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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 41481/2024 del 12/11/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Richiesta di revoca o sostituzione della misura cautelare in carcere in vista dell'estradizione richiesta dalle autorità della Repubblica Dominicana per il delitto di aver conferito un mandato omicidiario, non consumato, nei confronti del cognato Roberto Ramirez (fatto del 10/04/2023). La difesa ha invocato il radicamento della ricorrente in Italia (coniuge di cittadino italiano, acquisizione della cittadinanza italiana, occupazione come badante) e ha sostenuto che gli arresti domiciliari, eventualmente con braccialetto elettronico, sarebbero idonei a contenere il pericolo di fuga.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso ritenendolo infondato. Ha confermato la valutazione della Corte d'appello di Milano secondo cui permane un concreto pericolo di fuga: gravità del reato (pena massima nel Paese richiedente fino a 30 anni), arresto in un appartamento diverso dalla residenza, conversazioni intercettate indicanti la disponibilità del marito a seguire la moglie all'estero, discrepanze tra domicilio e residenza e altri elementi sulla personalità e situazione della ricorrente. La ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e l'atto è stato inviato alla Cancelleria per gli adempimenti di cui all'art. 94, comma 1-ter.

Norme richiamate

  • art. 714, comma secondo, cod. proc. pen.

    art. 714, comma secondo, cod. proc. pen.

    Consente, nei limiti della compatibilità, l'applicazione di norme ordinarie sulle misure cautelari nel procedimento di estradizione; impone quindi al giudice la valutazione concreta del pericolo di fuga tenendo conto delle circostanze specifiche del caso.

  • artt. 274 e 275 cod. proc. pen.

    artt. 274 e 275 cod. proc. pen.

    Norme sulle misure cautelari (e sui relativi presupposti e limiti) applicabili, nella misura compatibile, al procedimento di estradizione; richiedono una valutazione concreta e motivata delle esigenze cautelari, compresa la personalità dell'imputato.

  • art. 94, comma 1-ter

    Norma richiamata per gli adempimenti di cancelleria successivi alla decisione; qui indicata come formalità procedurale conseguente al rigetto.

  • Giurisprudenza citata (Sez. F., n. 32770 del 13/08/2012, Cucu, Rv. 253005)

    Sez. F, n. 32770 del 13/08/2012, Cucu, Rv. 253005

    Richiama il principio secondo cui il giudice deve valutare la sussistenza del pericolo di fuga considerando tutte le circostanze della fattispecie, inclusa la personalità dell'estradando.

Massime di principio

  • La gravità del reato e la pena prevista nello Stato richiedente aumentano la probabilità che il giudice ritenga necessario il mantenimento di misure cautelari di massimo rigore in vista dell'estradizione.
  • Il radicamento nel territorio (matrimonio, cittadinanza acquisita, lavoro) è un elemento rilevante ma non decisivo: deve essere valutato nel complesso insieme ad altri indici (residenza effettiva, domicilio, risorse economiche, rapporti familiari).
  • Conversazioni intercettate, l'arresto in un luogo diverso dalla residenza e indizi concreti di volontà di spostarsi all'estero sono elementi particolarmente pesanti ai fini della valutazione del pericolo di fuga.
  • La misura alternativa degli arresti domiciliari, anche con braccialetto elettronico, può essere considerata solo se la difesa dimostra concretamente che essa è idonea a neutralizzare le esigenze cautelari; la mera enunciazione di proposte alternative non è sufficiente.
  • Nel procedimento di estradizione il giudice applica, nei limiti della compatibilità, le norme ordinarie sulle misure cautelari e deve motivare in modo specifico la valutazione del rischio di fuga.
  • Le valutazioni di merito del giudice di appello sulla sussistenza del pericolo di fuga godono di ampia deferenza in Cassazione: vengono accolte solo se contraddette da illogicità, insufficienza o palese incoerenza della motivazione.
  • Per chi è soggetto a procedura di estradizione è strategico produrre prove concrete e documentate del proprio radicamento e di fattori che rendano impraticabile la fuga (es. vincoli familiari, impegni lavorativi certificabili, mancanza di risorse per spostamenti internazionali).

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