Sentenza n. 1092/2026 - Bari, Sezione 2
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl TAR ha preso atto della dichiarazione della ricorrente e ha dichiarato improcedibile il ricorso, comprensivo dei motivi aggiunti, per sopravvenuto difetto di interesse ai sensi dell’art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a. Non ha esaminato nel merito le censure rivolte agli atti di gara. Spese compensate.
Atto impugnato: Bando e atti della procedura aperta per l’affidamento della concessione mista del servizio di gestione e manutenzione dell’illuminazione votiva e dei relativi impianti nei cimiteri comunali, compresi gli atti di gara rettificati
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
L’impresa ha impugnato il bando pubblicato il 19 gennaio 2026, il capitolato e gli altri atti della lex specialis, nonché, con motivi aggiunti, la determinazione dirigenziale del 18 febbraio 2026 e gli atti di gara rettificati, inclusi i quadri economici e il piano economico-finanziario di massima. Il testo non espone le censure di legittimità dedotte. Prima dell’udienza pubblica del 6 ottobre 2026, la ricorrente ha dichiarato che era sopravvenuta l’impossibilità di conseguire il bene della vita cui era diretta l’azione e ha quindi manifestato il sopravvenuto difetto di interesse alla decisione.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
Il Collegio ne prende atto ai fini della declaratoria di improcedibilità del ricorso ai sensi dell’articolo 35, comma 1, lettera c) del codice del processo amministrativo.
La sopravvenuta carenza di interesse alla decisione, dichiarata dalla ricorrente perché non era più possibile conseguire il bene della vita perseguito, comporta l’improcedibilità del ricorso.
Massime di principio
- Il ricorso diviene improcedibile quando, nel corso del giudizio, sopravviene il difetto di interesse alla decisione perché non è più possibile conseguire il bene della vita cui era diretta l’azione.
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