Cassazione Civile, Sentenza n. 7435/2024 del 20/03/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
La Consob aveva irrogato a Deloitte una sanzione amministrativa di €70.000 per presunte violazioni dei principi di revisione nell'ambito della revisione del bilancio 2010 di Milano Assicurazioni, in particolare relativamente alla valutazione delle riserve sinistri (rami r.c. auto e natanti). Le contestazioni riguardavano: verifiche IT sull'applicativo IES, attività di campionamento su sinistri riservati e chiusi, esame delle procedure dell'attuario incaricato e dell'attuario revisore, gestione delle differenze di revisione e archiviazione delle carte di lavoro. La Corte d'appello di Milano aveva annullato la delibera Consob ritenendo inesistenti le violazioni, ma la Consob ha proposto ricorso alla Corte di Cassazione (dieci motivi). Deloitte ha proposto controricorso e ricorso incidentale. La Suprema Corte ha esaminato i motivi e ha ritenuto che la Corte d'appello abbia commesso errori nell'interpretazione del ruolo e dei doveri del revisore in relazione alla valutazione delle riserve sinistri e al trattamento della documentazione dell'attuario revisore.
La decisione
La Cassazione ha accolto (in parte) il ricorso principale della Consob nei motivi 2 e 3 (relativi alla portata dei doveri del revisore rispetto alle stime dell'attuario e alla tempestiva acquisizione della relazione analitica dell'attuario revisore), ha dichiarato assorbito il motivo 4, ha respinto i motivi 5 e 9, ha dichiarato inammissibili gli altri motivi e ha rigettato il ricorso incidentale proposto da Deloitte. La sentenza impugnata della Corte d'appello è stata cassata nella parte relativ a i motivi accolti e la causa è stata rinviata alla Corte d'appello di Milano, in diversa composizione, per nuovo esame conformemente ai principi esposti dalla Cassazione; la Corte di rinvio dovrà anche provvedere alla liquidazione delle spese del giudizio.
Norme richiamate
Regolamento sanzionatorio CONSOB n. 18750/2013, art. 4, comma 2
Il termine di 180 giorni per l'adozione del provvedimento sanzionatorio non ha natura perentoria e la sua inosservanza non determina automaticamente l'illegittimità del provvedimento; il regolamento non può derogare alle disposizioni di legge (es. legge n. 689/1981).
Legge n. 262 del 2005, art. 24, comma 3
Richiamata nelle questioni processuali attinenti al procedimento sanzionatorio e ai termini per la difesa, ma non ritenuta violata dalla Corte di merito secondo la Cassazione.
Costituzione, art. 97
Richiamato con riferimento ai principi di buona amministrazione; la Corte d'appello ha motivato il ritardo della Consob con elementi organizzativi e attesa di decisioni su regolamenti, senza violazione del principio.
D.lgs. n. 39/2010, artt. 11, 14 e 43
art. 14, comma 2; art. 43
La relazione del revisore deve comprendere un giudizio sul bilancio che indichi se esso è veritiero e corretto; i principi di revisione hanno rilevanza normativa per la valutazione tecnico-professionale del revisore.
D.lgs. n. 209/2005 (Codice delle assicurazioni), art. 37, comma 5
La riserva sinistri deve essere costituita secondo una prudente valutazione basata su elementi oggettivi; tale funzione rende rilevante il controllo del revisore sulla congruità delle riserve.
Principi di revisione citati
principi n. 540, 320, 230, 620, 315, 330, 530, 500
I principi disciplinano le modalità di valutazione delle stime contabili, l'uso di esperti, la documentazione del lavoro e la determinazione della soglia di significatività (materialità); la Cassazione ha richiamato che il revisore deve applicare il criterio della prudenza e valutare la significatività degli scostamenti, non limitarsi a giudizi generici di "ragionevolezza".
D.lgs. n. 58/1998, art. 162, comma 2 lett. a) e art. 195, comma 2
art. 162, comma 2 lett. a); art. 195, comma 2
Richiami normativi attinenti al ruolo e ai doveri del revisore e alla regolazione dei procedimenti (citati nelle censure), usati per definire l'ambito di verifica del revisore.
Regolamento ISVAP n. 22/2008, art. 26, comma 3
Prevede che la relazione analitica dell'attuario revisore debba essere trasmessa alla società di revisione prima dell'emissione del giudizio; la Cassazione ha ritenuto che la Corte di appello abbia erroneamente equiparato incontri informali alla ricezione del documento scritto.
Decreto Ministero Sviluppo Economico n. 99/2008, art. 3, comma 2
Prevede lo scambio di informazioni tra attuario incaricato e società di revisione (rapporti e scadenze); la Corte di merito ha ritenuto acquisita la relazione dell'attuario incaricato in data utile, valutazione ritenuta congrua dalla Cassazione per ragioni di fatto.
Legge n. 689/1981, art. 18
Richiamata nelle argomentazioni processuali sulla natura dei principi procedurali e sui termini sanzionatori; la Corte ha confermato che il regolamento non può derogare alla normativa generale sul procedimento sanzionatorio.
Massime di principio
- Il revisore contabile chiamato a esprimere giudizi sulle riserve sinistri di una impresa di assicurazione deve svolgere la verifica alla luce dei principi di verità e di prudenza: non è sufficiente un'accertata attività formale di controllo, ma occorre che le scelte tecniche siano adeguatamente motivate e documentate.
- La soglia di significatività (materialità) è uno strumento tecnico rilevante per il revisore e va valutata e applicata nella determinazione della rilevanza degli scostamenti tra stime attuariali e voci di bilancio; non può essere elusa con richiami generici alla "ragionevolezza".
- Quando il revisore si avvale del lavoro di un attuario/revisore o di altro esperto, deve riesaminare criticamente i dati e le metodologie utilizzate dall'esperto, esplicitando i criteri e le motivazioni che hanno portato all'accettazione o al rifiuto delle determinazioni contabili dell'impresa.
- La relazione analitica dell'attuario revisore deve essere acquisita in forma scritta e prima dell'emissione del giudizio di revisione: incontri o colloqui informali non sostituiscono la necessità di esaminare il documento scritto e di valutarne i dettagli operativi.
- I regolamenti interni (es. termini amministrativi interni) non possono derogare ai principi di legge e, salvo diversa previsione normativa, i termini indicati nei regolamenti amministrativi possono non avere natura perentoria; tuttavia la loro inosservanza richiede adeguata giustificazione documentale.
- La documentazione di revisione deve essere storicizzata e tale da consentire a un revisore esperto di ricostruire le verifiche svolte; l'uso di output di Internal Audit è ammissibile purché risulti che siano stati effettivamente acquisiti, riesaminati e integrati dal revisore.
- La scelta delle metodologie di campionamento o di selezione delle voci è ammissibile tra le alternative previste dai principi di revisione, ma il revisore deve motivare la scelta e dimostrare che il metodo adottato è coerente con gli obiettivi di verifica.
- Nei procedimenti sanzionatori amministrativi, il rispetto del contraddittorio formale va valutato alla luce della normativa di settore; l'audizione dinanzi a uffici interni può essere compatibile con i principi di difesa se è garantita la possibilità di sindacato giurisdizionale pieno successivo.
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