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Ordinanza

Ordinanza n. 3519/2026 - Roma, Sezione 5B

per l'annullamento quanto al ricorso n. 4363 del 2020: per l’annullamento del decreto emesso in data 03 dicembre 2019, notificato il 23 gennaio 2020, con cui il Ministero dell'Interno ha respinto l'istanza prodotta dal ricorrente e diretta ad ottenere la concessione della cittadinanza italiana ai sensi dell'art. 9, co. I, lett. f, della legge 5 febbraio 1992 n. 91 n. K10-OMISSIS- nonché per il risarcimento del danno subito. quanto al ricorso n. 4364 del 2020: per l’annullamento del decreto emesso in data 02 dicembre 2019, notificato il 23 gennaio 2020, con cui il Ministero dell'Interno ha respinto l'istanza prodotta dal ricorrente e diretta ad ottenere la concessione della cittadinanza italiana ai sensi dell'art. 9, co. I, lett. f, della legge 5 febbraio 1992 n. 91, n. K10/-OMISSIS- nonché per il risarcimento del danno subito.

Giustizia amministrativa202004364

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V bisOrdinanzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Decreti ministeriali di diniego della concessione della cittadinanza italiana per asserita pericolosità per la sicurezza della Repubblica di un comune congiunto

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

Due cittadini stranieri hanno impugnato i rispettivi decreti del Ministero dell'Interno, notificati il 23 gennaio 2020, con i quali erano state respinte le istanze di concessione della cittadinanza italiana ai sensi dell'art. 9, comma 1, lett. f), della legge n. 91/1992. I dinieghi erano motivati da un'asserita pericolosità per la sicurezza della Repubblica riferita a un comune congiunto. Nei ricorsi era stato chiesto anche il risarcimento del danno. Il TAR, con precedente ordinanza collegiale, aveva riunito i ricorsi e ordinato il deposito della relazione dei servizi di sicurezza posta a fondamento dei dinieghi. L'Amministrazione ha successivamente preannunciato il riesame delle istanze alla luce di nuovi elementi e ha chiesto un ulteriore termine per completare l'iter; le parti ricorrenti hanno aderito alla richiesta di differimento.

La decisione

Il TAR ha disposto il rinvio della trattazione dei ricorsi all'udienza pubblica del 27 maggio 2027, senza decidere nel merito le censure contro i dinieghi né le domande risarcitorie. Il differimento è stato ritenuto opportuno perché il procedimento di riesame, preannunciato dall'Amministrazione, non si era ancora concluso con un formale provvedimento e per evitare interferenze giudiziali nella delicata fase di rivalutazione amministrativa in corso. È stato inoltre disposto l'oscuramento delle generalità delle parti ai sensi della normativa sulla protezione dei dati personali.

Norme richiamate

  • art. 9, comma 1, lett. f), legge n. 91/1992

    concessione della cittadinanza italiana

    La disposizione costituisce la base normativa delle istanze di concessione della cittadinanza italiana presentate dai ricorrenti.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. n. 196/2003

    È richiamato quale fondamento dell'oscuramento delle generalità a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata.

  • artt. 5 e 6 del Regolamento (UE) 2016/679

    Sono richiamati, insieme alla disciplina nazionale, a sostegno della tutela dei dati personali e dell'oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • Quando l'amministrazione avvia o preannuncia un procedimento di riesame dell'atto impugnato e tale procedimento non si è ancora concluso con un formale provvedimento, il giudice amministrativo può differire la trattazione per consentire la conclusione del riesame ed evitare interferenze con la rivalutazione amministrativa in corso, soprattutto quando le parti concordano sul rinvio.

Come è indicizzato

MaterieCittadinanzaDecisione e riti speciali
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiLegittimazione e interesse a ricorrere

Testo integrale

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