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Cassazione Civile, Ordinanza n. 31020/2023 del 07/11/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (appaltatore)

La controversia

La controversia nasce da una gara per l’affidamento del servizio di pulizia e sanificazione di strutture sanitarie, aggiudicata inizialmente a una società e poi travolta da un primo annullamento del giudice amministrativo. Dopo successive vicende amministrative e giudiziarie, la stazione appaltante ha revocato la procedura di gara e ha aderito a una convenzione centralizzata Consip, ritenendo di poter così sciogliere i contratti nel frattempo stipulati. La società appaltatrice ha quindi proposto dinanzi al giudice ordinario un giudizio di cognizione, sostenendo che il contratto prevedesse, in caso di adesione a Consip, la possibilità per l’appaltatore di adeguare la propria offerta alle condizioni economiche della convenzione e che, avendo essa formulato un’offerta equivalente, la pubblica amministrazione fosse obbligata a proseguire il rapporto. La società ha inoltre invocato il giudicato amministrativo sostenendo che la sentenza del Consiglio di Stato avesse fatto salvo quanto previsto dagli artt. 4 e 30 del contratto. La ASL ha proposto regolamento preventivo di giurisdizione con tre motivi: ha dedotto che la controversia rientrasse nella giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo perché inerente all’attuazione di pronunce del giudice amministrativo e alla verifica dell’efficacia di un contratto già dichiarato inefficace; ha aggiunto che, secondo il petitum sostanziale, la pretesa mirava a contestare un atto amministrativo discrezionale di revoca/adesione alla convenzione; ha infine contestato la correttezza della ordinanza cautelare del Tribunale che aveva ritenuto la giurisdizione del giudice ordinario.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato la giurisdizione del giudice amministrativo. Ha ritenuto che, pur astrattamente potendo le controversie sul legittimo recesso della pubblica amministrazione da un contratto di appalto ricadere nella giurisdizione del giudice ordinario, nel caso concreto ogni decisione sulla giurisdizione fosse preclusa dalla formazione di un giudicato esterno implicito. Infatti, in un precedente giudizio di ottemperanza relativo al medesimo rapporto, il Consiglio di Stato aveva esaminato nel merito la legittimità del recesso e dell’adesione alla convenzione Consip, affermando che la stazione appaltante non aveva vincoli sulle modalità di esercizio della scelta, che non aveva l’obbligo di confrontare le condizioni dei contratti con quelle della convenzione Consip prima di aderirvi e che le clausole contrattuali richiamate non costituivano un parametro cogente idoneo a impedire il recesso. Secondo la Corte, tale statuizione implicava una decisione sulla giurisdizione, non impugnata, ormai coperta da giudicato e quindi vincolante anche nei successivi giudizi tra le stesse parti sul medesimo rapporto. Le spese del regolamento sono state rimesse al giudice di merito.

Norme richiamate

  • art. 700 c.p.c.

    ricorso cautelare ex art. 700 c.p.c.

    viene menzionato solo come base del ricorso cautelare incidentale proposto dalla società appaltatrice, senza affrontare il merito della norma

  • artt. 4 e 30 del contratto di appalto

    restava fermo quanto previsto dagli artt. 4 e 30 dei contratti stipulati

    la Corte richiama il passaggio del giudice amministrativo secondo cui tali clausole non costituivano un parametro cogente idoneo a impedire il recesso della stazione appaltante

  • art. 2697 c.c.

    richiamato solo implicitamente nella tassonomia; non compare nel testo della sentenza

  • art. 133 c.p.a.

    non citato espressamente nel testo, ma la Corte richiama in generale la giurisdizione esclusiva e l’attuazione delle pronunce del giudice amministrativo

  • art. 112 c.p.c.

    non citato espressamente nel testo; rileva solo il tema del giudicato implicito sulla giurisdizione

Massime di principio

  • Nelle controversie relative al recesso della pubblica amministrazione da un contratto di appalto, la giurisdizione ordinaria sussiste in via generale quando si discuta della legittimità del comportamento successivo alla stipula e non della fase di evidenza pubblica, salvo ipotesi di giurisdizione esclusiva.
  • Quando in un precedente giudizio tra le stesse parti e sul medesimo rapporto il giudice abbia deciso nel merito una questione presupponente la propria giurisdizione, su tale presupposto si forma giudicato esterno implicito, che preclude di rimettere in discussione la giurisdizione in successive controversie.
  • La statuizione nel merito resa dal giudice amministrativo sulla legittimità del recesso e sull’assenza di vincoli per la stazione appaltante nell’esercizio della scelta comporta, come presupposto, il riconoscimento del potere giurisdizionale di conoscere della controversia.
  • Il giudicato esterno, anche se implicito sulla giurisdizione, ha la stessa forza di quello interno e risponde all’esigenza di stabilità delle decisioni e di eliminazione dell’incertezza sui rapporti giuridici.
  • La qualificazione di una clausola contrattuale come non cogente esclude che essa possa essere opposta per impedire il recesso della pubblica amministrazione, se il giudice che ha esaminato il rapporto abbia già escluso tale effetto in una decisione passata in giudicato.

Come è indicizzato

MaterieGiurisdizioneAppalto
RamiProcesso civileContrattiLavoro
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiGiudicatoBuona fede e correttezza

Testo integrale

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