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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 27036/2025 del 23/07/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna l'ordinanza del 4 marzo 2025 che aveva respinto la sua istanza di rescissione del giudicato relativa alla sentenza del Tribunale di Milano del 23-3-2023 (condanna a 6 anni di reclusione e €2.000 di multa per concorso in rapina aggravata). Il motivo unico dedotto è di contraddittorietà della motivazione (art. 606 lett. e) c.p.p.) in relazione alla ritenuta conoscenza del procedimento da parte dell'imputato: si contesta che l'identificazione da parte della Polizia Giudiziaria e la nomina di un difensore di fiducia provino la conoscenza del processo, sostenendo che il 27-5-2022 il ricorrente non aveva sottoscritto il verbale di identificazione, che la nomina del difensore e l'elezione di domicilio erano relativi ad un distinto procedimento (N.R.G. 2197/2017), che il difensore aveva poi rinunciato al mandato senza informare l'imputato e che successivamente il ricorrente aveva eletto nuovo domicilio presso la sorella, rendendo inidonee le notifiche al difensore.

La decisione

Il ricorso è stato ritenuto infondato e respinto. La Corte ha ritenuto provata l'identificazione personale del Torres il 27 maggio 2022 e la notifica a mani proprie di più atti processuali (richiesta di rinvio a giudizio, decreto di fissazione dell'udienza preliminare, verbale di udienza). Tali comunicazioni plurime e specifiche hanno reso l'imputato consapevole dell'accusa e dello svolgimento del procedimento; l'assenza e la mancata partecipazione sono imputate alla negligenza dell'imputato. Inoltre il difensore aveva attestato di aver comunicato la rinuncia al mandato, elemento non confutato dal ricorso (vizio di aspecificità). In applicazione dell'art. 616 c.p.p., il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 606 cod. proc. pen. (lett. e)

    Usato come parametro per valutare la doglianza di contraddittorietà della motivazione; la Corte ha ritenuto che la motivazione sull'avvenuta conoscenza del procedimento sia coerente e suffragata da elementi fattuali (identificazione e notifiche), quindi non contraddittoria.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Applicato per disporre la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali in caso di ricorso infondato.

Massime di principio

  • La identificazione personale dell'imputato da parte della Polizia Giudiziaria e la consegna a mani proprie di atti processuali costituiscono prova forte della conoscenza del procedimento da parte dell'imputato.
  • Le notifiche effettuate al difensore di fiducia sono efficaci salvo prova che la comunicazione della rinuncia al mandato non sia avvenuta o che il difensore non abbia informato l'imputato; l'affermazione generica della mancata comunicazione è spesso insufficiente.
  • L'elezione di domicilio relativa a un procedimento diverso non impedisce automaticamente l'efficacia di notifiche rese personalmente all'imputato per il procedimento oggetto del giudizio, se emergono atti successivi che mostrano conoscenza.
  • La responsabilità dell'assenza o della mancata partecipazione può essere attribuita alla negligenza dell'imputato quando vi sono prove di ripetute e specifiche comunicazioni notificate.
  • In Cassazione le censure devono essere specifiche e dettagliate; la mancanza di specificità nelle deduzioni può comportare il rigetto per vizio di aspecificità.
  • Per invalidare efficacemente notifiche o comunicazioni occorrono elementi probatori concreti (es. prova che il verbale non è stato sottoscritto, testimonianze, documenti che attestino la mancata comunicazione della rinuncia del difensore, prova dell'irreperibilità all'epoca delle notifiche).

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