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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 08741/2026 del 05/03/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che confermava la custodia cautelare in carcere disposta dal GIP per i reati di concorso in sequestro di persona con finalità estorsiva e aggravante di cui all'art. 416-bis.1 c.p.; i motivi di ricorso denunciavano: (1) nullità/violazione del diritto di difesa per mancanza della pagina n.7 nella copia dell'ordinanza; (2) vizi di motivazione e contraddittorietà nell'identificazione del ricorrente come uno dei sequestratori (confusione tra gli appellativi "u longu" e "'Ntoni"); (3) mancata valutazione della scriminante dello stato di necessità prospettata dalla difesa.

La decisione

La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso come infondato e ha confermato l'ordinanza del Tribunale del riesame. Ha ritenuto superata la questione della pagina mancante, perché l'ordinanza completa è stata acquisita e la lacuna era dovuta a mero errore materiale nella duplicazione: la motivazione non risultava inidonea o del tutto mancante. Quanto al merito, la Corte ha giudicato congrua e logica la ricostruzione probatoria (riconoscimenti vocali, ripetuti riferimenti allo pseudonimo "u longu", utenze telefoniche in uso al ricorrente, veicolo "Fiesta" in uso a Varacalli, intercettazioni e riscontri), ritenendo sussistente un quadro indiziario grave. Ha rigettato la censura sulla mancata valutazione dello stato di necessità perché la difesa non ha allegato elementi concreti e circostanziati idonei a rendere verificabile la scriminante anche a livello indiziario; pertanto la dedotta scriminante non è riuscita a scardinare il compendio indiziario.

Norme richiamate

  • Codice penale, art. 110

    Rilevato in quanto concorso di persone nel reato: la partecipazione di Varacalli è stata valutata come contributo esecutivo all'azione delittuosa.

  • Codice penale, art. 630 comma 1

    Norma che punisce il sequestro di persona a scopo di estorsione; il giudice ha ritenuto sussistenti gravi indizi in relazione a tale fattispecie.

  • Codice penale, art. 416-bis.1

    Viene contestata l'aggravante per aver commesso il fatto avvalendosi delle condizioni previste dall'art. 416-bis.1 (in relazione ad organizzazione mafiosa); la Corte ha ritenuto congruente l'applicazione dell'aggravante sulla base dell'impianto indiziario.

  • Disposizioni attuative c.p.p., art. 173

    Richiamata per il sindacato in Cassazione nei limiti di motivazione richiesti; la Corte ha osservato che il ricorso rispetta i limiti di allegazione previsti dalla norma.

  • Codice di procedura penale, art. 125

    La nullità della sentenza prevista dall'art. 125 cod. proc. pen. ricorre nel solo caso in cui essa sia del tutto priva di un apparato motivazionale, o nel caso in cui quest'ultimo sia meramente apparente.

    La Corte ha applicato il principio secondo cui la nullità per motivazione mancante è configurabile solo se manca totalmente l'apparato motivazionale; una copia incompleta per mero errore materiale non determina nullità se la motivazione sostanziale è comunque desumibile o la copia integrale può essere acquisita.

  • Giurisprudenza (Sez. U., n. 11 del 22/3/2000)

    In tema di misure cautelari personali, allorquando sia denunciato, con ricorso per cassazione, vizio di motivazione del provvedimento emesso dal tribunale del riesame in ordine alla consistenza dei gravi indizi di colpevolezza, alla Corte suprema spetta il compito di verificare... se il giudice di merito abbia dato adeguatamente conto delle ragioni che l'hanno indotto ad affermare la gravità del quadro indiziario a carico dell'indagato...

    La Corte ha esercitato il suo tradizionale sindacato di legittimità limitato alla verifica della congruenza logica e giuridica della motivazione sui gravi indizi, senza riesame libero delle prove.

  • Giurisprudenza consolidata su onere di allegazione (richiami a Sez. 4, n. 12099 del 12/12/2018 e Sez. 2, n. 6734 del 30/1/2020)

    La Corte ha richiamato il principio secondo cui l'indagato deve offrire allegazioni sufficienti e circostanziate per rendere verificabile una scriminante (es. stato di necessità); senza tali allegazioni la tesi difensiva resta astratta e inefficace ai fini cautelari.

Massime di principio

  • La mera incompletezza di una copia dell'atto (es. pagina mancante) non determina automaticamente la nullità del provvedimento: è necessario verificare se l'apparato motivazionale sussiste nella versione integrale o può essere agevolmente recuperato; in caso di semplice errore materiale l'interessato deve chiedere la copia integrale all'ufficio che ha emesso l'atto.
  • Nel sindacato di Cassazione sulle misure cautelari personali il controllo riguarda la congruenza e l'adeguatezza della motivazione circa i gravi indizi, secondo criteri di logicità e diritto: non è permesso un libero riesame del merito delle prove.
  • Per far valere una scriminante (es. stato di necessità) già in sede di riesame/cassazione è necessario che la difesa produca allegazioni concrete, circostanziate e documentabili che permettano di rendere verificabile la tesi anche a livello indiziario; affermazioni generiche o decontestualizzate sono insufficienti.
  • L'identificazione dell'autore di reati complessi può fondarsi su un collegamento di elementi indiziari convergenti (riconoscimento vocale da intercettazioni, riferimenti da terzi, uso continuativo di una specifica utenza e/o veicolo, corrispondenze temporali): se questi elementi, presi nel loro complesso, costituiscono un quadro probatorio grave, la misura cautelare può essere confermata.
  • La persistenza di una struttura organizzativa e le modalità della condotta (pianificazione, esecuzione collettiva, ruoli distinti) rafforzano la valutazione del pericolo di reiterazione e la necessità della custodia in carcere quando le misure meno afflittive risultino insufficienti a interrompere i contatti con l'associazione.

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