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Sentenza

Sentenza n. 1627/2026 - Palermo, Sezione 3

Giustizia amministrativa202502542

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Palermo, Sez. IIISentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio serbato dal Comune sulla richiesta di verifica della regolarità urbanistico-edilizia e sanitaria di una canna fumaria

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (proprietaria confinante)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha dedotto di essere proprietaria di un appartamento al secondo piano dell’edificio nel quale la controinteressata gestisce un’attività di ristorazione e di essere esposta alle emissioni provenienti da una canna fumaria ammalorata. A seguito di accesso documentale, avrebbe accertato l’assenza di regolarità edilizia e sanitaria dell’opera e del necessario nulla osta paesaggistico. Con nota del 17 settembre 2025 ha quindi chiesto al Comune di avviare e concludere il procedimento di verifica e di eventuale repressione dell’abuso, senza ricevere risposta. Ha proposto ricorso ai sensi degli artt. 31 e 117 c.p.a., chiedendo l’accertamento dell’illegittimità del silenzio, l’ordine di provvedere entro un termine, la nomina di un commissario ad acta in caso di ulteriore inerzia e la condanna alle spese. Il Comune si è costituito con controdeduzioni; la controinteressata non si è costituita.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso. Ha ritenuto sussistente l’obbligo del Comune di concludere con un provvedimento espresso il procedimento sollecitato, richiamando l’art. 2 l. 241/1990 e i poteri di vigilanza urbanistico-edilizia previsti dall’art. 27 d.P.R. 380/2001, esercitabili anche a seguito di denuncia dei cittadini. La proprietaria confinante è stata riconosciuta titolare di un interesse qualificato alla definizione della vicenda, in ragione della vicinanza e dell’interesse al mantenimento delle caratteristiche urbanistiche della zona, nonché potenzialmente inciso dalle opere contestate. Il Comune, pur conservando il potere di avviare d’ufficio il procedimento repressivo e senza essere vincolato alla perfetta corrispondenza tra denuncia e successiva qualificazione dell’illecito, aveva comunque il dovere di verificare i fatti denunciati, sia nella loro consistenza materiale sia nella qualificazione giuridica. Accertato il decorso del termine senza adozione di un provvedimento conclusivo, il Tribunale ha dichiarato illegittimo il silenzio-inadempimento e ha ordinato al Comune di provvedere con atto espresso entro trenta giorni dalla notificazione o comunicazione della sentenza. Ha nominato, per l’eventuale ulteriore inerzia, il Dirigente Generale pro tempore del Dipartimento delle Autonomie Locali dell’Assessorato regionale competente quale commissario ad acta, con facoltà di delega, da attivarsi entro i successivi sessanta giorni su istanza di parte. Il Comune è stato condannato alle spese, liquidate in euro 1.500, oltre accessori, con distrazione in favore del difensore antistatario.

Norme richiamate

  • art. 2 l. 241/1990

    La P.A. ha l’obbligo di concludere i procedimenti amministrativi incardinati su istanza di parte entro i termini previsti legislativamente.

    L’obbligo di provvedere sussiste anche quando l’istanza sollecita l’esercizio di poteri amministrativi d’ufficio, qualora ragioni di correttezza e buona amministrazione determinino nel privato una legittima aspettativa a conoscere una determinazione espressa.

  • art. 27 d.P.R. 380/2001

    Qualora sia constatata, dai competenti uffici comunali d’ufficio o su denuncia dei cittadini, l’inosservanza delle norme, prescrizioni e modalità di cui al comma 1, il Dirigente o il responsabile dell’ufficio ordina l’immediata sospensione dei lavori [...] e il dirigente [...] verifica [...] la regolarità delle opere e dispone gli atti conseguenti.

    I poteri comunali di vigilanza urbanistico-edilizia possono essere sollecitati dalla denuncia circostanziata dei cittadini; l’amministrazione deve verificare i fatti denunciati e adottare una determinazione espressa, senza che la denuncia vincoli la successiva qualificazione giuridica dell’illecito.

  • art. 31 c.p.a.

    Decorso il termine per la conclusione di un procedimento amministrativo e comunque entro un anno dalla scadenza del medesimo, chi vi ha interesse può domandare al Tribunale di accertare l’obbligo dell’Amministrazione di provvedere.

    L’azione contro il silenzio è esperibile dal soggetto titolare di un interesse qualificato, purché proposta entro il termine previsto dalla legge.

  • art. 117 c.p.a.

    Disciplina il rito per la declaratoria dell’illegittimità del silenzio e consente al giudice di ordinare all’amministrazione di provvedere entro un termine, con eventuale nomina del commissario ad acta.

Massime di principio

  • Il proprietario confinante o comunque vicino a un immobile sul quale sia stato denunciato in modo circostanziato un abuso edilizio è titolare di un interesse qualificato a ottenere dall’amministrazione una determinazione espressa sull’esercizio dei poteri di vigilanza e repressione, anche se tali poteri sono esercitati d’ufficio.
  • La denuncia del privato non vincola l’amministrazione né quanto alla qualificazione giuridica dell’illecito né quanto al contenuto della misura repressiva; tuttavia impone all’amministrazione di verificare l’esistenza materiale dei fatti denunciati e di adottare una determinazione espressa.
  • L’obbligo di provvedere ai sensi dell’art. 2 l. 241/1990 può sussistere anche in relazione a poteri amministrativi esercitabili d’ufficio, quando la posizione del privato e il dovere di correttezza e buona amministrazione generino una legittima aspettativa a conoscere le determinazioni dell’amministrazione.
  • In presenza di silenzio-inadempimento su una denuncia circostanziata relativa a opere edilizie potenzialmente abusive, il giudice amministrativo può ordinare al Comune di concludere il procedimento entro un termine e nominare preventivamente un commissario ad acta per l’eventuale ulteriore inerzia.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniTermini del procedimento e silenzioGiudizio di ottemperanza
RamiEdiliziaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneLegittimazione e interesse a ricorrereTermini del procedimentoOttemperanza e commissario ad acta

Testo integrale

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