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Sentenza

Sentenza n. 916/2026 - Genova, Sezione 1

per l'annullamento del provvedimento del Consiglio della Classe -OMISSIS- Corso Liceo Scientifico del Liceo Scientifico Statale “-OMISSIS-” di -OMISSIS-, comunicato con nota 11 giugno 2026 apparsa sul registro elettronico il 12 giugno 2026, con cui è stata deliberata la non ammissione all'esame di maturità della -OMISSIS- -OMISSIS- e non è stata effettuata l'attribuzione del credito scolastico, e di tutti gli atti ad esso preparatori, presupposti, connessi e conseguenti, ancorché non conosciuti, tra i quali, in particolare l'attribuzione del punteggio finale nelle materie “matematica” e “fisica”;

Giustizia amministrativa202600597

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse. Il mancato superamento delle prove d'esame ha privato la studentessa dell'interesse concreto e attuale a coltivare l'impugnazione del precedente giudizio di non ammissione. La definizione in rito e la natura degli interessi coinvolti hanno giustificato la compensazione integrale delle spese di lite.

TAR Liguria - Genova, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: giudizio di non ammissione all'esame di maturità, fondato sulle insufficienze in matematica e fisica, con mancata attribuzione del credito scolastico

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La studentessa ha impugnato il provvedimento del consiglio di classe con cui era stata deliberata la non ammissione all'esame di maturità e non era stato attribuito il credito scolastico, contestando anche l'attribuzione dei punteggi finali nelle materie matematica e fisica. Nel corso del giudizio, dopo l'ammissione con riserva all'esame disposta con decreto monocratico, la ricorrente ha dichiarato di non avere più interesse alla prosecuzione del processo, poiché non aveva conseguito un punteggio sufficiente al superamento delle prove d'esame.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c, c.p.a.

    Consente la definizione del giudizio mediante declaratoria di improcedibilità quando sopravviene il difetto di interesse alla decisione.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

    Richiamato quale base processuale per la decisione in camera di consiglio con sentenza in forma semplificata.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato a fondamento dell'oscuramento delle generalità della ricorrente per la tutela dei suoi diritti o della sua dignità.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati con riguardo alla tutela dei dati personali e all'oscuramento delle generalità della ricorrente.

Massime di principio

  • L'impugnazione di un giudizio di non ammissione a un esame diviene improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse quando, dopo l'ammissione con riserva, l'interessato non supera comunque le prove d'esame, poiché viene meno l'utilità concreta e attuale della decisione sul precedente giudizio di non ammissione.
  • La sopravvenuta carenza di interesse alla decisione determina l'improcedibilità del ricorso ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c, c.p.a.; in presenza di una definizione in rito e della particolare natura degli interessi coinvolti, le spese possono essere compensate.

Come è indicizzato

MaterieScuolaEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiIstruzione e universitàProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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