Cassazione Penale, Sentenza n. 30595/2022 del 03/08/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Foschi, quale legale rappresentante della Aquabell S.r.l., era stato condannato per aver ostruito due delle quattro uscite di sicurezza collocando divanetti e transenne e per non aver adottato misure di sicurezza elettrica né effettuato le verifiche obbligatorie dell'impianto di terra. In cassazione ha dedotto violazione di legge e vizio di motivazione, sostenendo che la serata era stata gestita da una cooperativa esterna (Duemme) che aveva assunto la responsabilità, che i lavoratori presenti non erano dipendenti di Aquabell, che egli non era presente né aveva poteri gestionali sull'evento e che le testimonianze dell'accusa erano inaffidabili; ha altresì contestato l'elemento psicologico e l'omessa valutazione di documenti a proprio favore.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso ritenendolo fondato. Ha ritenuto apodittica l'attribuzione della contravvenzione per l'ostruzione delle uscite di sicurezza senza verificare la tesi difensiva sulla responsabilità della società che aveva preso il locale in gestione. Ha altresì ritenuto non accertata la violazione relativa alle verifiche dell'impianto di terra, osservando che il giudice di merito si era occupato di estintori non rilevanti rispetto alla contestazione. La sentenza impugnata è stata annullata e la causa rinviata al Tribunale di Rimini per nuovo giudizio.
Norme richiamate
Decreto Legislativo n. 81/2008, articolo 63, comma 1
Norma relativa agli obblighi del datore di lavoro e del responsabile dell'esercizio circa la sicurezza delle vie d'uscita; utilizzata per contestare l'ostruzione delle uscite di sicurezza
Decreto Legislativo n. 81/2008, articolo 64, comma 1, lettera e)
Specificazione delle misure di prevenzione antincendio/uscite di sicurezza cui il datore di lavoro deve attenersi; richiamata nella contestazione per l'ostruzione delle uscite
Decreto Legislativo n. 81/2008, articolo 68, comma 1, lettera b)
Rinvio alla sanzione contravvenzionale applicabile per la violazione delle norme sulla sicurezza (collegata alla contestazione sull'ostruzione delle vie d'uscita)
Decreto Legislativo n. 81/2008, articolo 80, comma 1, lettera e)
Norma che impone l'adozione di misure di sicurezza rispetto ai rischi elettrici e alle apparecchiature; contestata per la mancata adozione di misure di sicurezza elettrica
Decreto Legislativo n. 81/2008, articolo 87, comma 2
Rinvio alla sanzione/conseguenze per la violazione degli obblighi relativi alle verifiche e alla manutenzione degli impianti (richiamata in relazione alla mancata verifica dell'impianto di terra)
Massime di principio
- Quando un'attività è affidata in gestione a terzi, la responsabilità penale può ricadere sul gestore e non automaticamente sul proprietario/legale rappresentante: il giudice deve verificare chi aveva la posizione di garanzia operativa al momento dei fatti.
- La Corte richiede motivazioni non apodittiche: se la difesa produce elementi che individuano un diverso soggetto responsabile, il giudice deve valutare e motivare la fondatezza di tali elementi.
- Per contestazioni tecniche (es. mancata verifica dell'impianto di terra) il giudice deve accertare specifiche prove relative all'impianto; l'esame di elementi non pertinenti (es. estintori) non può supplire all'accertamento richiesto.
- La responsabilità del legale rappresentante presuppone la prova del suo potere effettivo di prevenire l'evento e dell'elemento soggettivo (colpa/dolo); la mera qualifica formale non è sufficiente se manca il potere di gestione al momento dell'evento.
- L'apoditticità nella motivazione o l'omessa considerazione di documenti probatori prodotti dalla difesa può determinare l'annullamento della sentenza e il rinvio per nuovo giudizio.
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