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Ordinanza

Ordinanza n. 15/2026 - Milano, Sezione 3

per l'annullamento, previa sospensione dell'efficacia, della diffida di Città Metropolitana di Milano, Area ambiente e tutela del territorio, Settore rifiuti e bonifiche prot. n. 9828/2025 del 12/11/2025, ove occorrer possa, della nota di Città Metropolitana di Milano, Area ambiente e tutela del territorio prot. n. 207779 del 12/11/2025, e di ogni altro atto preordinato, conseguente o comunque connesso, anche se non conosciuto.

Giustizia amministrativa202504967

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. IIIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: diffida della Città Metropolitana di Milano relativa alle conseguenze di un incendio in un’area produttiva, nonché nota connessa

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (amministrazioni procedenti e tecniche)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ha impugnato, chiedendone la sospensione cautelare, una diffida della Città Metropolitana di Milano e una nota connessa, contestando implicitamente la necessità e l’estensione degli interventi richiesti. La ricorrente sosteneva che le conseguenze dell’incendio avessero riguardato soltanto una porzione dell’area produttiva, mentre il giudice rileva che i Vigili del Fuoco avevano evidenziato che l’intera area produttiva era stata interessata dalle conseguenze dell’incendio a causa delle alte temperature. La società non aveva inoltre documentato l’agibilità dell’intero capannone. Quanto al periculum in mora, la ricorrente aveva rappresentato di avere presentato una SCIA per la realizzazione delle restanti attività di demolizione, all’esito delle quali sarebbe stato possibile utilizzare in sicurezza tutte le linee produttive dello stabilimento.

La decisione

Il TAR ha respinto la domanda cautelare per difetto del fumus boni iuris. A un sommario esame, ha ritenuto non condivisibile la tesi secondo cui l’incendio avrebbe interessato soltanto una parte dell’area produttiva, valorizzando la nota dei Vigili del Fuoco che attestava il coinvolgimento dell’intera area a causa delle alte temperature. Ha inoltre rilevato che la ricorrente non aveva fornito la prova dell’agibilità dell’intero capannone. Il giudice ha dato atto, con riferimento al periculum in mora, della presentazione di una SCIA per le attività di demolizione ancora necessarie e della prospettata possibilità di utilizzare in sicurezza tutte le linee produttive una volta completate tali attività. Le spese della fase cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    La domanda cautelare è stata esaminata secondo i presupposti della tutela cautelare, con particolare riferimento al fumus boni iuris e al periculum in mora.

Massime di principio

  • In sede cautelare, il fumus boni iuris può essere escluso quando la ricostruzione dei fatti prospettata dal ricorrente è smentita dagli accertamenti tecnici dell’amministrazione e il ricorrente non fornisce documentazione idonea a dimostrare la diversa situazione dedotta.
  • Quando un incendio ha prodotto effetti sull’intera area produttiva a causa delle alte temperature, la contestazione dell’estensione degli interventi amministrativi richiesti non presenta, in sede di sommaria cognizione cautelare, adeguata fondatezza se non è comprovata l’agibilità dell’intero capannone.
  • La presentazione di una SCIA per completare attività di demolizione necessarie alla messa in sicurezza può incidere sulla valutazione del periculum in mora, soprattutto quando il completamento degli interventi consenta il successivo utilizzo in sicurezza degli impianti produttivi.

Come è indicizzato

MaterieRifiutiSCIA e liberalizzazioni
RamiAmbienteProcedimento amministrativo
IstitutiTutela cautelareOnere della prova e principio dispositivoDiscrezionalità amministrativa e tecnica

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