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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 28622/2022 del 20/07/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti impugnano la sentenza della Corte d'appello di Lecce denunciando principalmente la radicale omissione di motivazione sia della sentenza di primo grado sia della sentenza di appello (violazione art. 546 c.p.p.), il mancato esame individuale delle singole posizioni e delle specifiche censure di appello, errori nel calcolo della prescrizione e delle sospensioni (artt. 157, 158, 159, 161 c.p.), e contestano la qualificazione giuridica delle condotte (riqualificazione da concussione a induzione indebita o viceversa; possibile qualificazione come corruzione o mera pressione ambientale ai sensi degli artt. 319, 319-quater, 317 cod. pen.). Alcune difese deducono inoltre vizio nella concessione o meno di attenuanti e nell'applicazione degli aumenti per continuazione, nonché omissioni relative alle statuizioni civili e alle pene accessorie.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto i ricorsi fondati nei limiti esaminati. Ha censurato la sentenza di primo grado per assenza di motivazione specifica sulle singole imputazioni e ha rilevato che la Corte d'appello non ha rimediato adeguatamente a tale vizio, limitandosi a una motivazione collettiva e per relationem. Per tali ragioni la Cassazione ha accolto i ricorsi nella parte motivazionale, affermando che l'omessa individuazione e valutazione delle condotte impedisce la verifica della corretta qualificazione giuridica e del decorso della prescrizione. In conseguenza, la sentenza impugnata è stata annullata nei limiti indicati e la causa è stata rimessa alla Corte di appello di Lecce per un nuovo esame che dia conto, in modo puntuale e individualizzato, delle contestazioni e dei relativi periodi di prescrizione; la decisione della Cassazione rileva la necessità che il giudice di merito risponda alle censure di omessa motivazione e riconsideri le qualificazioni giuridiche e il computo delle prescrizioni.

Norme richiamate

  • art. 546 cod. proc. pen.

    Imposto l'obbligo per il giudice di esporre in modo conciso i motivi di fatto e di diritto e di indicare i risultati acquisiti e i criteri di valutazione della prova; la sentenza che si limita a riportare le deposizioni senza una riconsiderazione critica viola tale principio e può essere annullata per carenza motivazionale

  • art. 129 cod. proc. pen.

    Disciplina la declaratoria immediata di cause estintive del reato; la Cassazione richiama il principio di preferenza della causa estintiva rispetto alla nullità assoluta, salvo che la declaratoria di estinzione richieda accertamenti di fatto riservati al merito

  • artt. 157, 158, 159, 161 cod. pen.

    Riguardano il decorso e la sospensione della prescrizione; la Corte sottolinea che il computo dei termini e delle sospensioni deve essere effettuato in modo individuale per ciascun imputato e per ciascun evento contestato

  • art. 319 e art. 319-quater cod. pen.

    Norme relative alla corruzione e alla concussione/induzione indebita; la qualificazione delle condotte tra concussione, induzione indebita o corruzione richiede adeguati accertamenti di fatto e motivazione specifica, non decisioni generalizzate

  • art. 416 cod. pen.

    Fattispecie di associazione a delinquere: la sua affermazione richiede prova e motivazione individualizzata della partecipazione e dell'elemento soggettivo

  • art. 697 cod. pen.

    Violazione relativa alla detenzione abusiva di armi: la Corte di appello ha riqualificato i reati di porto d'armi in contravvenzione di cui a questo articolo e li ha dichiarati prescritti

  • art. 604 e art. 605 cod. proc. pen.

    Regole sulle nullità e sulle decisioni di appello; la Corte di Cassazione richiama che il giudice d'appello può integrare o redigere la motivazione mancante del primo grado salvo i casi tassativi di nullità assoluta

  • art. 125 e art. 192 cod. proc. pen.

    Richiamati in relazione all'onere del giudice di esaminare le prove e le specifiche eccezioni difensive, in particolare la necessità di valutare le deduzioni in appello e le prove decisive

Massime di principio

  • Il giudice di merito deve motivare in modo specifico e individualizzato per ciascuna imputazione e per ciascun imputato; la mera riportazione delle deposizioni senza valutazione critica non assolve all'obbligo motivazionale
  • La Corte d'appello, quando rilevi mancanze motivazionali del primo grado, ha il dovere di integrare la motivazione risposta per risposta alle censure di appello; la motivazione collettiva e generica non è sufficiente se non preceduta da un accertamento concreto dell'identità delle condotte
  • La determinazione della prescrizione richiede un calcolo puntuale per ogni singolo reato e imputato: vanno conteggiate correttamente le date di inizio, le sospensioni (ivi compresi gli effetti del Covid e le astensioni difensive eventualmente rilevanti) e gli eventuali effetti delle impugnazioni
  • La riqualificazione giuridica delle condotte (es. concussione vs induzione indebita vs corruzione) può essere effettuata solo dopo un compiuto accertamento dei fatti; senza questo la qualificazione è inaffidabile e ostacola il corretto accertamento della prescrizione
  • In presenza di contestuale causa estintiva del reato e nullità processuali, in sede di cassazione va data prevalenza alla causa estintiva salvo che la declaratoria richieda accertamenti di fatto riservati al merito
  • La motivazione collettiva è ammessa solo quando le situazioni siano integralmente sovrapponibili e dopo aver verificato specificamente le condotte e la loro identità; diversamente è necessario motivare separatamente
  • Le censure relative a valutazioni su attenuanti, aumento per continuazione o statuizioni civili richiedono esame motivato punto per punto e non possono essere decise in modo omnicomprensivo senza riferimento agli elementi individuali

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