Sentenza n. 5684/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 2
per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio, (Sezione Quinta ter), 1° agosto 2025, n. 15194, resa tra le parti.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Sentenza del TAR Lazio, Sez. V ter, 1° agosto 2025, n. 15194, relativa all’annullamento dei provvedimenti di accoglimento di una RVC e alla richiesta di restituzione di 1.095 certificati bianchi (TEE)
Esito
Favorevole al resistente (gestore energetico)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La controversia originaria riguardava il provvedimento con cui il GSE aveva annullato i provvedimenti di accoglimento della RVC n. 1013465001814R015 e il successivo atto di richiesta di restituzione di 1.095 certificati bianchi riconosciuti alla società. In primo grado la società aveva dedotto plurime violazioni di legge, sostenendo che il potere esercitato dal GSE fosse riconducibile all’autotutela decisoria disciplinata dall’art. 21-nonies l. 241/1990 e che non fossero state rispettate le relative condizioni. Il TAR aveva respinto il ricorso, qualificando invece l’intervento del GSE come esercizio del perdurante potere di verifica e controllo previsto dall’art. 42 d.lgs. 28/2011. In appello la società ha formalmente articolato tre motivi, ma l’atto di gravame, salvo il riferimento iniziale alla sentenza effettivamente appellata, era interamente costruito sulla sentenza del TAR Lazio n. 5648 del 5 maggio 2022, relativa a un’altra controversia e a una diversa società. L’appello richiamava capi e paragrafi inesistenti nella sentenza n. 15194/2025, motivi aggiunti mai proposti nel giudizio di primo grado, un quinto motivo d’appello inesistente e contestazioni relative a una pretesa restitutoria mai esaminata nella causa in questione. La società appellata ha eccepito l’inammissibilità del gravame per mancata articolazione di censure riferibili alla sentenza impugnata; l’appellante non ha replicato.
La decisione
Il Consiglio di Stato ha dichiarato inammissibile l’appello. L’atto di gravame non conteneva censure riferibili alla sentenza effettivamente impugnata, ma riproduceva argomentazioni riferite a un’altra decisione e a una diversa vicenda processuale. L’errore non è stato ritenuto meramente formale, poiché riguardava l’intera ricostruzione in fatto e in diritto e rendeva impossibile individuare con certezza le questioni contestate, sia per consentire alla parte appellata di difendersi sia per permettere al giudice di pronunciarsi. Il corretto riferimento iniziale alla sentenza n. 15194/2025 non è stato sufficiente a sanare l’incoerenza complessiva dell’appello, che risultava altrimenti inintelligibile e privo di specifiche censure contro la decisione gravata. Le spese del grado sono state poste a carico dell’appellante e liquidate in euro 5.000, oltre accessori se dovuti.
Massime di principio
- È inammissibile l’appello che, pur indicando formalmente la sentenza impugnata, sviluppi le proprie censure con riferimento a un’altra decisione e a una diversa vicenda processuale, senza consentire di individuare le statuizioni effettivamente contestate.
- L’errore nell’individuazione della sentenza appellata determina l’inammissibilità quando non sia circoscritto a un refuso formale, ma investa la ricostruzione dei fatti, i capi della decisione e i motivi di censura, rendendo il gravame inintelligibile e impedendo il pieno esercizio del contraddittorio.
- Il requisito di specificità dei motivi d’appello non è soddisfatto mediante il mero richiamo formale alla sentenza corretta, se il contenuto dell’atto non contiene doglianze concretamente riferibili alle statuizioni di quella sentenza.
- L’inammissibilità può essere dichiarata quando l’appello non consenta né alla parte appellata di comprendere le questioni sulle quali difendersi né al giudice di individuare l’oggetto del devolutum e le questioni sulle quali pronunciarsi.
Come è indicizzato
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giustizia amministrativa
- Sentenza · 15 lug 2026Sentenza n. 1568/2026 - Venezia, Sezione 4
- Sentenza · 15 lug 2026Sentenza n. 1569/2026 - Venezia, Sezione 4
- Sentenza · 15 lug 2026Sentenza n. 1570/2026 - Venezia, Sezione 4
- Sentenza · 15 lug 2026Sentenza n. 1571/2026 - Venezia, Sezione 4
- Sentenza · 15 lug 2026Sentenza n. 1572/2026 - Venezia, Sezione 4
- Sentenza · 15 lug 2026Sentenza n. 1573/2026 - Venezia, Sezione 4
Cerchi altro? Cerca gratis in Giustizia amministrativa →