Sentenza n. 1739/2026 - Salerno, Sezione 2
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: silenzio-inadempimento del Comune sull’istanza del 20 marzo 2026 diretta ad attivare e concludere il procedimento per l’acquisizione sanante ex art. 42-bis d.P.R. 327/2001 o, in alternativa, per la restituzione del terreno
Esito
Favorevole al ricorrente (proprietaria)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente, comproprietaria per la quota di 334/1000 di un terreno di 136 mq, acquistato per successione materna insieme alle sorelle, ha dedotto che il Comune ha occupato e trasformato il fondo per realizzare la strada pubblica Via Giustino Fortunato senza procedere all’espropriazione. Con istanza del 20 marzo 2026 ha chiesto all’amministrazione di avviare e concludere entro trenta giorni il procedimento volto all’acquisizione sanante ex art. 42-bis d.P.R. 327/2001 oppure alla restituzione del bene. Persistendo l’inerzia, ha chiesto l’accertamento dell’illegittimità del silenzio-inadempimento.
La decisione
Il ricorso è accolto nei sensi precisati in motivazione. Il TAR ha ritenuto che la trasformazione irreversibile del fondo per la realizzazione dell’opera pubblica non trasferisca la proprietà all’amministrazione e non impedisca la restituzione: l’occupazione sine titulo mantiene carattere illecito permanente finché non intervenga la restituzione, l’acquisizione formale, un accordo traslativo o altra causa legittima indicata dalla giurisprudenza richiamata. Il Comune deve quindi far cessare l’occupazione e adeguare la situazione di fatto a quella di diritto, scegliendo tra accordo transattivo con il proprietario, restituzione previa riduzione in pristino e acquisizione autoritativa ex art. 42-bis d.P.R. 327/2001. In caso di acquisizione ex art. 42-bis dovranno essere corrisposti l’indennizzo pari al valore venale del terreno al momento dell’acquisizione, maggiorato del 10% per il danno non patrimoniale, e il risarcimento per l’occupazione illegittima, calcolato nella misura dell’interesse del 5% sul valore venale per il periodo tra l’inizio dell’occupazione e la regolarizzazione; dalle somme vanno detratte quelle eventualmente già corrisposte a titolo di indennità di esproprio o occupazione, secondo gli artt. 1993 e 1194 c.c. Il Comune è condannato alle spese di lite, liquidate in euro 1.200, oltre IVA e CPA se dovute.
Norme richiamate
art. 42-bis d.P.R. 327/2001
Nel caso di adozione di decreto ex art. 42-bis D.P.R. n. 327/2001, l’ente oltre ad adottare tutti i provvedimenti necessari a definire la procedura espropriativa (frazionamento e trascrizione) dovrà corrispondere ai ricorrenti
L’acquisizione autoritativa ai sensi dell’art. 42-bis è una delle modalità legittime per far cessare l’occupazione sine titulo; comporta il perfezionamento degli adempimenti espropriativi e il pagamento dell’indennizzo per l’acquisizione e del risarcimento per il periodo di occupazione illegittima.
art. 2043 c.c.
la condotta illecita dell’amministrazione incidente sul diritto di proprietà non può comportare l’acquisizione del fondo e configura un illecito permanente ex art. 2043 c.c. - con la conseguente decorrenza del termine di prescrizione quinquennale dalla proposizione della domanda basata sull’occupazione contra ius, ovvero, dalle singole annualità per quella basata sul mancato godimento del bene - che viene a cessare solo in conseguenza: a) della restituzione del fondo; b) di un accordo transattivo; c) della rinunzia abdicativa (e non traslativa, secondo una certa prospettazione delle SS.UU.) da parte del proprietario implicita nella richiesta di risarcimento del danno per equivalente monetario a fronte della irreversibile trasformazione del fondo; d) di una compiuta usucapione
L’occupazione e trasformazione illegittima del fondo non trasferisce la proprietà all’amministrazione e costituisce un illecito permanente, che cessa solo al verificarsi di una delle cause indicate, tra cui restituzione, accordo traslativo, rinuncia abdicativa, usucapione nei limiti ammessi o acquisizione ex art. 42-bis.
art. 2935 c.c.
si faccia decorrere la prescrizione acquisitiva dalla data di entrata in vigore del T.U. espr. (30 giugno 2003), perché solo l’art. 43 del medesimo T.U. aveva sancito il superamento dell’istituto dell’occupazione acquisitiva e dunque solo da questo momento potrebbe ritenersi individuato, ex art. 2935 c.c., il giorno in cui il diritto può essere fatto valere;
Nel quadro giurisprudenziale richiamato dal TAR, l’eventuale decorrenza della prescrizione acquisitiva può essere collocata non prima del 30 giugno 2003, quando il testo unico ha superato l’istituto dell’occupazione acquisitiva e il diritto ha potuto essere fatto valere.
artt. 1993 e 1194 c.c.
Dalle somme dovute ai ricorrenti, sia nel caso di restituzione previa riduzione in pristino, sia nel caso di acquisizione ai sensi del citato art. 42-bis D.P.R n. 327/2001, dovranno essere detratte, secondo i criteri di imputazione di cui agli artt. 1993 e 1194 c.c., quelle eventualmente già corrisposte a titolo di indennità di esproprio/occupazione.
Le somme già pagate a titolo di indennità di esproprio o di occupazione devono essere detratte da quelle dovute al proprietario, applicando i criteri di imputazione stabiliti dalle disposizioni codicistiche richiamate.
Massime di principio
- La trasformazione irreversibile di un fondo privato per la realizzazione di un’opera pubblica non trasferisce la proprietà all’amministrazione e non preclude la restituzione del bene, previa riduzione in pristino, quando l’occupazione sia priva di titolo.
- L’occupazione sine titulo di un immobile da parte della pubblica amministrazione configura un illecito permanente e l’amministrazione è tenuta a far cessare la situazione antigiuridica, scegliendo tra restituzione, acquisizione autoritativa ai sensi dell’art. 42-bis d.P.R. 327/2001 o trasferimento negoziale mediante accordo con il proprietario.
- L’acquisizione ex art. 42-bis d.P.R. 327/2001 comporta il pagamento al proprietario dell’indennizzo commisurato al valore venale del bene al momento dell’acquisizione, con la maggiorazione prevista per il danno non patrimoniale, e del risarcimento per il periodo di occupazione illegittima; gli importi eventualmente già corrisposti a titolo di indennità di esproprio o occupazione vanno detratti.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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