Sentenza n. 1445/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 4
per l’ottemperanza della sentenza del Consiglio di Stato, Sez. IV, 11marzo 2025, n. 2026, che accogliendo l’appello ha riformato la sentenza del T.a.r. Basilicata, sez. I, 12 gennaio 2023, n. 12.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: inerzia del Ministero della cultura e della Soprintendenza nell’esecuzione della sentenza del Consiglio di Stato n. 2026 dell’11 marzo 2025, che imponeva la riedizione del procedimento di autorizzazione paesaggistica
Esito
Favorevole al ricorrente (proponente privata)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente aveva ottenuto l’accoglimento dell’appello contro la sentenza del TAR Basilicata che aveva respinto l’impugnazione del diniego di autorizzazione paesaggistica regionale e del presupposto parere della Soprintendenza, relativi alla realizzazione di una struttura turistico-ricettiva polivalente nel Parco della Murgia materana, nel Comune di Matera. La sentenza del Consiglio di Stato n. 2026 del 2025 aveva rilevato l’erroneità dell’istruttoria e il travisamento dei presupposti e dei fatti, anche sulla base della verificazione disposta in appello, e aveva imposto la riedizione del potere amministrativo. In particolare, l’Amministrazione avrebbe dovuto rivalutare il progetto mediante apposita istruttoria, tenendo conto degli accertamenti relativi ai coni visuali, alla visibilità dell’intervento, alla scuderia e ai materiali, motivando specificamente l’eventuale conferma, anche parziale, dell’esito valutativo precedentemente annullato. Dopo avere invitato le Amministrazioni a dare esecuzione alla sentenza e avere reiterato l’invito con nota del 9 maggio 2025, la ricorrente ha dedotto l’omissione e il carattere elusivo del comportamento amministrativo e ha chiesto l’ottemperanza.
La decisione
Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso per ottemperanza, accertando l’inadempimento dell’Amministrazione agli obblighi conformativi derivanti dalla sentenza n. 2026 dell’11 marzo 2025. Ha ordinato al Ministero della cultura e alla Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio della Basilicata di riattivare e concludere il procedimento amministrativo, riesercitando il potere alla luce degli accertamenti e dei vincoli conformativi indicati nella sentenza ottemperanda. La nuova istruttoria dovrà considerare, in particolare, l’incidenza della scuderia sui coni visuali e gli ulteriori rilievi concernenti i materiali, dando conto in motivazione delle ragioni dell’eventuale conferma, anche parziale, della precedente valutazione. Il procedimento dovrà essere concluso entro trenta giorni dalla comunicazione della sentenza. Per l’eventuale ulteriore inadempimento è stato nominato sin d’ora il Prefetto di Potenza quale Commissario ad acta, con facoltà di delega a un funzionario prefettizio, a istanza di parte. L’Amministrazione è stata condannata al pagamento di euro 2.000,00, oltre accessori, a titolo di spese di giudizio.
Massime di principio
- Quando una sentenza amministrativa annulla un provvedimento e impone la riedizione del potere, l’Amministrazione è tenuta a riattivare il procedimento e a riesercitare la propria funzione nel rispetto degli specifici obblighi conformativi derivanti dal giudicato.
- Nella riedizione del potere, l’Amministrazione deve svolgere una nuova istruttoria effettiva sugli elementi di fatto indicati nella sentenza e deve motivare specificamente le ragioni dell’eventuale conferma, anche parziale, della valutazione precedentemente annullata.
- Il giudice dell’ottemperanza può fissare un termine per la conclusione del procedimento e nominare preventivamente un commissario ad acta, destinato a insediarsi su istanza di parte in caso di ulteriore inadempimento.
- L’esecuzione del giudicato non impone necessariamente l’adozione di un esito favorevole al privato quando la sentenza abbia lasciato all’Amministrazione margini di valutazione; impone però che tali valutazioni siano rinnovate nel rispetto dei fatti accertati, dei rilievi tecnici e dei vincoli motivazionali stabiliti dal giudice.
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