Cassazione Penale, Ordinanza n. 17309/2026 del 13/05/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (pubblica accusa)
La controversia
Il condannato ha impugnato l'ordinanza della Corte d'appello, in funzione di giudice dell'esecuzione, che aveva rigettato l'istanza di applicazione della disciplina della continuazione tra i reati oggetto di tre sentenze irrevocabili di condanna. La difesa aveva valorizzato la contiguità cronologica e l'omogeneità tipologica dei fatti, sostenendo l'esistenza di un originario disegno criminoso unitario. Il giudice dell'esecuzione aveva invece escluso la continuazione rilevando che l'interessato era specializzato nei furti, ma li commetteva sempre con soggetti diversi e in luoghi diversi; inoltre, successivamente era entrato a far parte di un'associazione dedita a reati predatori, composta però da persone che non avevano agito con lui nelle precedenti occasioni, sicché i fatti apparivano espressione di scelte autonome e di volta in volta occasionali. Con il ricorso si sono sostanzialmente riproposti gli stessi indici fattuali già esaminati e disattesi, chiedendo una diversa lettura degli elementi sintomatici del medesimo disegno criminoso.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che l'ordinanza impugnata avesse fatto corretta e motivata applicazione del principio in tema di reato continuato, secondo cui l'unitarietà del disegno criminoso può essere esclusa anche sulla base di un solo elemento fattuale, purché il giudice dia conto in motivazione di aver effettuato una verifica adeguata e completa degli indicatori dedotti dalla difesa o comunque emersi dagli atti. Poiché il ricorso si limitava a prospettare una rivalutazione del materiale già esaminato, è stata confermata la decisione di rigetto dell'istanza di continuazione. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 81 c.p.
Discipline della continuazione richiamata in tema di reato continuato e medesimo disegno criminoso.
art. 616 c.p.p.
Condanna del ricorrente, in caso di inammissibilità del ricorso, al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.
Massime di principio
- In tema di reato continuato, la sussistenza dell'unitarietà del disegno criminoso non può essere affermata solo sulla base della contiguità temporale e dell'omogeneità tipologica dei reati, se il giudice di merito offre una motivazione che valorizza elementi fattuali incompatibili con una programmazione unitaria.
- L'unitarietà del disegno criminoso può essere esclusa anche sulla base di un singolo elemento fattuale, purché il giudice abbia svolto una verifica adeguata e completa degli indicatori dedotti dalla difesa o risultanti dagli atti.
- In sede di legittimità è inammissibile il ricorso che si risolva nella mera prospettazione di una lettura alternativa degli elementi di fatto già esaminati dal giudice dell'esecuzione, senza evidenziare una specifica violazione di legge o una reale carenza logica della motivazione.
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