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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 28625/2026 del 28/07/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (imputato)

La controversia

Il condannato ha impugnato l'ordinanza del Tribunale di Piacenza, emessa in sede esecutiva ex art. 671 c.p.p. per la riconosciuta continuazione tra più sentenze irrevocabili, deducendo violazione di legge e vizio di motivazione in relazione agli artt. 81 c.p. e 671 c.p.p. In particolare ha sostenuto: a) che il giudice dell'esecuzione avrebbe erroneamente rideterminato la pena del reato satellite di cui al capo 4 della sentenza n. 50/2023 in misura superiore a quella fissata dal giudice della cognizione; b) che gli aumenti per gli altri reati satellite sarebbero stati calcolati senza una logica effettiva e senza proporzione rispetto alla gravità dei singoli fatti, con motivazione insufficiente e contraddittoria. Il Procuratore generale ha chiesto l'accoglimento del ricorso e l'annullamento con rinvio.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto fondato il ricorso limitatamente alla determinazione del trattamento sanzionatorio. Ha rilevato che il giudice dell'esecuzione, pur correttamente avendo individuato il reato più grave e scorporato i reati ai fini della continuazione, ha illegittimamente quantificato per un reato satellite un aumento di pena superiore a quello stabilito in sentenza irrevocabile dal giudice della cognizione. Ha inoltre ravvisato carenza di motivazione sugli aumenti in continuazione, specie per quelli che apparivano sproporzionati rispetto alla pena base e ai trattamenti riservati ad altri reati analoghi. Per tali ragioni ha annullato l'ordinanza impugnata limitatamente alla pena, con rinvio al Tribunale di Piacenza in diversa persona fisica per nuovo esame sul solo trattamento sanzionatorio.

Norme richiamate

  • art. 81 c.p.

    La disciplina del reato continuato impone che gli aumenti per i reati-satellite siano determinati in modo coerente e nei limiti della pena già fissata per ciascun fatto dalla sentenza irrevocabile di cognizione, quando il giudice dell'esecuzione ridetermina il trattamento sanzionatorio.

  • art. 671 c.p.p.

    Il giudice dell'esecuzione, nel riconoscere la continuazione tra più reati giudicati con sentenze irrevocabili, può rideterminare la pena complessiva ma deve rispettare i limiti derivanti dalle statuizioni irrevocabili e motivare adeguatamente gli aumenti applicati.

Massime di principio

  • Nel procedimento di esecuzione per il riconoscimento della continuazione, il giudice può ricalcolare la pena complessiva, ma non può attribuire ai singoli reati-satellite aumenti superiori a quelli già fissati dal giudice della cognizione nella sentenza irrevocabile di condanna.
  • La rideterminazione del trattamento sanzionatorio in continuazione richiede una motivazione specifica sugli aumenti applicati a ciascun reato satellite, con indicazione del percorso logico seguito e della loro proporzione rispetto alla gravità dei fatti e alla pena base.
  • Una motivazione è viziata quando gli aumenti in continuazione risultano apodittici, sproporzionati o tra loro incoerenti, specie se il provvedimento non spiega perché fatti analoghi ricevano trattamenti differenziati.
  • Il sindacato di legittimità sull'ordinanza esecutiva può condurre all'annullamento con rinvio quando l'errore riguarda la sola quantificazione della pena e richiede un nuovo apprezzamento del trattamento sanzionatorio.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniPena e commisurazione
RamiProcesso penaleParte generale
IstitutiContinuazione

Testo integrale

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