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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 15972/2026 del 04/05/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della revoca del beneficio della sospensione condizionale della pena (concesso con sentenza irrevocabile dell'8/10/2020 per pena di 8 mesi). Il Tribunale di Marsala ha revocato il beneficio perché il ricorrente è stato condannato con sentenza divenuta irrevocabile il 20/01/2025 a pena di 2 anni e 8 mesi per un fatto commesso in data 6/07/2015; la revoca è stata ritenuta applicabile come "revoca di diritto" ai sensi dell'art. 168 c.p. (causa n.2 indicata nel provvedimento). Il ricorrente ha sostenuto che non poteva operare la revoca perché il reato per cui è stato poi condannato era stato commesso anteriormente al momento di concessione del beneficio e, a suo avviso, il termine quinquennale andrebbe riferito alla data di commissione del fatto.

La decisione

La Corte Suprema ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la corretta applicazione dell'art. 168 c.p. da parte del Tribunale di Marsala. La Corte ha ricordato l'interpretazione consolidata secondo cui il criterio di anteriorità va valutato rispetto alla data in cui la sentenza che concede il beneficio diviene irrevocabile e che la revoca di diritto opera se la condanna per il "delitto anteriormente commesso" diventa irrevocabile dopo il passaggio in giudicato della sentenza concessiva e entro il quinquennio. Nel caso concreto la condanna divenuta irrevocabile il 20/01/2025 è ricaduta nel quinquennio successivo all'8/10/2020 e, cumulata con la pena sospesa, supera i due anni, dunque sussistono i presupposti della revoca. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 alla cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 168 cod. pen.

    "delitto anteriormente commesso"

    La Corte interpreta l'art. 168 nel senso che l'anteriorità del reato successivamente giudicato si determina con riferimento alla data in cui diviene irrevocabile la sentenza che concede il beneficio, non alla data di commissione del reato; la revoca di diritto opera se la condanna per il "delitto anteriormente commesso" diventa irrevocabile dopo il passaggio in giudicato della sentenza concessiva e prima della scadenza del termine quinquennale.

  • art. 616 c.p.p.

    Norma applicata per l'addebito di somme a titolo di ammenda per ricorsi ritenuti infondati o con profili di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità; utilizzata qui per disporre il pagamento di euro 3.000 alla cassa delle ammende.

Massime di principio

  • Per valutare l'operatività della revoca della sospensione condizionale (art. 168 c.p.) si prende come riferimento la data di irrevocabilità delle sentenze, non la data di commissione del reato.
  • La revoca di diritto si verifica quando, entro cinque anni dal passaggio in giudicato della sentenza che ha concesso il beneficio, interviene una nuova condanna divenuta irrevocabile che riguarda un reato commesso anteriormente e la pena complessiva, considerata cumulando la pena sospesa con quella nuova, supera i due anni.
  • Un fatto commesso anteriormente alla concessione del beneficio può rilevare ai fini della revoca se la condanna per tale fatto diventa irrevocabile nel quinquennio successivo al passaggio in giudicato della sentenza concessiva.
  • In caso di ricorso manifestamente in contrasto con la chiara lettera della norma e la giurisprudenza consolidata, il ricorso può essere dichiarato inammissibile e il ricorrente può essere condannato alle spese e a una somma a titolo di ammenda ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
  • Nella pratica occorre verificare: (a) la data di irrevocabilità della sentenza che ha concesso il beneficio; (b) la data di irrevocabilità della successiva condanna; (c) se la condanna successiva riguarda un reato "anteriormente commesso"; (d) l'ammontare delle pene cumulabili per stabilire se si supera la soglia dei due anni.

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