Ordinanza n. 12947/2026 - Roma, Sezione 2B
per l’accertamento e la conseguente declaratoria dell’obbligo dell’A.C. di provvedere sull’istanza n. 86649 del 12/05/2016, per la ripianificazione delle aree interne all’Ambito a Pianificazione Particolareggiata Definita n. 60 “Vigne Alessandrine”, nonché per l’annullamento del silenzio – rifiuto serbato da Roma Capitale sull’istanza predetta e per la nomina di un Commissario ad acta, che provveda in caso di ulteriore inadempimento dell’A.C. intimata.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata definitiva approvazione della variante urbanistica e protrazione dell’attività commissariale disposta in esecuzione della sentenza favorevole
Esito
La controversia
La società ricorrente aveva ottenuto l’accoglimento del ricorso avverso il silenzio serbato da Roma Capitale sull’istanza di ripianificazione delle aree interne all’Ambito a Pianificazione Particolareggiata Definita n. 60 "Vigne Alessandrine". In sede di esecuzione della sentenza, era stato nominato un Commissario ad acta, al quale erano state concesse precedenti proroghe. Il Commissario ha chiesto un ulteriore termine, dichiarando di voler completare l’incarico mediante l’adozione dell’atto di approvazione della variante. Roma Capitale ha confermato che l’attività commissariale non era ancora esaurita; la società ricorrente non si è opposta alla proroga, rappresentando che la Conferenza di servizi ai fini paesaggistici si era conclusa positivamente e che la Regione Lazio aveva approvato il Documento di conformazione della variante, la quale non era tuttavia ancora stata approvata in via definitiva.
La decisione
Il TAR ha accolto la richiesta di proroga del Commissario ad acta fino al 31 ottobre 2026. Il Collegio ha ritenuto che l’incarico non fosse ancora ultimato, poiché la variante urbanistica, pur essendo stata adottata dal Commissario e avendo superato l’adempimento regionale di conformazione al PTPR all’esito della Conferenza di servizi paesaggistica, non era stata ancora definitivamente approvata. Il Tribunale ha rilevato il rilevante tempo trascorso dalla nomina del Commissario, ma ha considerato che la determinazione regionale del 17 aprile 2025 costituisse l’ultimo adempimento necessario prima dell’approvazione definitiva e che l’atto conclusivo rientrasse nei poteri commissariali. La proroga è stata quindi concessa con l’avvertimento che l’incarico dovrà essere integralmente portato a compimento entro il termine assegnato. La verifica dell’ultimazione del mandato è stata rinviata alla camera di consiglio del 17 novembre 2026.
Norme richiamate
art. 65 delle Norme del PTPR
La Regione Lazio ha approvato il Documento di conformazione della variante al PTPR; tale adempimento è stato considerato dal TAR concluso positivamente e propedeutico all’approvazione definitiva della variante.
art. 14, comma 1, l. 241/1990
Richiamato quale base normativa della Conferenza di servizi ai fini paesaggistici conclusasi positivamente.
art. 10 l. 1150/1942
Richiamato con riferimento alla variante urbanistica adottata dal Commissario ad acta.
Massime di principio
- Nel giudizio di ottemperanza, quando l’attività del Commissario ad acta non risulti ancora completata e residuino adempimenti necessari per l’adozione dell’atto conclusivo previsto dal giudicato, il giudice può concedere una proroga del termine dell’incarico, anche sulla base della richiesta del commissario e del consenso delle parti.
- La positiva conclusione degli adempimenti istruttori o di conformazione richiesti dalla normativa di settore non equivale all’ultimazione dell’incarico commissariale quando manchi ancora l’adozione dell’atto amministrativo conclusivo.
- La proroga dell’incarico commissariale deve essere accompagnata dall’indicazione di un termine finale e dalla successiva verifica giudiziale dell’effettiva ultimazione del mandato.
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