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Sentenza

Sentenza n. 11341/2026 - Roma, Sezione 3B

per l'ottemperanza del giudicato formatosi sulla Sentenza n. 6664/2025 del Tribunale di Roma-Sez. Lavoro, pubblicata in data 9/06/2025 e notificata in data 9/06/2025 in copia conforme anche ai fini dell'esecuzione forzata;

Giustizia amministrativa202512900

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. III bisSentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Roma, Sezione Lavoro, che aveva riconosciuto il diritto alla carta docente e condannato il Ministero al pagamento di 2.500 euro, oltre interessi o rivalutazione

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha proposto ricorso per ottemperanza ai sensi dell'art. 114 c.p.a., deducendo la mancata esecuzione, protrattasi anche dopo la notificazione in forma esecutiva, della sentenza del Tribunale di Roma, Sezione Lavoro, n. 6664/2025. Tale sentenza aveva accertato il diritto della docente al beneficio previsto dall'art. 1, comma 121, l. n. 107/2015 e aveva condannato il Ministero al risarcimento del danno, liquidato equitativamente in complessivi 2.500 euro per gli anni scolastici dal 2018/2019 al 2022/2023, oltre interessi o rivalutazione. Il Ministero si è costituito con atto di stile, senza eccepire l'avvenuto adempimento né fornire giustificazioni sull'inerzia.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso per ottemperanza, rilevando che l'Amministrazione non aveva né dimostrato l'adempimento delle obbligazioni derivanti dal giudicato né giustificato l'inerzia. Ha ordinato al Ministero di dare esecuzione alla sentenza del giudice del lavoro entro 60 giorni dalla comunicazione o notificazione della decisione. Per il caso di ulteriore inerzia, ha nominato quale commissario ad acta il Direttore generale del Ministero competente per materia, senza facoltà di delega e senza compenso, assegnandogli 120 giorni dalla scadenza del termine concesso all'Amministrazione, previa richiesta della ricorrente. Il Ministero è stato inoltre condannato al pagamento delle spese del giudizio, liquidate in 800 euro oltre accessori di legge, con distrazione in favore dei procuratori antistatari.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    Il giudizio di ottemperanza consente di ottenere l'esecuzione del giudicato e di imporre all'Amministrazione l'adempimento dell'obbligo risultante dal titolo giudiziale, anche mediante la nomina di un commissario ad acta.

  • art. 1, comma 121, l. n. 107/2015

    beneficio di cui all’art. 1, comma 121, l. n. 107/2015 (c.d. carta docente)

    È la disposizione sostanziale posta a fondamento del diritto alla carta docente riconosciuto dal giudicato da eseguire.

  • art. 1218 c.c.

    risarcimento del danno in favore della ricorrente ex art 1218 c.c.

    È la base normativa della condanna risarcitoria contenuta nel titolo giudiziale oggetto di ottemperanza.

  • art. 22, comma 36, l. n. 724/1994

    oltre interessi o rivalutazione, ai sensi dell’art. 22, comma 36, della L. n. 724 del 1994

    Disciplina gli accessori dovuti sulla somma liquidata dal giudicato.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, quando l'amministrazione non dimostra l'avvenuto adempimento del giudicato né fornisce una giustificazione dell'inerzia, il ricorso deve essere accolto e deve essere ordinata l'esecuzione del titolo entro un termine assegnato dal giudice.
  • Il giudice dell'ottemperanza può nominare un commissario ad acta per il caso di mancata esecuzione entro il termine assegnato all'amministrazione, individuandolo nell'organo amministrativo competente per materia e stabilendo un ulteriore termine per l'esecuzione, eventualmente senza facoltà di delega.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potere

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