Cassazione Penale, Sentenza n. 15125/2024 del 12/04/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Ricorso avverso l'ordinanza che aveva rigettato la richiesta di riesame del decreto di sequestro preventivo (risorse finanziarie e immobili) emesso nei confronti di Calogero Bellomo, indagato per reati connessi a stupefacenti (art. 74 DPR 309/1990 e art. 73 commi 1 e 4). I punti contestati: (1) errore fattuale del Tribunale nel ritenere che l'immobile adibito a residenza familiare fosse stato integralmente dissequestrato in seguito al riesame promosso dalla moglie (in realtà solo il 50% era stato revocato); (2) reiterazione di un decreto già annullato dal riesame per difetto di motivazione, senza elementi nuovi; (3) carenza di periculum in mora con motivazione stereotipata; (4-6) insufficienza del fumus e dei gravi indizi rispetto ai singoli capi (B, B21, B24), anche alla luce della restituzione o del sequestro della sostanza; (7) erronea valutazione della prosecuzione dei rapporti con l'associazione e mera riproduzione della richiesta del P.M.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto parzialmente il ricorso: il primo motivo è ritenuto fondato perché il Tribunale aveva travisato il fatto (l'ordinanza di riesame del 28/11/2023 aveva revocato il sequestro solo sulla quota del 50% intestata alla moglie, mentre la quota del Bellomo rimaneva sottoposta a vincolo). Per tale motivo la Corte ha annullato l'ordinanza impugnata limitatamente alla statuizione sul bene immobile, rimettendo gli atti al Tribunale di Trento per un nuovo esame sul punto. I restanti motivi sono stati respinti o dichiarati inammissibili: il secondo motivo è infondato perché l'annullamento precedente era per difetto di motivazione (quindi non vi era giudicato di merito che impedisse la reiterazione del provvedimento una volta sanato il vizio); il terzo motivo è infondato perché la motivazione sul periculum (rischio concreto che le somme vengano usate per acquistare altra droga e quindi permettere la prosecuzione dei reati) è ritenuta adeguata; gli altri motivi relativi al fumus/gravi indizi sono stati considerati non ammissibili in cassazione o non idonei a dimostrare violazioni di legge della motivazione.
Norme richiamate
art. 606, comma 1, cod. proc. pen.
Norma richiamata come parametro di censura in cassazione per violazione di legge (lett. b, c, e) relativa a travisamento della prova, carenza motivazionale e violazioni procedurali; la Corte valuta i motivi di cassazione alla luce dei limiti di sindacato previsti da tale articolo.
d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, art. 74
Norma sostanziale in materia di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti; la contestazione di partecipazione associativa (capo B) è valutata in termini di fumus ai fini del sequestro preventivo.
d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, art. 73, commi 1 e 4
Norme incriminatrici relative a specifiche condotte di detenzione e cessione di stupefacenti, richiamate quale oggetto delle contestazioni per le quali è stato disposto il sequestro.
art. 23 d.l. 28 ottobre 2020, n. 137
Richiamato in relazione alla requisitoria depositata dal Pubblico Ministero (norma che disciplina alcuni aspetti procedurali/modifiche processuali); citato nell'atto di udienza della Corte.
Massime di principio
- Se un precedente decreto cautelare è stato annullato per vizi formali o per carenza di motivazione (es. mancanza di indicazione del periculum), il giudice può legittimamente adottare un nuovo provvedimento sui medesimi fatti qualora emendi il vizio e fornisca adeguata motivazione: il principio di preclusione (ne bis in idem processuale) opera solo se in precedenza vi è stato un effettivo apprezzamento di merito che abbia deciso negativamente sulle stesse ragioni.
- Prima di ritenere un bene 'dissequestrato' è necessario verificare la titolarità e le quote di proprietà; la revoca del sequestro rispetto a una quota intestata a un terzo non equivale al dissequestro dell'intero immobile se esistono quote ancora vincolate.
- Per il sequestro preventivo impeditivo, il periculum in mora deve essere concreto e attuale; è sufficiente una motivazione sintetica ma coerente che dimostri il rischio che il bene o le risorse siano utilizzate per la prosecuzione o l'aggravamento dei reati.
- In sede di cassazione la sindacabilità delle valutazioni di merito è limitata: sono ammissibili le censure per violazione di legge o per vizi motivazionali radicali (motivazione assente o del tutto incomprensibile), mentre il mero dissenso su valutazioni probatorie ordinarie è normalmente inammissibile.
- Per il sequestro reale è sufficiente il fumus commissi delicti (astratta sussumibilità del fatto nella fattispecie), non la prova piena; la concomitanza di una misura personale cautelare a carico dell'indagato rafforza la plausibilità della sussistenza di indizi gravi agli occhi dell'organo giudicante.
- In ipotesi di contestazione per fatti comuni a più indagati, il giudice deve motivare specificamente in ordine al comportamento e al ruolo del singolo (non è sufficiente riprodurre pedissequamente la richiesta del P.M.); omissioni su punti decisivi (es. proprietà, quote, perdurante pericolosità) possono giustificare l'annullamento e il rinvio per nuovo esame.
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