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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 26287/2023 del 19/06/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano la conferma in appello di condanne per furto in abitazione pluriaggravato e reati connessi. Wang Jie lamenta in particolare il diniego delle attenuanti generiche e dell'art. 62 n.4 cod. pen., nonché un eccessivo aumento di pena per la continuazione. He Gengcong contesta: 1) la presunta nullità per mancata enunciazione del parere della Procura generale sulla proposta di concordato; 2) la riqualificazione del fatto (tentativo vs consumazione) e la valutazione tra asportazione e impossessamento; 3) la qualificazione e la motivazione in relazione all'art. 337 (resistenza/violenza a P.U.) e all'art. 707 cod. pen. (possesso di strumenti atti allo scasso) nonché il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili entrambi i ricorsi. Ha ritenuto i motivi di Wang generici e meramente ripetizione di doglianze già esaminate e decise in appello; ha ritenuto infondata la censura di He relativa al mancato parere della Procura generale (la mancata ambiguità della dicitura "non adesione" non prova vizio e il difensore era presente) e ha escluso la rilevabilità in sede di legittimità di contestazioni di fatto (ricostruzione della consumazione del furto, valutazione della condotta autolesionistica e della disponibilità degli strumenti rinvenuti). Condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 ciascuno in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 125, comma 3, cod. proc. pen.

    Richiesto argomentare specificamente le censure relative alla motivazione; la Corte ha ritenuto i motivi generici e non confutanti le argomentazioni del giudice di merito

  • art. 111, comma 6 Cost.

    Principio del giusto processo collegato all'obbligo di motivazione; la Corte valuta la coerenza e adeguatezza della motivazione del giudice di merito

  • art. 62, n. 4, cod. pen.

    Circostanza attenuante dedotta dal ricorrente; la Corte ha ritenuto che la valutazione del merito sulla natura dei beni e sul valore sia una valutazione di fatto non sindacabile in Cassazione se adeguatamente motivata

  • art. 81, cod. pen.

    Aumento di pena per continuazione: valutazione di merito sulla congruità dell'aumento non suscettibile di sindacato in Cassazione se entro limiti e adeguatamente motivata

  • art. 599-bis, cod. proc. pen.

    Norma sulla trasmissione e verbalizzazione delle proposte di accordo/concordato; la censura per omessa enunciazione del parere della Procura generale è stata ritenuta infondata in mancanza di prova di un vizio processuale che abbia effettivamente compromesso il diritto di difesa

  • art. 602, cod. proc. pen.

    Riguarda comunicazioni al difensore; la Corte ha tenuto conto della presenza del difensore al momento del parere negativo e ha escluso il vizio

  • art. 56, cod. pen.

    Tentativo vs consumazione: la Corte d'appello ha motivato la consumazione sulla base di elementi di fatto (disponibilità della refurtiva e collocamento su autovettura) e la Cassazione non ha ritenuto consentita una rinnovata valutazione fattuale

  • art. 624-bis, cod. pen.

    Norma richiamata dalla difesa nella ricostruzione del reato di furto; la Corte territoriale ha valutato i fatti e la Cassazione non ha consentito revisione di merito

  • art. 337, cod. pen.

    Resistenza a pubblico ufficiale: la Corte di merito ha ritenuto sussistente la condotta violenta/di resistenza; la Cassazione ha escluso la sindacabilità della valutazione sulle risultanze di fatto

  • art. 707, cod. pen.

    Possesso di strumenti atti allo scasso: la Corte d'appello ha ritenuto sussistente il reato indipendentemente dalla proprietà del veicolo; la questione è stata qualificata come valutazione di fatto

  • art. 4, L. 110/1975

    Richiamata dalla difesa per sostenere una possibile ipotesi di lieve entità; la Corte ha valutato che non ricorrono i presupposti e ha ritenuto la valutazione di merito non sindacabile

  • art. 591, comma 1, lett. c), cod. proc. pen.

    Prevede inammissibilità del ricorso per motivi generici: la Corte ha applicato la giurisprudenza secondo cui i motivi che riproducono le stesse ragioni già decise sono inammissibili

  • art. 133, cod. pen.

    Criteri per la determinazione della pena e per la valutazione delle attenuanti: la Corte d'appello ha ritenuto che, anche in presenza di comportamenti collaborativi dichiarati, gli altri parametri (pluralità di illeciti, gravità, aggressività) escludevano la riduzione rilevante

Massime di principio

  • In Cassazione i motivi devono essere specifici e confutare in modo argomentato le ragioni del giudice di merito: la mera ripetizione di censure già esaminate in appello è normalmente inammissibile.
  • Le questioni di valutazione del fatto (es. natura e valore della refurtiva, disponibilità della refurtiva, dinamica dell'intervento della polizia) sono difficilmente riconsiderabili in sede di legittimità se la motivazione del giudice di merito è coerente e adeguata.
  • Per far valere vizi procedurali (es. omissione di pareri o comunicazioni) occorre dimostrare il concreto pregiudizio al diritto di difesa; la presenza del difensore e la verbalizzazione riducono la probabilità di accoglimento della censura.
  • Le richieste di attenuanti generiche o di specifiche circostanze attenuanti devono essere sostenute con argomentazioni concrete e puntuali: basta che il giudice motivi adeguatamente il diniego perché la Cassazione non riveda il merito.
  • Contestazioni sulla qualificazione giuridica del fatto (tentativo vs consumazione; riconduzione in fattispecie alternative) richiedono di mostrare un vizio di diritto o una manifesta illogicità nella motivazione; una diversa ricostruzione probatoria resta questione di merito non sindacabile.
  • Sulle questioni attinenti al possesso di strumenti atti allo scasso o alla disponibilità di un veicolo, è utile documentare la titolarità o l'assenza di disponibilità esclusiva con elementi probatori chiari, altrimenti la valutazione resta di fatto.

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