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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 25020/2022 del 30/06/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Procuratore Generale ha proposto ricorso per saltum avverso la sentenza del Tribunale di Cosenza che aveva dichiarato non doversi procedere per intervenuta remissione tacita di querela e contestuale accettazione. Il ricorrente deduceva che il fatto (truffa commessa da maggio a luglio 2017), aggravato da recidiva reiterata, specifica e infraquinquennale, era procedibile d'ufficio ai sensi dell'art. 640, comma 3, e della disciplina sopravvenuta (art. 649-bis c.p.), per cui la remissione della querela non poteva estinguere il procedimento.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso fondato, ritenendo che, alla data di commissione del reato, la recidiva costituisce circostanza aggravante idonea a rendere la truffa procedibile d'ufficio. Ha affermato che la recidiva è circostanza aggravante pertinente al fatto e che, nella fattispecie, la recidiva contestata (reiterata, specifica e infraquinquennale) comporta la procedibilità d'ufficio anche sotto la disciplina successiva. Perciò la remissione tacita di querela e la sua accettazione non potevano impedire il prosieguo. La sentenza impugnata è stata annullata senza rinvio e gli atti trasmessi alla Corte d'appello di Catanzaro per il prosieguo del procedimento. È stata altresì rimessa al giudice del rinvio la valutazione sulla liquidazione dei compensi dell'avvocato dell'imputato ammesso al patrocinio a spese dello Stato.

Norme richiamate

  • art. 640 cod. pen., comma terzo

    Alla data del fatto la truffa aggravata, quando ricorrevano talune circostanze aggravanti (tra cui la recidiva intesa come circostanza aggravante), era procedibile a querela o d'ufficio; la Corte interpreta la recidiva come circostanza aggravante che può determinare la procedibilità d'ufficio.

  • art. 649-bis cod. pen.

    Norma sopravvenuta che stabilisce la procedibilità d'ufficio per i reati indicati solo se ricorrono circostanze aggravanti 'ad effetto speciale'; la Corte rileva che, se la recidiva ha effetto speciale (es. reiterata, specifica e infraquinquennale), la procedibilità d'ufficio sussiste in entrambi i regimi.

  • d.lgs. n.36/2018 e legge n.3/2019

    Interventi normativi che hanno modificato la disciplina della procedibilità per la truffa e hanno introdotto/articolato l'art. 649-bis; rilevanti per verificare quale regime si applica in relazione alla data del fatto.

  • art. 99 cod. pen.

    Disciplina della recidiva (semplice e qualificata) e degli aumenti di pena; la Corte richiama gli argomenti che ricollegano la recidiva alle circostanze aggravanti ad effetto speciale quando comporta aumenti superiori a un terzo.

  • art. 569 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina il ricorso per cassazione per questioni di legittimità (compreso il ricorso per saltum); la Corte ha ritenuto il ricorso ammissibile e fondato.

  • art. 2 cod. pen.

    Richiamato nel dibattito sulla non applicabilità retroattiva di norme sopravvenute: la Corte discute l'opposizione che era stata formulata in precedenti orientamenti ma ritiene prevalente l'interpretazione che riconosceva la procedibilità d'ufficio alla data del fatto.

  • art. 7 Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo (richiamato in giurisprudenza)

    Principio di non retroattività di interpretazioni giurisprudenziali più sfavorevoli; la Corte osserva che il cambio di orientamento giurisprudenziale (sulla natura della recidiva) è avvenuto in modo prevedibile già dal 2010.

  • artt. 82-83 d.P.R. n.115/2002 e art. 541 cod. proc. pen. (in tema di patrocinio a spese dello Stato)

    Indicano le regole sulla liquidazione delle spese per le parti ammesse al patrocinio a spese dello Stato: la Corte di cassazione può pronunciare una condanna generica dell'imputato a favore dell'Erario, ma la concreta liquidazione compete al giudice di rinvio.

Massime di principio

  • La recidiva, anche se inerente alla persona del reo, deve essere considerata una circostanza aggravante pertinente al fatto e può incidere sulla procedibilità: quando è contestata e configura un aumento di pena significativo (recidiva qualificata o 'ad effetto speciale') la truffa è procedibile d'ufficio.
  • Per stabilire la procedibilità occorre verificare la data di commissione del reato rispetto al regime legislativo e agli orientamenti giurisprudenziali prevalenti all'epoca; non sempre l'intervento normativo successivo o un diverso orientamento giurisprudenziale ne comportano automaticamente la retroattività.
  • La remissione della querela non estingue il procedimento se il reato è procedibile d'ufficio per la sussistenza di circostanze aggravanti rilevanti; in tali casi la querela della persona offesa è ininfluente.
  • In presenza di contrasto giurisprudenziale, va valutata la prevedibilità dell'interpretazione poi adottata: l'art. 7 CEDU vieta l'applicazione retroattiva di un'interpretazione peggiorativa non prevedibile al momento del fatto.
  • La contestazione formale della recidiva da parte del pubblico ministero è necessaria (principio del contraddittorio) e incide sulla qualificazione del fatto e sulla procedibilità; pertanto il PM deve valutare e dedurre la recidiva in atto di imputazione quando rilevante.
  • Se l'imputato è ammesso al patrocinio a spese dello Stato, la Cassazione può disporre una condanna generica al rimborso in favore dell'Erario, ma la liquidazione specifica dei compensi è rimessa al giudice del rinvio o a quello che ha emesso la sentenza definitiva.

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