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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 38797/2025 del 01/12/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna la sentenza di conferma della condanna per bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale, deducendo: (1) vizio di motivazione per omessa e contraddittoria valutazione in ordine alla distrazione patrimoniale, rilevando che la distrazione rilevante sarebbe stata già compiuta dal precedente amministratore Vitacolonna e che le sottrazioni imputabili al Mammarella sarebbero di modesta entità, incapaci di porre in pericolo la massa attiva; contesta inoltre la qualificazione del fatto come bancarotta documentale perché egli non avrebbe mai avuto il possesso delle scritture contabili; (2) vizio di motivazione per il mancato riconoscimento della prevalenza delle attenuanti generiche sull'aggravante, data la presunta marginalità del ruolo e delle condotte del ricorrente.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che: (i) le distrazioni contestate non si esaurivano nel singolo autocarro indicato dal ricorrente ma riguardavano una pluralità di beni, alcuni trasferiti a società riconducibili al precedente amministratore, e si inserivano in un più ampio processo spoliativo iniziato dal predecessore e proseguito dal Mammarella dopo il subentro; (ii) ai fini della bancarotta fraudolenta patrimoniale, essendo reato di condotta e di pericolo concreto, è sufficiente che l'atto sia idoneo in concreto a porre in pericolo la garanzia patrimoniale dei creditori, senza che sia necessario che tale pericolo si sia poi concretamente realizzato; anche la sottrazione di un singolo bene può integrare il reato se incide sulla garanzia patrimoniale; (iii) quanto alla bancarotta documentale, la Corte ha ritenuto congruamente provata la deliberatezza dell'omessa consegna delle scritture, alla luce del ruolo attivo del Mammarella, delle modalità dispositive e degli indici di occultamento; (iv) la valutazione negativa sul bilanciamento delle attenuanti è rimasta nel perimetro di apprezzamento del giudice di merito e motivata in modo coerente. Perciò il ricorso è stato dichiarato infondato e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese di procedimento ex art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 216, comma 1, n.1, legge fallimentare (bancarotta fraudolenta patrimoniale)

    art. 216, comma 1, n.1, l.f.

    È reato di condotta e di pericolo concreto; per integrare la fattispecie è sufficiente che l'atto distrattivo sia in concreto idoneo a porre in pericolo la garanzia patrimoniale dei creditori, senza necessità che produca effettivamente l'impossibilità di soddisfarli

  • art. 216, comma 1, n.2, legge fallimentare (bancarotta fraudolenta documentale)

    art. 216, comma 1, n.2, l.f.

    L'omessa consegna o occultamento delle scritture può integrare il reato se, considerato il contesto e la condotta complessiva, emerge il dolo specifico di pregiudicare i creditori impedendo la ricostruzione della gestione

  • art. 606, lett. e) c.p.p. (vizio di motivazione)

    art. 606, lett. e), cod. proc. pen.

    Richiamata dal ricorrente come vizio denunciabile, la Corte ha valutato che la motivazione di merito sia stata coerente e non contraddittoria rispetto alle risultanze, respingendo il rilievo

  • art. 173, comma 1, disp. att. c.p.p. (limiti dei motivi)

    art. 173, comma 1, disp. att., cod. proc. pen.

    Norma richiamata per i limiti della esposizione dei motivi in Cassazione; il ricorso è stato ammesso e trattato nei limiti consentiti

  • art. 611 (modifiche d.lgs. 10.10.2022 n.150) e procedura di trattazione scritta

    art. 611 c.p.p. (nuova disciplina)

    Il ricorso, proposto dopo il 30.6.2024, è stato trattato per iscritto in assenza di richiesta di trattazione orale

  • art. 616 c.p.p. (spese processuali)

    Il rigetto del ricorso comporta, per legge, la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali

Massime di principio

  • La bancarotta fraudolenta patrimoniale è reato di condotta e di pericolo concreto: non è necessario che la sottrazione determini l'effettiva impossibilità per i creditori di soddisfarsi, basta che la condotta sia in concreto idonea a porre in pericolo la garanzia patrimoniale
  • La valutazione dell'offensività di una singola distrazione deve tener conto del contesto temporale e materiale: atti di depauperamento posti poco prima del fallimento e collegati ad altre operazioni spoliative assumono rilevanza probatoria ai fini del dolo e della pericolosità
  • In tema di bancarotta documentale, l'omessa consegna delle scritture può rivelare il dolo specifico quando, alla luce dell'intera vicenda e delle condotte dell'amministratore, risulti improntata a impedire la ricostruzione patrimoniale e gestionale
  • Il ruolo effettivo e le attività svolte dall'amministratore sono determinanti: la qualifica di mero prestanome non esclude automaticamente la responsabilità se emergono atti dispositivi privi di ragionevolezza e compatibili con un progetto depauperativo
  • Il giudizio sulle attenuanti generiche e sul loro bilanciamento con aggravanti appartiene al giudice di merito e, se adeguatamente motivato e coerente, è difficilmente sindacabile in Cassazione
  • Indicatori fattuali (cessioni fittizie, trasferimenti a società riconducibili a soggetti coinvolti, smobilizzo rapido di attrezzature prima della cessazione dell'attività) rafforzano l'argomentazione del carattere fraudolento delle operazioni e della correlata responsabilità penale

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