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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 30298/2022 del 01/08/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso avverso l'ordinanza che aveva rigettato la richiesta di revoca/annullamento del decreto di sequestro probatorio emesso il 22/12/2021 relativo a una partita di tonno. Si deducevano: 1) vizio di motivazione e carenza di "fumus" per una discrasia tra la lettera dell'art. 5 L. 30/4/1962 n. 283 richiamata nel provvedimento (lettera B) e la lettera indicata nel verbale (lettera D)); 2) illegittimità del sequestro sull'intero quantitativo, atteso che solo 5.863 kg su 22.060 sarebbero risultati alterati; 3) inesistenza di responsabilità in capo al ricorrente, dal momento che la partita era stata acquistata da fornitori esteri e aveva superato controlli sanitari in Spagna; 4) censura circa la mancata esecuzione di accertamenti successivi al sequestro e l'apparenza della motivazione in ordine alla necessità di vincolare l'intera partita.

La decisione

La Corte ha rigettato il ricorso come infondato e condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali. Ha ritenuto irrilevante, in questa fase, la discrepanza formale tra la lettera dell'art. 5 richiamata e quanto indicato nel verbale, poiché parte del prodotto era stata effettivamente rinvenuta in stato di alterazione e ciò giustificava il vincolo indipendentemente dalla specifica fattispecie. Le doglianze sulla responsabilità del ricorrente, sull'origine estera del prodotto e sull'assenza di accertamenti successivi sono questioni di merito non proponibili in sede di cassazione e non precludono il sequestro probatorio. Il sequestro dell'intera partita è stato ritenuto motivato per fini probatori (necessità di accertamenti chimici, in particolare ricerca di istamina), e la motivazione non è apparsa evidente o apparente.

Norme richiamate

  • L. 30 aprile 1962, n. 283, art. 5

    La Corte ha ritenuto che, ai fini della legittimità del sequestro, non fosse decisiva la corrispondenza formale tra la lettera di legge richiamata nel decreto e quella indicata nel verbale: l'accertamento empirico di alimenti in stato di alterazione giustifica il vincolo anche se la contestazione formale può subire modifiche nelle fasi preliminari.

  • Codice di procedura penale, art. 324

    L'istanza era proposta ex art. 324 c.p.p.; la Corte ha precisato che molte delle censure (accertamento di responsabilità, questione dell'origine del prodotto, esecuzione o meno di analisi successive) attengono al merito e non sono proponibili o decidibili in sede di cassazione contro un'ordinanza sul sequestro probatorio.

Massime di principio

  • Una mera discrepanza formale tra la causa indicata nel verbale di sequestro e quella riportata nel decreto non annulla automaticamente il provvedimento quando sussistono elementi fattuali che giustificano il vincolo (es. rinvenimento di prodotto in stato di alterazione).
  • In fase iniziale delle indagini è ammessa una certa 'fluidità' della contestazione: il sequestro può essere motivato in termini generali per finalità probatorie anche se la qualificazione giuridica precisa può essere raffinata successivamente.
  • Il sequestro probatorio dell'intera partita può essere giustificato se è necessario procedere ad accertamenti su tutto il lotto (es. analisi chimiche per ricerca di istamina) e non solo sulle porzioni apparentemente alterate, per ragioni di sanità pubblica e completezza probatoria.
  • Le questioni di merito (ricostruzione degli addebiti, responsabilità dell'importatore, efficacia dei controlli esteri, ritardi nelle analisi successive) vanno trattate nelle sedi di merito e non possono essere risolte con un ricorso per cassazione avverso un'ordinanza sul sequestro probatorio.
  • Per ottenere la limitazione del sequestro (ad esempio solo sulla parte sospetta) è utile produrre subito elementi documentali e richieste istruttorie concrete che dimostrino l'insussistenza del rischio per il resto della partita o offrano garanzie alternative (analisi rapide, conservazione separata, cauzione, ecc.).
  • Se si contesta l'inerzia nelle analisi successive al sequestro, occorre sollevare tempestivamente la questione nel merito (istanze al giudice dell'esecuzione o misure cautelari) e chiedere l'accelerazione degli accertamenti o la revoca/attenuazione del vincolo per eccessiva durata.

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