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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 44489/2024 del 04/12/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il GUP di Siena ha sollevato conflitto negativo perché il GUP di Arezzo, pur avendo declinato la competenza in favore del Tribunale di Siena con riferimento al reato di cui al capo 13 (art. 2 d.lgs. n. 74/2000, relativo alla societa Mac Service), aveva attribuito la competenza territoriale al Tribunale di Siena anche con riguardo ai reati contestati alle imputate Beata Karolina Skorkowska e Vita Cataldo (capi 1, 2 e 22). Siena ha contestato tale attribuzione perché le due imputate non sono contestate del reato di cui al capo 13 e i reati loro ascritti riguardano la societa Acquamarina s.r.l., con sede legale a Terranuova Bracciolini (territorio del Tribunale di Arezzo), per cui il loro giudice naturale sarebbe il GUP di Arezzo.

La decisione

La Corte ha dichiarato competente il GUP del Tribunale di Arezzo per i reati di cui ai capi 1, 2 e 22 limitatamente alle posizioni di Skorkowska e Cataldo. Ha ritenuto che la connessione per continuazione ai sensi dell'art. 12, comma 1, lett. b), cod. proc. pen. possa spostare la competenza territoriale solo se gli episodi in continuazione riguardino gli stessi imputati; poiche le due imputate non sono coinvolte nel reato contestato al capo 13, non possono essere sottratte al loro giudice naturale. Conseguentemente la loro posizione va separata da quella dei coimputati e gli atti sono trasmessi al GUP di Arezzo.

Norme richiamate

  • d.lgs. n. 74/2000, art. 2

    Richiamato quale reato fondante l'attribuzione di competenza territoriale (reato relativo alla societa Mac Service), utilizzato dal GUP di Arezzo per declinare la competenza al Tribunale di Siena; applicabile solo ai soggetti contestati di quel reato.

  • codice di procedura penale, art. 12, comma 1, lett. b)

    La connessione per continuazione può determinare lo spostamento della competenza per materia o per territorio solo se gli episodi in continuazione riguardano gli stessi imputati; non puo togliere a un coimputato il suo giudice naturale se non e coinvolto nel fatto fondante lo spostamento.

  • principio del "giudice naturale" (diritto costituzionale/processuale)

    Riconosciuto e applicato come diritto dell'imputato a essere giudicato dal giudice precostituito per legge; ostacola spostamenti di competenza che privino un imputato del suo giudice naturale per ragioni di unitarieta processuale che non lo riguarda.

Massime di principio

  • La connessione per continuazione sposta la competenza territoriale solo quando gli episodi in continuazione riguardano gli stessi imputati; se alcuni imputati non sono coinvolti nel fatto fondante, la loro competenza resta quella ordinaria.
  • Non e possibile sottrarre un coimputato al suo giudice naturale soltanto per ragioni di unita processuale quando l'unita riguarda fatti che non lo includono; va valutata la posizione personale di ciascun imputato.
  • Quando la competenza territoriale e fondata sulla sede legale o operativa di una societa, occorre verificare quale soggetto e effettivamente responsabile del reato che ha determinato lo spostamento della competenza e limitare l'effetto ai soli imputati coinvolti in quel reato.
  • In caso di dubbi la soluzione pratica e separare le posizioni: attribuire la competenza al giudice naturale dei soggetti non coinvolti nel fatto fondante e, se necessario, mantenere l'unita processuale solo per i coimputati effettivamente legati dalla continuazione.

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