Sentenza del 03/09/2018 n. 3577 - Comm. Trib. Reg. per la Sicilia
Sentenza passata in giudicato. Ricorso in ottemperanza. Successivo provvedimento di liquidazione dell'Ufficio. Cessazione della materia del contendere. Soccombenza virtuale.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha promosso un giudizio di ottemperanza ai sensi dell'art. 70 del d.lgs. n. 546/1992 per ottenere l'esecuzione di una precedente sentenza passata in giudicato, la n. 119/2012 della Commissione tributaria regionale della Sicilia, sezione staccata di Messina. Tale sentenza aveva dichiarato illegittima l'applicazione dell'imposta di registro in misura proporzionale, anziché fissa, su un decreto ingiuntivo e aveva riconosciuto alla Banca il diritto al rimborso dell'imposta indebitamente versata, oltre interessi. Dopo la messa in mora dell'Ufficio, l'Agenzia si è attivata per eseguire la sentenza e ha adottato un provvedimento di liquidazione del rimborso.
La decisione
Nel corso del giudizio l'Agenzia delle Entrate ha liquidato e corrisposto alla Banca la somma complessiva di euro 2.993,88, comprensiva degli interessi. Poiché la prestazione dovuta era stata integralmente eseguita e non residuava alcun contrasto tra le parti, la Commissione ha dichiarato cessata la materia del contendere, estinto il giudizio e chiuso il procedimento di ottemperanza. Quanto alle spese, ne ha disposto la compensazione per due terzi, ritenendo leale e conforme il comportamento dell'Agenzia, mentre ha posto a carico dell'Agenzia il restante terzo in applicazione del principio della soccombenza virtuale, liquidato in euro 150,00 oltre accessori di legge.
Norme richiamate
Art. 70 del d.lgs. n. 546/1992
La norma consente al contribuente di chiedere al giudice tributario l'adozione dei provvedimenti necessari per ottenere l'esecuzione di una sentenza tributaria passata in giudicato. Nel caso concreto, il procedimento è stato dichiarato chiuso perché l'Amministrazione ha eseguito integralmente la decisione.
Principio della cessazione della materia del contendere
Quando, durante il giudizio, la pretesa o l'obbligo oggetto della controversia vengono integralmente soddisfatti, viene meno l'interesse alla decisione e il giudizio deve essere dichiarato estinto per cessazione della materia del contendere.
Principio della soccombenza virtuale
Anche se il giudizio si estingue senza una decisione definitiva sul merito dell'ottemperanza, il giudice può valutare quale parte sarebbe risultata soccombente sulla base della situazione esistente prima dell'adempimento e porre le relative spese a suo carico.
Massime di principio
- Se una sentenza tributaria favorevole al contribuente è passata in giudicato e l'Amministrazione esegue integralmente l'obbligo durante il giudizio di ottemperanza, il giudice normalmente dichiara cessata la materia del contendere e chiude il procedimento.
- Il provvedimento amministrativo di liquidazione può essere sufficiente a determinare la cessazione della materia del contendere quando dimostra l'integrale riconoscimento e pagamento delle somme dovute, inclusi gli interessi eventualmente spettanti.
- L'adempimento intervenuto dopo la proposizione del ricorso non esclude necessariamente una condanna alle spese: il giudice può applicare la soccombenza virtuale considerando chi ha reso necessario il giudizio.
- Il comportamento collaborativo e tempestivo dell'Amministrazione può giustificare una compensazione parziale delle spese, ma non impedisce che una quota resti a carico dell'ente se il contribuente è stato costretto a promuovere l'ottemperanza.
- Per ottenere la piena chiusura della controversia è necessario verificare che l'esecuzione sia integrale, comprendendo capitale, interessi e ogni altra voce riconosciuta dalla sentenza passata in giudicato.
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