Salta al contenuto
Sentenza

Sentenza del 27/06/2018 n. 28158 - Corte di Cassazione

Reati tributari - Dichiarazione fraudolenta - Fatture false - Commercialista reo in concorso

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

I ricorrenti contestavano la responsabilità per dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture per operazioni inesistenti, prevista dall'art. 2 del d.lgs. n. 74 del 2000, sostenendo in particolare l'assenza di un contributo causale effettivo e del dolo, soprattutto eventuale, nonché criticando il trattamento sanzionatorio, il diniego delle attenuanti generiche, la confisca e, per Sorrentino, la mancata ammissione al giudizio abbreviato condizionato. La Corte ha ritenuto provato il ruolo di ciascun imputato: Caldarelli quale gestore effettivo, Sorrentino quale amministratore formale, Del Gaudio quale responsabile amministrativo-contabile e Nelli Tagliafierro quale commercialista che predispose e trasmise dichiarazioni contenenti costi fittizi e IVA indebitamente detratta. Quanto al commercialista, la Corte ha ritenuto sufficiente, per il concorso, la predisposizione e l'inoltro delle dichiarazioni, oltre alle attività di supporto documentale, e ha considerato compatibile il dolo specifico del reato con il dolo eventuale, consistente nell'accettazione del rischio di contribuire all'evasione.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato tutti i ricorsi inammissibili. Sono rimaste ferme le condanne per le dichiarazioni fiscali relative agli anni d'imposta 2008, 2009 e 2010, mentre per le annualità precedenti era già stata dichiarata la prescrizione. È stata confermata la confisca per equivalente, nei limiti dell'IVA indebitamente detratta e del valore dei beni individuati, non essendo necessario che il singolo concorrente avesse personalmente conseguito il profitto quando il reato era stato commesso nell'interesse o a vantaggio della società e non era possibile eseguire la confisca diretta presso l'ente. Le pene confermate erano di due anni e quattro mesi per Caldarelli, un anno e dieci mesi per Sorrentino, un anno e quattro mesi per Del Gaudio e un anno e dieci mesi per Nelli Tagliafierro. Ciascun ricorrente è stato inoltre condannato al pagamento delle spese processuali e di 2.000 euro alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • Art. 2 d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74

    Dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti

    Il reato si configura quando nella dichiarazione fiscale vengono utilizzati documenti relativi a operazioni inesistenti per indicare elementi passivi fittizi e conseguire finalità evasive. Il dolo specifico richiesto è compatibile con il dolo eventuale.

  • Art. 110 codice penale

    Concorso di persone nel reato

    Il commercialista o altro soggetto può concorrere nel reato del contribuente anche mediante condotte atipiche, morali o materiali, purché sia provato un contributo causale effettivo e la partecipazione consapevole.

  • Art. 12-bis d.lgs. n. 74 del 2000

    La confisca di valore può essere disposta quando non sia possibile confiscare direttamente il profitto presso la società. Per il soggetto persona fisica è sufficiente la realizzazione del reato nell'interesse o a vantaggio dell'ente; non è necessario dimostrare che abbia personalmente incassato il profitto.

  • Art. 322-ter codice penale

    La confisca può riguardare beni nella disponibilità dell'imputato fino a concorrenza del profitto o del prezzo del reato, secondo i presupposti applicabili ratione temporis.

  • Art. 62-bis codice penale

    Circostanze attenuanti generiche

    Il diniego delle attenuanti generiche è legittimo se motivato attraverso la gravità, la durata e l'entità delle condotte, anche senza attribuire valore decisivo alla confessione.

  • Art. 438 codice di procedura penale

    Chi opta per il giudizio abbreviato semplice dopo il rigetto della richiesta condizionata non può contestare successivamente tale scelta senza indicare uno specifico e concreto pregiudizio derivante dalla mancata integrazione probatoria.

Massime di principio

  • Un commercialista non risponde penalmente per il solo fatto di aver svolto attività professionali ordinarie; occorre dimostrare un contributo causale concreto, come la predisposizione o trasmissione di dichiarazioni fraudolente, la costruzione della documentazione di supporto o il rafforzamento consapevole del progetto illecito.
  • Per il concorso del professionista può essere sufficiente il dolo eventuale: la responsabilità può sussistere quando egli conosce gravi e specifiche anomalie e accetta il rischio che le dichiarazioni contengano fatture false e producano evasione, anche senza una prova di adesione esplicita a ogni dettaglio del piano.
  • La valutazione della consapevolezza può derivare da una pluralità convergente di indizi, tra cui la continuità dell'incarico, l'accesso alla contabilità, precedenti verifiche fiscali, rapporti con gli amministratori, importi anomali e comunicazioni relative alla sistemazione della documentazione.
  • In sede di cassazione non è sufficiente proporre una diversa lettura delle intercettazioni o delle prove: occorre indicare un effettivo vizio logico o giuridico della motivazione.
  • La confisca per equivalente può colpire i beni del concorrente anche se questi non ha tratto un vantaggio personale diretto, quando il reato tributario è stato commesso nell'interesse o a vantaggio della società e non è possibile confiscare direttamente il profitto presso l'ente.
  • La confessione o l'incensuratezza non impongono automaticamente la concessione delle attenuanti generiche; il giudice può negarle valorizzando la gravità, la reiterazione e l'entità dell'evasione.
  • Chi sceglie il rito abbreviato semplice dopo il rigetto della richiesta condizionata deve dimostrare uno specifico pregiudizio processuale per poter contestare validamente la mancata integrazione probatoria.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza tributaria, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.