettifiche basate su indici esterni: è opportuno produrli e farli esaminare nel merito, poiché omissioni o valutazioni difformi possono essere decisive.
- La genuinità del preliminare di vendita può essere messa in discussione con perizia grafologica e ogni altra prova documentale, ma la mancata prova certa può rendere comunque credibili per l'Ufficio i valori desunti da atti bancari o assicurativi.
- Questioni processuali e di rappresentanza (trasformazione societaria, procura speciale, corretta notifica) possono determinare l'inammissibilità del ricorso e la definitività della sentenza: verificare sempre la titolarità dell'impugnazione e la presenza di procure aggiornate in caso di trasformazioni societarie.
- Se si contesta una rettifica tributaria fondata su parametri indiziari, è utile proporre nel merito CTU o perizie contraddittorie, raccogliere prove bancarie dei flussi di pagamento e documentare eventuali vizi dell'immobile (sentenze, reclami, riduzioni canone) per incidere sulla valutazione del valore reale.
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