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Sentenza

Sentenza n. 7089/2026 - Roma, Sezione 3T

per l’ottemperanza al giudicato nascente dalla sentenza n°359-23 pubblicata il 21.11.23 e resa nel giudizio RG 819-23 presso il Tribunale di Viterbo - Sezione lavoro

Giustizia amministrativa202507915

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. III TerSentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Viterbo, Sezione lavoro, che aveva riconosciuto il diritto al beneficio annuale di 500 euro tramite la Carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione del personale docente per gli anni scolastici indicati

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha proposto giudizio di ottemperanza chiedendo l’esecuzione della sentenza del Tribunale di Viterbo, Sezione lavoro, n. 359/2023, notificata e passata in giudicato. Tale sentenza aveva accertato il diritto della docente a ottenere il beneficio economico di 500 euro annui mediante la Carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione del personale docente, previsto dall’art. 1 della legge n. 107/2015, relativamente agli anni scolastici 2019/2020, 2020/2021, 2021/2022 e 2022/2023, svolti a tempo determinato, anche parzialmente. Il Ministero si è costituito con atto di stile.

La decisione

Il TAR ha preso atto della dichiarazione della parte ricorrente secondo cui l’Amministrazione aveva integralmente adempiuto al giudicato dopo la proposizione del ricorso. Ha pertanto dichiarato la cessazione della materia del contendere ai sensi dell’art. 34, comma 5, c.p.a., senza ulteriori statuizioni esecutive. Quanto alle spese, ha disposto una compensazione parziale, motivata dal fatto che l’adempimento era intervenuto dopo la proposizione del ricorso, e ha condannato il Ministero al pagamento della parte residua, liquidata in 400 euro oltre accessori di legge se dovuti, con distrazione in favore dei procuratori antistatari.

Norme richiamate

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    cessazione della materia del contendere

    La cessazione della materia del contendere è stata dichiarata perché, secondo la dichiarazione della ricorrente, l’Amministrazione aveva integralmente eseguito il giudicato dopo la proposizione del ricorso.

  • art. 1 legge n. 107/2015

    beneficio economico di € 500,00 annui tramite la Carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione del personale docente

    La norma è richiamata quale fondamento del beneficio economico riconosciuto dal giudicato del giudice del lavoro.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, l’integrale esecuzione del giudicato intervenuta dopo la proposizione del ricorso determina la cessazione della materia del contendere ai sensi dell’art. 34, comma 5, c.p.a., quando l’adempimento rende concretamente inutili ulteriori statuizioni del giudice amministrativo.
  • L’adempimento dell’Amministrazione successivo alla proposizione del ricorso di ottemperanza può giustificare la compensazione solo parziale delle spese; per la parte residua, le spese possono essere poste a carico dell’Amministrazione secondo il criterio della soccombenza virtuale o sostanziale.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesse

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