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Sentenza

Sentenza n. 1574/2026 - Napoli, Sezione 6

per l'annullamento del provvedimento della Prefettura di Napoli del 13/05/2025 di revoca del nulla osta al lavoro subordinato P-NA/L/Q/2023/113202 rilasciato in data 02/05/2023, notificato al domicilio digitale eletto in data 13/05/2025 e di ogni atto presupposto, connesso, e conseguenziale

Giustizia amministrativa202503081

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: revoca del nulla osta al lavoro subordinato rilasciato dalla Prefettura di Napoli

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente, entrato in Italia sulla base di un nulla osta al lavoro subordinato rilasciato dalla Prefettura di Napoli, deduceva l'illegittimità della successiva revoca, intervenuta dopo l'irreperibilità del datore di lavoro originario. Rappresentava di avere effettuato la comunicazione di presenza, di essersi stabilito a Roma e di avere trovato, nel frattempo, una nuova occupazione presso altri datori di lavoro, documentata da comunicazioni UNILAV e buste paga. Deduceva violazione e falsa applicazione degli artt. 4, 5, comma 5, e 24 del d.lgs. n. 286/1998, dell'art. 42, comma 2, della legge n. 73/2022, degli artt. 8-bis, 9 e 31 del d.P.R. n. 394/1999, delle circolari ministeriali richiamate e dell'art. 8 CEDU, anche in relazione agli artt. 2 e 117 Cost.; deduceva inoltre difetto di istruttoria e motivazione, travisamento, illogicità manifesta, violazione dei principi di proporzionalità e ragionevolezza.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso e annullato la revoca del nulla osta. Richiamando la propria giurisprudenza e decisioni del Consiglio di Stato, ha ritenuto che la buona fede del cittadino straniero, unita alla dimostrazione di avere conseguito medio tempore un'effettiva nuova occasione lavorativa, integri una particolare condizione soggettiva meritevole di tutela. La decisione considera rilevanti il lungo tempo trascorso dall'ingresso in Italia sulla base del nulla osta, l'inserimento del lavoratore nella vita economica e sociale e la prova documentale di un rapporto di lavoro alle dipendenze di altro datore. In applicazione dei principi di proporzionalità e ragionevolezza, la revoca è stata quindi ritenuta illegittima e annullata. Le spese sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 4 d.lgs. n. 286/1998

    Richiamato dal ricorrente tra le norme che si assumevano violate dalla revoca del nulla osta.

  • art. 5, comma 5, d.lgs. n. 286/1998

    Richiamato dal ricorrente tra le norme applicabili alla posizione del cittadino straniero e alla revoca impugnata.

  • art. 24 d.lgs. n. 286/1998

    Richiamato dal ricorrente tra le norme violate dal provvedimento di revoca.

  • art. 42, comma 2, legge n. 73/2022

    Richiamato dal ricorrente quale parametro di legittimità della revoca.

  • artt. 8-bis, 9 e 31 d.P.R. n. 394/1999

    Richiamati dal ricorrente in relazione alla disciplina attuativa del testo unico sull'immigrazione.

  • art. 8 CEDU

    Richiamato dal ricorrente a tutela della vita privata e familiare, in relazione alla posizione maturata in Italia.

  • artt. 2 e 117 Cost.

    Richiamati dal ricorrente quali parametri costituzionali collegati alla tutela della persona e agli obblighi internazionali.

Massime di principio

  • La revoca del nulla osta al lavoro subordinato nei confronti di un cittadino straniero deve rispettare i principi di proporzionalità e ragionevolezza, soprattutto quando l'interessato abbia agito in buona fede e la situazione concreta si sia evoluta rispetto al rapporto di lavoro originario.
  • La buona fede dello straniero e la prova documentale di una nuova ed effettiva occupazione possono integrare una condizione soggettiva meritevole di tutela, tale da impedire che la revoca del nulla osta produca automaticamente la perdita della possibilità di regolarizzare la propria posizione lavorativa e di soggiorno.
  • Nella valutazione della legittimità della revoca devono essere considerati il tempo trascorso dall'ingresso regolare in Italia e il comprovato inserimento del lavoratore nella vita economica e sociale, inclusa l'esistenza di un rapporto di lavoro con un datore diverso da quello originario.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla osta
RamiImmigrazione e cittadinanza
IstitutiProporzionalità e ragionevolezzaBuona fede e correttezza della PADifetto di istruttoriaDifetto di motivazione

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