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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 4558/2022 del 09/02/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso per rescissione del giudicato ex art. 629-bis c.p.p.: il ricorrente deduceva incolpevole mancata conoscenza del procedimento e della citazione a giudizio in virtù del fatto che aveva eletto domicilio presso il difensore d'ufficio in fase di indagini e si trovava in stato di detenzione per altra causa. La Corte d'appello aveva rigettato la richiesta ritenendo fondata la presunzione di conoscenza del procedimento a seguito dell'elezione di domicilio e dello stato detentivo.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato, annullando l'ordinanza impugnata e rinviando per nuovo giudizio. Ha precisato che l'elezione di domicilio presso il difensore d'ufficio non produce una presunzione assoluta di conoscenza del procedimento: occorre verificare l'effettiva instaurazione di un rapporto professionale tale da rendere probabile che l'imputato abbia avuto conoscenza dell'accusa formale (vocatio in iudicium). Inoltre, lo stato di detenzione per altra causa non può essere valorizzato come prova della conoscenza del procedimento. La Corte di merito dovrà valutare, secondo i criteri indicati dalle Sezioni Unite, se la presunzione di conoscenza prevista dall'art. 420-bis c.p.p. sia stata effettivamente superata o meno.

Norme richiamate

  • art. 629-bis c.p.p.

    Norma invocata quale titolo di rescissione del giudicato per mancata conoscenza del processo; la Cassazione ricorda che l'istituto della rescissione presuppone la mancanza incolpevole della conoscenza del processo e va valutato alla luce dei criteri giurisprudenziali sulle conoscenze effettive.

  • art. 670 c.p.p.

    Richiamato in rapporto alle impugnazioni e ai termini procedurali; la doglianza riguarda violazione di norme processuali connesse alla tutela contro il giudizio reso in assenza di effettiva conoscenza.

  • art. 420-bis c.p.p.

    Regola l'istituto dell'assenza e individua situazioni da cui discende una presunzione relativa di conoscenza del procedimento (es. elezione di domicilio). La Corte precisa che la presunzione non è assoluta e può essere vinta da prova contraria; occorre accertare l'effettiva instaurazione di un rapporto professionale tra imputato e difensore domiciliatario.

  • Sez. U. n. 28912/2019 (Innaro)

    Pronuncia richiamata per il principio che il processo in absentia non comporta una presunzione legale assoluta di conoscenza, ma una presunzione relativa di "volontaria sottrazione" che può essere superata con prova contraria; il necessario riferimento all'effettiva conoscenza dell'accusa formale.

  • Sez. U. n. 23948/2019 (Ismail Darwish)

    Conferma che la sola elezione di domicilio presso il difensore d'ufficio non è sufficiente per dichiarare l'assenza; il giudice deve verificare se esisteva un rapporto professionale tale da far ritenere che l'imputato conoscesse il procedimento o si fosse sottratto volontariamente.

  • Cass. Sez. 6, sent. n. 43140 del 19/09/2019

    Richiamata per il principio secondo cui la conoscenza effettiva deve riferirsi all'accusa formale e che la mera notifica di atti processuali non risolve la questione della effettiva conoscenza.

Massime di principio

  • L'elezione di domicilio presso il difensore d'ufficio non crea una presunzione assoluta di conoscenza del procedimento: è presunzione relativa e può essere vinta da prova contraria.
  • Il giudice di merito deve verificare l'effettiva instaurazione di un rapporto professionale tra imputato e difensore domiciliatario prima di ritenere che l'imputato abbia avuto conoscenza della vocatio in iudicium.
  • La "conoscenza effettiva" riguarda l'accusa contenuta in un provvedimento formale (la citazione a giudizio), non la mera notifica dell'avviso di conclusione delle indagini.
  • Lo stato di detenzione per altra causa non costituisce di per sé prova della conoscenza del procedimento penale diverso per il quale si chiede la rescissione.
  • La presunzione di conoscenza derivante da situazioni tipizzate (art. 420-bis c.p.p.) è relativa: l'assente può fornire elementi che dimostrino la mancanza incolpevole di conoscenza.
  • In casi analoghi è necessario raccogliere elementi fattuali (es. assenza di contatti con il difensore, mancata informazione da parte del legale, documentazione penitenziaria che dimostri impossibilità di ricevere comunicazioni) per provare la mancata conoscenza incolpevole.
  • Per richiedere la rescissione ex art. 629-bis è essenziale dimostrare non solo la mancata ricezione di atti, ma l'assenza incolpevole di conoscenza dell'effettiva instaurazione e della celebrazione del processo.

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