Sentenza n. 952/2026 - Bologna, Sezione 2
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Autorizzazioni e nulla osta relativi a lavori di scavo e occupazione di suolo pubblico, nella parte concernente le modalità di esecuzione degli scavi, il riempimento e il ripristino delle pavimentazioni
Esito
Favorevole al resistente (amministrazioni locali)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La ricorrente ha impugnato, con ricorso introduttivo e motivi aggiunti, le autorizzazioni rilasciate dall'Unione della Romagna Faentina e il nulla osta della Provincia di Ravenna relativi a lavori di scavo nel territorio comunale, contestando le prescrizioni tecniche imposte per l'esecuzione degli interventi, comprese la scelta tra scavo tradizionale, micro-trincea e mini-trincea, le modalità di riempimento degli scavi e il ripristino provvisorio e definitivo del manto stradale e dei marciapiedi. Le prescrizioni sarebbero state adottate senza considerare le caratteristiche tecniche e progettuali prospettate dalla società. Nel corso del giudizio, tuttavia, la ricorrente ha dichiarato di non avere più interesse alla prosecuzione della controversia, in ragione della sottoscrizione di un protocollo d'intesa con la società in house Lepida S.p.A. sulla regolamentazione degli interventi sull'intero territorio regionale, che aveva superato le criticità originariamente denunciate.
La decisione
Il TAR ha dichiarato la sopravvenuta carenza di interesse alla definizione del ricorso. Il Collegio ha ricordato che l'interesse a ricorrere deve consistere nella prospettazione di una lesione concreta e attuale e nell'utilità effettiva conseguibile dall'eventuale annullamento dell'atto, e deve permanere per tutta la durata del giudizio. Quando, durante il processo, l'annullamento non è più idoneo a procurare alcun vantaggio al ricorrente, il ricorso diviene improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse. In presenza di un'espressa dichiarazione della parte interessata, il principio dispositivo impedisce al giudice di decidere comunque il merito o di sostituirsi alla parte nella valutazione dell'interesse ad agire. Le spese sono state compensate, conformemente alla richiesta della ricorrente e all'adesione delle amministrazioni resistenti.
Norme richiamate
art. 100 c.p.c.
la prospettazione di una lesione concreta ed attuale della sfera giuridica del ricorrente e l’effettiva utilità che potrebbe derivare a quest’ultimo dall’eventuale annullamento dell’atto impugnato
L'interesse a ricorrere presenta i medesimi requisiti dell'interesse ad agire: deve essere concreto, attuale e correlato a un'utilità effettiva derivante dalla decisione.
art. 87, comma 4-bis, c.p.a.
Richiamato per lo svolgimento dell'udienza di smaltimento; il testo non ne esplicita ulteriormente l'interpretazione.
Massime di principio
- L'interesse a ricorrere deve consistere nella prospettazione di una lesione concreta e attuale della sfera giuridica del ricorrente e nell'utilità effettiva che potrebbe derivare dall'annullamento dell'atto impugnato.
- L'interesse a ricorrere deve permanere per tutta la durata del giudizio; se, per fatti sopravvenuti, l'annullamento dell'atto non è più idoneo a procurare un vantaggio concreto al ricorrente, il ricorso deve essere dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse.
- La dichiarazione espressa del ricorrente di non avere più interesse alla prosecuzione del giudizio impone, in applicazione del principio dispositivo, la declaratoria di improcedibilità, senza che il giudice possa decidere d'ufficio il merito o sostituirsi alla parte nella valutazione dell'interesse ad agire.
Come è indicizzato
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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