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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 2254/2022 del 20/01/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del 10/06/2021 che aveva confermato la misura degli arresti domiciliari disposta dal GIP (04/05/2021). Il ricorrente deduceva mancanza di motivazione con riguardo all'attualità e alla concretezza delle esigenze cautelari, ossia che non sussisterebbero più rischi di reiterazione o di inquinamento probatorio.

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. La Corte ha ritenuto la motivazione della misura cautelare immune da censure: pur essendo i fatti associativi contestati fino a gennaio 2019 (e i reati scopo fino a marzo 2019), in sede di esecuzione sono stati sequestrati a carico del ricorrente (fiduciario del capo dell'organizzazione) una pistola clandestina con munizioni, appunti con cifre e nominativi dei correi, piattaforme illegali, pc e strumenti telematici per i collegamenti, nonché rilevanti somme in contanti (euro 13.595). I giudici hanno ritenuto che il sequestro e l'oscuramento dei siti potessero essere neutralizzati replicando gli schemi operativi con nuovi siti e altri prestanome, giustificando logicamente e razionalmente la persistenza delle esigenze cautelari e pertanto il mantenimento degli arresti domiciliari. Il ricorrente è stato inoltre condannato al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen.

Norme richiamate

  • Legge n. 401 del 1989

    La norma regolamenta le fattispecie relative all'esercizio abusivo di giochi e scommesse a distanza; nella sentenza è utilizzata per qualificare l'associazione a delinquere contestata e i reati 'scopo' collegati alle agenzie di scommesse fittizie.

  • Codice di procedura penale

    L'art. 275(3) contiene l'elenco di delitti per i quali può operare una presunzione di necessità della custodia cautelare in carcere; la Corte osserva che non si può automaticamente presupporre l'adeguatezza della custodia in carcere per i reati contestati e valuta caso per caso le esigenze cautelari.

  • Codice di procedura penale

    Norma che disciplina l'imposizione delle spese processuali in caso di rigetto del ricorso; la Corte ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese ai sensi di questa disposizione.

  • Principio giurisprudenziale generale

    La valutazione dell'attualità e concretezza delle esigenze cautelari si fonda su elementi concreti (presenza di armi, strumenti operativi, contanti, ruolo di fiduciario, possibilità di replicare l'attività illecita), non solo sulla data degli ultimi fatti contestati.

Massime di principio

  • La mera anzianità dei fatti (che risalgono anche a mesi prima) non è automaticamente sufficiente a escludere il rischio di reiterazione se permangono capacità operative (strumenti telematici, piattaforme, contanti, prestanome) o armi.
  • Il ruolo assunto dall'indagato nell'organizzazione (es. fiduciario del capo) e il sequestro di strumenti e contatti personali sono elementi che possono giustificare la permanenza di una misura cautelare anche se i reati principali sono stati commessi in un arco temporale precedente.
  • Il rischio che la neutralizzazione di specifici strumenti (sequestro dei siti, oscuramento) possa essere eluso mediante la creazione di nuovi siti o l'uso di altri prestanome è fattore rilevante per valutare la necessità della misura cautelare.
  • Non esiste una presunzione automatica di adeguatezza della custodia in carcere basata solo sull'inclusione del reato in elenchi legislativi: la scelta della misura deve essere motivata sulla base della concretezza e attualità del rischio.
  • In caso di rigetto del ricorso cautelare il ricorrente può essere condannato al pagamento delle spese processuali ai sensi della normativa processuale penale.

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