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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 31906/2022 del 30/08/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Foggia che aveva confermato il sequestro preventivo dei locali del circolo "Quelli della notte". Il sequestro era stato disposto sulla base del fumus del reato contestato (organizzazione di eventi aperti al pubblico senza licenza e senza le prescrizioni di sicurezza, tra cui il parere della Commissione di vigilanza ex art. 80 T.U.L.P.S.), con prove tratte da post e video sui profili social e riscontri in sopralluogo (circa 100 auto nel parcheggio, presenza di ambulanza). I ricorrenti deducevano: (1) illegittimità del sequestro rispetto alla proprietà di un soggetto formalmente non indagato (Raffaele), ignaro del tipo di serate; (2) inesistenza del fumus perché l'accesso sarebbe stato limitato a soci (tesseramento) e non a pubblico indistinto; (3) violazione del principio di proporzionalità e adeguatezza della misura, con compressione del diritto di proprietà e iniziativa economica.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi. Ha confermato che il sequestro preventivo, non finalizzato alla confisca, può colpire anche cose appartenenti a terzi non indagati se la libera disponibilità del bene è idonea a consentire il rischio di reiterazione o aggravamento del reato; ha ritenuto che il Tribunale avesse adeguatamente motivato la sussistenza del fumus sulla base di post social, video e riscontri di sopralluogo e della pubblicizzazione di ulteriori serate. I motivi relativi al merito (sussistenza del fumus, proporzionalità) sono stati dichiarati inammissibili perché ripropongono questioni di fatto non sindacabili in Cassazione ai sensi dell'art. 325 c.p.p.; la Corte ha altresì affermato che la motivazione del Tribunale non è carente. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 681 cod. pen.

    Norma richiamata come riferimento al tipo di illecito (fumus commissi delicti) contestato agli organizzatori; la Corte ha ritenuto esistente il fumus nei confronti dei responsabili dell'organizzazione degli eventi.

  • art. 80 T.U.L.P.S.

    Richiesta del parere della Commissione di vigilanza per lo svolgimento di attività aperte al pubblico; la mancata osservanza di tali prescrizioni è stata valutata come indice di illegalità delle serate.

  • art. 321, comma 2, cod. proc. pen.

    La Corte distingue i casi: lo stato di buona fede del terzo rileva ai fini del sequestro funzionale alla confisca; invece per il sequestro preventivo non finalizzato alla confisca è sufficiente il collegamento tra la cosa e il reato se la libera disponibilità comporta rischio di protrazione o aggravamento.

  • art. 324 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina le ordinanze del Tribunale in materia cautelare (riesame/sequestro) impugnate in Cassazione.

  • art. 325 cod. proc. pen.

    Limita il ricorso per cassazione contro ordinanze ex art. 324 al solo vizio di "violazione di legge"; la Corte ha richiamato questo limite per escludere l'esame di questioni di merito o di fatto.

  • art. 125 cod. proc. pen.

    Obbligo di motivazione delle ordinanze: la Corte ha ritenuto che la motivazione del Tribunale non fosse mancante o meramente apparente.

  • art. 606 lett. b) cod. proc. pen.

    Richiamata nel quadro del concetto di "violazione di legge"; la Corte ha precisato che le censure proposte non rientravano in tale nozione poiché attinenti a valutazioni di fatto.

Massime di principio

  • Il sequestro preventivo non finalizzato alla confisca può colpire beni di terzi non indagati quando la libera disponibilità del bene sia idonea a far proseguire o aggravare il reato; lo stato di buona fede del proprietario non è automaticamente esclusivo salvo che il sequestro sia funzionale alla confisca.
  • In Cassazione contro ordinanze ex art. 324 c.p.p. il sindacato è limitato alla "violazione di legge" (art. 325 c.p.p.); questioni di fatto o valutazioni probatorie (es. se l'accesso fosse effettivamente riservato ai soci) non sono sindacabili in sede di legittimità.
  • Le prove tratte da social media e i riscontri di sopralluogo (numero di veicoli, presenza di ambulanza, video con performance e pubblico) possono legittimare la ricostruzione del carattere pubblico dell'evento e il fumus commissi delicti.
  • La valutazione del periculum in mora e della proporzionalità della misura spetta al giudice del riesame e va criticata in Cassazione con censure di diritto, non con richieste di riconsiderazione fattuale; occorre far emergere vizi di legge nella motivazione.
  • Per ridurre il rischio di sequestro, i proprietari che concedono locali in uso dovrebbero documentare chiaramente limiti contrattuali di utilizzo, controlli sull'accesso (statuto dei circoli, liste soci) e misure di osservanza delle norme di pubblica sicurezza e autorizzazioni previste.

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