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Sentenza

Sentenza del 25/01/2024 n. 23 - Corte di giustizia tributaria di secondo grado del Molise

Tributi locali - Avviso di accertamento IMU - Difetto del requisito della dimora abituale - Agevolazioni per la prima casa - Non sussistono

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il contribuente ha impugnato l'avviso di accertamento IMU sostenendo di avere diritto all'agevolazione "prima casa" per l'immobile di sua proprietà. Tuttavia la sua dimora abituale è stata dichiarata, per motivi di lavoro, in un diverso Comune (Torino), mentre l'immobile per cui chiede l'agevolazione risulta essere solo la sua residenza anagrafica o la proprietà; il contenzioso verte sulla sussistenza del requisito della dimora abituale necessario per ottenere l'agevolazione IMU.

La decisione

Il giudice ha ritenuto che l'agevolazione per l'abitazione principale non può essere riconosciuta in presenza dell'assenza della dimora abituale nell'immobile: la norma richiede che il possessore e il suo nucleo familiare "dimorino abitualmente e risiedano anagraficamente" nell'immobile per poter beneficiare dell'agevolazione. Poiché il contribuente ha dimostrato (o dichiarato) che la sua dimora abituale è in altro Comune per motivi di lavoro, è stato confermato l'avviso di accertamento IMU e negato il beneficio fiscale richiesto.

Norme richiamate

  • art. 13, comma 2, D.L. 6 dicembre 2011, n. 201

    L'imposta municipale propria ha per presupposto il possesso di immobili, ivi comprese l'abitazione principale e le pertinenze della stessa. Per abitazione principale si intende l'immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente. Nel caso in cui i componenti del nucleo familiare abbiano stabilito la dimora abituale e la residenza anagrafica in immobili diversi situati nel territorio comunale, le agevolazioni per l'abitazione principale e per le relative pertinenze in relazione al nucleo familiare si applicano per un solo immobile.

    La norma richiede congiuntamente la dimora abituale e la residenza anagrafica nell'immobile per fruire dell'agevolazione IMU; la sola residenza anagrafica senza la dimora abituale in altro luogo per motivi di lavoro non soddisfa il requisito.

Massime di principio

  • Per ottenere l'agevolazione IMU "prima casa" è necessario che l'immobile sia sia la residenza anagrafica sia la dimora abituale del possessore (e, se rilevante, del nucleo familiare). La sola iscrizione anagrafica non basta quando la dimora abituale è abitualmente svolta altrove.
  • Se la dimora abituale e la residenza anagrafica sono in immobili diversi, le agevolazioni spettano solo per un immobile per nucleo familiare; va verificato quale immobile soddisfa i requisiti materiali di dimora abituale.
  • Assenze temporanee per lavoro o altre cause possono non compromettere il requisito se è dimostrabile l'effettiva e prevalente fruizione dell'immobile come dimora abituale (elemento di fatto valutabile caso per caso): la continuità della frequentazione, gli elementi di vita quotidiana e l'intenzione di ritorno sono rilevanti.
  • La prova della dimora abituale può essere richiesta dall'Amministrazione e può essere fornita con documenti quali bollette, iscrizione scolastica dei figli, iscrizione al medico di base, dichiarazioni dei vicini, presenza materiale nell'immobile; in mancanza di tali elementi concreti l'accertamento può essere confermato.
  • Per evitare contestazioni è consigliabile adeguare contemporaneamente residenza anagrafica e dimora abituale oppure documentare chiaramente la prevalente fruizione dell'immobile. In caso di contestazione, raccogliere e produrre prove documentali dettagliate e valutare l'impugnazione amministrativa/giudiziaria con eventuale consulenza legale.

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