Sentenza n. 132/2026 - Milano, Sezione 2
per l'annullamento dell'atto del Direttore del Settore Governo e Opere per il Territorio e l'Ambiente, protocollo 2022/0029920 del 10 maggio 2022, recante accertamento di inottemperanza all'ordine di demolizione n. 90/2018 e conseguente acquisizione al patrimonio comunale, notificato a mezzo PEC in data 10 maggio 2022, ivi compresi eventuali atti connessi e/o presupposti, allo stato non noti;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Accertamento di inottemperanza all’ordine di demolizione e conseguente acquisizione al patrimonio comunale dell’area interessata dalle opere abusive
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La società ha impugnato l’atto comunale che accertava l’inottemperanza all’ordine di demolizione e disponeva, ai sensi dell’art. 31 d.P.R. n. 380/2001, l’acquisizione al patrimonio comunale dell’area occupata dai silos. Ha dedotto: l’avvenuta parziale esecuzione dell’ordine, mediante rimozione di container, bagni di cantiere e due box in lamiera, con conseguente necessità di limitare l’area acquisibile; la determinazione arbitraria, generica e non adeguatamente calcolata della superficie da acquisire; l’eccessivo intervallo temporale tra la diffida e l’accertamento dell’inottemperanza; l’erroneità del criterio fondato sull’area occupata dai silos, ritenuto non conforme all’art. 31 d.P.R. n. 380/2001. Le opere, già oggetto di un non impugnato ordine di demolizione, consistevano in un’area recintata e resa carrabile mediante ghiaia, nel deposito di numerosi silos e attrezzature da cantiere, baracche, container, bagni, mezzi, box in lamiera e rifiuti da demolizione.
La decisione
Il TAR ha esaminato congiuntamente tutti i motivi, ritenendoli diretti a contestare la delimitazione dell’area acquisita, e li ha respinti. Ha affermato che una pluralità di opere edilizie deve essere valutata globalmente e non atomisticamente, quando gli interventi siano funzionalmente collegati e concorrano a una complessiva trasformazione del territorio e a un abusivo mutamento della destinazione d’uso. La rimozione soltanto parziale di alcune opere non elimina l’illecito unitariamente considerato né impedisce l’acquisizione, poiché la mancata completa rimessione in pristino determina la persistente inottemperanza. Quanto all’area acquisita, il giudice ha rilevato che essa coincideva con la porzione di sedime interessata dalla complessiva trasformazione abusiva, adeguatamente individuata nell’atto e nella planimetria allegata. Richiamando l’Adunanza Plenaria n. 16/2023, ha precisato che l’acquisizione dell’area di sedime prevista dall’art. 31, comma 3, d.P.R. n. 380/2001 si produce ipso iure allo scadere del termine di novanta giorni dall’ordine di demolizione; l’accertamento successivo dell’inottemperanza ha natura dichiarativa e non incide sul momento dell’effetto acquisitivo. Il ricorso è stato quindi respinto. Le spese sono state compensate per la risalenza della causa e la peculiarità della fattispecie.
Norme richiamate
art. 31 d.P.R. n. 380/2001
«se il responsabile dell'abuso non provvede alla demolizione e al ripristino dello stato dei luoghi nel termine di novanta giorni dall'ingiunzione, il bene e l'area di sedime, nonché quella necessaria, secondo le vigenti prescrizioni urbanistiche, alla realizzazione di opere analoghe a quelle abusive sono acquisiti di diritto gratuitamente al patrimonio del comune»
La mancata completa demolizione e rimessione in pristino entro novanta giorni comporta l’acquisizione di diritto dell’immobile e dell’area di sedime al patrimonio comunale. L’accertamento successivo dell’inottemperanza ha natura dichiarativa rispetto all’area di sedime già individuata nell’ordine di demolizione.
art. 87, comma 4-bis, c.p.a.
Richiamato per la trattazione della causa nell’udienza straordinaria di smaltimento dell’arretrato.
Massime di principio
- Ai fini dell’accertamento dell’abuso edilizio e della conseguente acquisizione al patrimonio comunale, una pluralità di opere funzionalmente collegate deve essere valutata unitariamente quando, nel loro complesso, realizzi una trasformazione del territorio o un mutamento abusivo della destinazione d’uso; non è consentita la considerazione atomistica dei singoli manufatti.
- La rimozione soltanto parziale delle opere abusive non determina il venir meno dell’illecito unitariamente considerato né esclude l’acquisizione dell’area di sedime, quando non sia stata integralmente eseguita la rimessione in pristino ordinata dall’amministrazione.
- Ai sensi dell’art. 31, comma 3, d.P.R. n. 380/2001, l’acquisizione dell’area di sedime già identificata nell’ordine di demolizione si produce ipso iure e gratuitamente allo scadere del termine di novanta giorni assegnato per la demolizione e il ripristino; il successivo accertamento dell’inottemperanza ha natura dichiarativa e non costituisce il momento genetico dell’acquisizione.
- L’area di sedime acquisibile può coincidere con la porzione di lotto complessivamente interessata dalla trasformazione abusiva, se tale porzione è individuata sulla base dell’unitaria incidenza delle opere sul territorio e risulta specificamente delimitata nell’atto e negli allegati planimetrici.
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