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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 43516/2023 del 26/10/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso è diretto contro l'ordinanza del Tribunale di sorveglianza di L'Aquila che aveva rigettato il reclamo del Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria (DAP) avverso la decisione del Magistrato di sorveglianza che aveva ammesso la detenzione permanente di un lettore CD già autorizzato al detenuto anche nelle ore serali e notturne. Il DAP aveva motivato il rigetto dell'uso permanente del lettore con esigenze di sicurezza e di controllo, con particolare riferimento al regime differenziato di cui all'art. 41-bis (rischio di manomissioni, necessità di controllo dei contenuti, impiego di risorse umane e materiali per la messa in sicurezza), e contestava la decisione del Tribunale ritenendola carente nella valutazione concreta dell'incidenza organizzativa e nella ponderazione delle esigenze di sicurezza notturna.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha affermato che, pur riconoscendo la legittimità dell'Amministrazione a vietare o limitare l'ingresso e l'uso di compact disk e lettori in reparti sottoposti al regime 41-bis quando la messa in sicurezza richieda oneri non sostenibili, nel caso concreto la questione devoluta al riesame giudiziale riguardava esclusivamente le modalità di esercizio del diritto (possesso nelle ore notturne) e non la preclusione del diritto stesso. La Corte ha ritenuto che la decisione del Tribunale sia andata oltre i confini della giurisdizione, sussistendo una materia di natura organizzativa riservata all'Amministrazione penitenziaria. Per tali motivi la Corte ha annullato senza rinvio sia l'ordinanza del Tribunale sia quella del magistrato di sorveglianza.

Norme richiamate

  • art. 41-bis Ord. pen.

    Consente misure di regime penitenziario differenziato finalizzate a inibire flussi comunicativi illeciti; l'Amministrazione può legittimamente negare l'ingresso o la detenzione di CD e lettori qualora la loro presenza richieda interventi di messa in sicurezza che comportino oneri organizzativi e di risorse non sostenibili.

  • art. 35-bis Ord. pen.

    Individua il reclamo giurisdizionale al magistrato di sorveglianza: tutela posizioni giuridiche qualificabili come "diritti" e pregiudizi attuali e gravi. Il rimedio non è volto a sindacare scelte organizzative dell'Amministrazione salvo che queste integrino una reale ed attuale lesione del diritto.

  • art. 69 Ord. pen.

    art. 69, comma 6, lett. b)

    Prevede la possibilità di reclamo al magistrato di sorveglianza per atti dell'Amministrazione che incidano su diritti del detenuto; la Corte ricorda che il sindacato giurisdizionale è limitato alla verifica della lesione del diritto e non estende il controllo alle scelte interne di organizzazione se non quando siano manifestamente irragionevoli o inibiscano concretamente il diritto.

Massime di principio

  • Distinguere sempre tra il "diritto" del detenuto (nucleo intangibile) e le "modalità" di esercizio del diritto: le seconde rientrano nella discrezionalità organizzativa dell'Amministrazione penitenziaria e sono sindacabili solo se manifestamente irragionevoli o se sostanzialmente inibiscono l'esercizio del diritto.
  • In regime 41-bis l'Amministrazione può legittimamente vietare o limitare dispositivi e supporti multimediali quando la loro presenza imponga oneri di messa in sicurezza incompatibili con le risorse e l'organizzazione dell'istituto.
  • Il reclamo giurisdizionale è idoneo a tutelare solo posizioni giuridiche effettive, attuali e rilevanti; non può essere usato per rivedere semplici scelte organizzative interne che non eliminano il diritto nel suo nucleo essenziale.
  • La valutazione amministrativa che nega autorizzazioni per ragioni di sicurezza deve essere motivata concretamente (incidenza sulle risorse, rischi specifici, necessità di controlli aggiuntivi) e non basata su argomentazioni generiche.
  • Se il giudice amministrativo o di sorveglianza travalica i confini della giurisdizione intervenendo su scelte organizzative non manifestamente irragionevoli, la Cassazione può annullare senza rinvio le relative ordinanze.

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